{"id":2189,"date":"2016-03-01T16:00:46","date_gmt":"2016-03-01T16:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2189"},"modified":"2024-11-06T16:32:12","modified_gmt":"2024-11-06T15:32:12","slug":"laccoglienza-dei-giovani-in-difficolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/03\/laccoglienza-dei-giovani-in-difficolta\/","title":{"rendered":"L\u2019accoglienza dei giovani in difficolt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Ci voleva la vivacit\u00e0 tutta toscana del dott. Pier Luigi Ricci a motivare e ricaricare quanti sono intervenuti luned\u00ec 15 febbraio 2016, alle ore 21,15, presso il salone parrocchiale di via del Timone a Civitanova Marche, al terzo incontro promosso dalla Caritas di Civitanova e dalla Parrocchia di San Pietro e Cristo Re, per operatori Caritas e volontari della Tenda di Mamre. Laureato in Pedagogia, sessantenne, sposato, pap\u00e0 di un ragazzo di vent\u2019anni, Pier Luigi Ricci, educatore presso il Centro Solidariet\u00e0 di Arezzo, ha esordito dicendo che il mondo andr\u00e0 avanti finch\u00e9 ci saranno i preadolescenti che ci interpellano sui nostri modi di essere adulti. Chi vive come educatore in mezzo ai giovani deve dotarsi di una \u201ccassetta degli attrezzi\u201d dalla quale cavare di volta in volta ci\u00f2 che serve per mettersi in gioco. Un valido educatore \u00e8 chi sa fare delle domande pi\u00f9 che dare delle risposte.<\/p>\n<p>Alzare il proprio ruolo, dicendo al giovane drogato, con disturbi della personalit\u00e0 e altri comportamenti devianti, ci\u00f2 che deve fare per essere accettato, \u00e8 mettersi fuori strada e non avere dal giovane nessun aiuto. Nel gioco delle parti, chi ha da perdere \u00e8 sempre l\u2019adulto. Se il giovane nota che tra lui e l\u2019adulto viene alzato un muro fatto di recriminazioni, di giudizi morali e di condanne, per lui \u00e8 un gioco aumentare il livello dello scontro. La stessa cosa avviene tra marito e moglie quando ognuno accusa l\u2019altro o l\u2019altra di torti subiti, in un crescendo di esasperazioni. In questo modo \u00e8 preclusa ogni forma di dialogo e di apertura verso l\u2019altro. Un altro modo per avvicinare i giovani bisognosi del nostro aiuto \u00e8 far sentire loro che ci commuoviamo alle loro storie. Stare con i giovani e ascoltare con attenzione il loro vissuto richiedono anche che anche noi manifestiamo a loro i nostri sentimenti. Il dolore \u00e8 un\u2019esperienza comune, che tocca educatori e giovani, ha bisogno di parole per essere manifestato e compreso. Tutti siamo in questo mondo per fare un tratto di strada insieme. Questo non lo si dir\u00e0 mai abbastanza. Si \u00e8 sempre grati, anche a distanza di tanti anni, verso chi ha usato con noi parole di stima, di incoraggiamento e di fiducia. Non lo sappiamo, ma a una parola detta con il cuore, vale pi\u00f9 di mille discorsi contorti e bugiardi.<\/p>\n<p>Certo chi non \u00e8 pi\u00f9 giovane, ricorda anche con amarezza le cattiverie subite da parte di chi tanto tempo fa era il proprio docente, educatore era un termine inusitato allora, ma anche questo fa parte del gioco della vita. Questo lo si capisce quando si \u00e8 fatta esperienza di uomini e di cose. Non diciamo poi che l\u2019attuale generazione dei giovani \u00e8 peggiore di quelle che ci hanno preceduto. I problemi non si risolvono mai con un giudizio morale. Agli educatori ed ai genitori \u00e8 fatto l\u2019obbligo di dare sempre fiducia ai propri figli e ai giovani con i quali si vive e si cresce insieme. Sono loro a farci maturare. Accompagnamento, fiducia ma anche fermezza, quando occorre, sono strumenti da usare sempre, tirandoli fuori da quella cassetta degli attrezzi da portare come una bisaccia, cascante sul davanti, in modo da capire subito quello che serve al momento.<\/p>\n<p>Certo, nei giovani dei nostri giorni ci sono molte cose diverse dai loro coetanei degli anni novanta del secolo scorso. Allora si assumevano droghe ed alcol per essere contro la societ\u00e0. Oggi si assumono sostanze stupefacenti per essere dentro al mondo con spavalderia ed arroganza. La legge del branco poi fa il resto. Ci si d\u00e0 all\u2019alcol per essere accettati dal gruppo, diversamente si \u00e8 giudicati tocchi e stupidi. Ma se si prospetta ai giovani la possibilit\u00e0 di divertirsi senza alcol, dando loro degli spazi dove potersi incontrare, i giovani ci stanno e ci seguono, ma devono essere sempre loro a scegliere. Buon educatore \u00e8 chi sa declinare fermezza, dolcezza ed attaccamento verso i giovani visti come un qualcosa di prezioso ai suoi occhi. L\u2019onest\u00e0 e la sincerit\u00e0 pagano sempre. Molte sono state le domande rivolte dal pubblico, attestante sulle quaranta presenze, al relatore che ha invitato un po\u2019 tutti a sapere usare il \u201ctonto che c\u2019\u00e8 in ognuno di noi\u201d, che non vuol dire dabbenaggine. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci voleva la vivacit\u00e0 tutta toscana del dott. 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