{"id":211,"date":"2012-12-18T13:46:32","date_gmt":"2012-12-18T13:46:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=211"},"modified":"2016-01-18T11:23:06","modified_gmt":"2016-01-18T11:23:06","slug":"vitali-non-lasciate-che-litalia-vada-alla-malora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2012\/12\/vitali-non-lasciate-che-litalia-vada-alla-malora\/","title":{"rendered":"Vitali: &#8220;Non lasciate che l&#8217;Italia vada alla malora&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>La \u2018ruspa\u2019 non \u00e8 stato solo il nome di una sua lista civica, ma il simbolo che meglio riassume tutta la vita di Luigi Vitali, spentosi il 17 novembre scorso. Gigino, come lo chiamavano gli amici, o il cavaliere poi diventato commendatore, cariche meritate per le sue battaglie ma che lui non ha mai amato esibire, \u00e8 stato una vera e propria ruspa: a Porto San Giorgio e in tutto il Fermano.<\/p>\n<p><!--more-->Con il suo spirito battagliero, la grande passione politica, l\u2019alto senso civico, la sensibilit\u00e0 sociale e lo sfrenato amore per la sua citt\u00e0 e tutto il territorio, Vitali ha scalato anche le montagne impossibili, aprendo la strada a grandi conquiste come la provincia di Fermo.<\/p>\n<p>\u00c8 stato sindaco di Porto San Giorgio, la sua citt\u00e0 veniva prima di tutto, poi ha avuto (tra i primi) l\u2019intuizione che il territorio andava difeso e valorizzato per intero. Proprio la sua tenacia e la sua insistenza hanno contagiato altre persone piene di fermanit\u00e0, i \u2018padri\u2019 della provincia. Con Gigino in testa, concretizzarono quell\u2019autonomia ipotizzata dal \u2018pioniere\u2019 Abramo Mori, convincendo anche i sindaci pi\u00f9 dubbiosi a chiedere la provincia. Alla fine, ci fu l\u2019adesione di 40 comuni, sufficienti per far partire l\u2019iter legislativo, che nel 2004 arriv\u00f2 al traguardo. Un successo nel quale aveva visto anche una mano dall\u2019alto, attraverso l\u2019impegno di monsignor Gennaro Franceschetti. Con il quale Vitali strinse un\u2019amicizia particolare e che, forse, ha avuto il merito di far crescere la sua spiritualit\u00e0. Nella mente di Vitali, comunque, c\u2019era un territorio ben pi\u00f9 vasto. Perch\u00e9 lui considerava fermani anche Monte San Martino e Penna San Giovanni sulle sponde del Tenna, Carassai e Montefiore su quelle dell\u2019Aso. E la \u2018ruspa\u2019 aveva iniziato a tracciare il percorso per inserirle con Fermo prima di doversi fermare perch\u00e9 le province erano diventate le vittime sacrificali per arginare il ciclone dell\u2019antipolitica. Negli ultimi mesi aveva cos\u00ec indirizzato il suo ardore nella difesa della Provincia di Fermo, finita in pieno nel processo di riordino.<\/p>\n<p>Alle ultime adunate fermane aveva invitato a non mollare, ma la sua lungimiranza lo aveva spinto anche a suggerire di trovare intese con i maceratesi, per i fermani \u2018cugini\u2019 molto pi\u00f9 degli ascolani. \u00abIo grido quello che la gente comune dice e pensa. Secondo qualcuno, rompo troppo, ma ne sono fiero\u00bb dichiarava sempre pi\u00f9 spesso. \u00abEtica e morale stanno scomparendo &#8211; aggiungeva &#8211; per\u00f2 nessuno potr\u00e0 mai corrompere le battaglie giuste. Sono vecchio, ma quando c\u2019\u00e8 da farle mi sento un ragazzino e sono sicuro che i giovani non lasceranno che l\u2019Italia vada alla malora\u00bb. Parole che, qualche settimana dopo la sua scomparsa, sembrano un testamento politico e civile ricco di valore. Speriamo che Gigino Vitali abbia visto lungo anche stavolta e che i giovani fermani si sentano \u2018ruspe\u2019 come lui. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La \u2018ruspa\u2019 non \u00e8 stato solo il nome di una sua lista civica, ma il simbolo che meglio riassume tutta la vita di Luigi Vitali, spentosi il 17 novembre scorso. 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