{"id":209,"date":"2012-12-18T13:44:45","date_gmt":"2012-12-18T13:44:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=209"},"modified":"2024-11-06T16:54:37","modified_gmt":"2024-11-06T15:54:37","slug":"four-more-years","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2012\/12\/four-more-years\/","title":{"rendered":"Four more years"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cIl tema del declino della morale e dei valori \u00e8 onnipresente: nelle conversazioni quotidiane, nelle analisi dei giornali, cos\u00ec come nella letteratura sociologica. Molti vedono nel passaggio dalla modernit\u00e0 alla post-modernit\u00e0 il momento dello sgretolarsi dei legami e delle credenze \u201cforti\u201d. Idea suggestiva, che sembra per\u00f2 reggere poco alla verifica dei fatti.\u201d<!--more--><\/em><\/p>\n<p>Raymond Boudon, <em>Declino della morale? Declino dei valori?<\/em>, Il Mulino, Bologna, 2003.<\/p>\n<p>Il secondo mandato presidenziale di Barak Obama \u00e8 stato il primo grande evento digitale della storia politica statunitense, nel senso che twitter, facebook, le centinaia di blog ed i siti dedicati hanno determinato uno spostamento radicale delle forme di incitamento e di convincimento tipiche della persuasione politica in una democrazia aperta, dove cio\u00e8 il flusso informativo, non essendo vincolato alla fonte da ferree determinazioni ideologico-propagandistiche, reagisce con la miriade di strategie individuali di lettura e di interpretazione della realt\u00e0 politica, sociale ed istituzionale di un Paese.<\/p>\n<p>Ormai vi sono diverse figure professionali che si possono definire come expertise delle risorse della rete, intendendo una azione di rinvio dalla realt\u00e0 reale (quella dell\u2019uomo medio, o \u201cdella strada\u201d che Adolphe Quetelet gi\u00e0 nel 1835 definiva anche con dovizia statistica), ad una iper-realt\u00e0 che non si determina in base ad un sotto ed un sopra, ad un profondo ed un superficiale, ad un freddo ed un caldo, ma solo in base ad un prima ed un dopo, e ancora un dopo, un prima che diviene un mentre per consumarsi rapidamente in un poi.<\/p>\n<p>Muta la concezione temporale nella iper-realt\u00e0 digitale, come mutava ormai due secoli fa lo statuto del \u201cfatto\u201d accaduto che non era da intendersi pi\u00f9 come tale senza una sua pronta pubblicizzazione- notificazione, cio\u00e8 senza la sua quasi immediata somministrazione in qualit\u00e0 di \u201cevento accaduto\u201d ad una folla di osservatori capaci di deciderne la qualit\u00e0 di evento (nello strano o nel nuovo avvenuto), proprio a partire dalla pagina del giornale, vale a dire dopo il suo incastrarsi in una serie di accadimenti non pi\u00f9 esclusivamente storici, ma anche giornalistici che interferiranno fortemente nella scelta delle masse agenti, definendone prospettive, svelandone arcani, ipotizzandone sviluppi. Nasce l\u2019opinione pubblica, con la ridefinizione del fatto in base alla sua qualit\u00e0 intrinseca (cronaca, politica, guerra, medicina, sport), non come evento \u201cin se\u201d, ma come dinamica del notificare ad altri creando opinione.<\/p>\n<p>Se il fatto ha un valore in se coincidente con la sua notificazione pubblica e con la creazione anche artificiale di opinioni sul suo accadere (che ne influenzano addirittura la stessa qualit\u00e0 di evento reale), \u00e8 ovvio che da li in avanti risulter\u00e0 difficile rimettere il genio della notificazione nella lampada come dilatazione, sovvertimento o misconoscimento della realt\u00e0 concreta, determinazione presunta di un processo storico o di una dinamica concreta dell\u2019accadere. E allora Internet \u00e8 l\u2019esplosione del non luogo come occasione infinita dell\u2019accadere liberato da ogni vincolo di tempo e di luogo, dunque di memoria, di tracciabilit\u00e0 simbolica come dimensione dell\u2019accadere e dell\u2019accaduto che replica le infinite varianti di se senza nulla cedere del suo accadere, ad altro che non sia un simbionte del procedere e senza nulla determinare che non sia rimando accomodante o reattivo alla sua proposta comunicativa.<\/p>\n<p>Internet diviene un iper luogo, sito non situato di tutti i luoghi immaginabili, pura immagine duplicante di estensione, rifrazione ed amplificazione; simulazione di realt\u00e0 mutante, anticipatorio disinnesco di ogni contenuto, capace di disinnescare nei suoi effetti voluti, temuti, impensati, qualsiasi volizione o desiderio, appagando altrove e nella ridondanza ci\u00f2 che potrebbe accadere qui al centro di una relazione scelta, mantenuta, resa durevole grazie alla regolazione delle sue aspettative e dei suoi contenuti.<\/p>\n<p>L\u2019iper immagine della famiglia Obama che celebra il suo trionfo, \u00e8 quella di una famiglia che gioisce della sua vittoria grazie ad una abdicazione sociale a nuovi, imprevedibili modelli di famiglia; una famiglia che festeggia la vittoria politica fatta di milioni di donne child free, orgogliosamente lontane da una idea di famiglia proiettiva, non autistica, attestate su modelli di vita restii a replicare verso l\u2019altro da s\u00e9 ci\u00f2 che si \u00e8 ricevuto, senza restituzione, che celebra un successo della \u201cfamiglia-desiderio\u201d, della famiglia \u201cprotesi narcisistica\u201d, della forma familiare piegata all\u2019opportunismo edonistico, al capriccio stabilmente desiderante e tirannico che chiede cittadinanza legale e costituzionale, che si fa artificio provocatorio di qualsivoglia parvenza di legge o morale condivisa a partire dalla profondit\u00e0 non convenzionale della norma. La democrazia di Obama \u00e8 figlia dell\u2019et\u00e0 dei diritti dove la libert\u00e0 di espressione del cittadino globale \u00e8 mutuata dalla libert\u00e0 d\u2019espressione commerciale, finendo per prestarsi attivamente alla penetrazione della market mentality in tutti gli interstizi dello spazio pubblico e di quello strettamente privato.<\/p>\n<p>Le elezioni americane mostrano la naturalizzazione della nozione populista di global democratic marketplace e con essa i tanti luoghi comuni sulla libert\u00e0 di parola e di scelta (economica, comunicazionale, morale, sessuale ecc) dell\u2019individuo. Certo, un individuo che fluttua nella completa assenza della gravit\u00e0 sociale, valoriale ed istituzionale. In tale disequilibrio \u201cgassoso\u201d del sociale-societ\u00e0, cresce un modello di famiglia che \u00e8 l\u2019estroversione di un me scisso dal mio essere persona, tempo reale desiderante, incapace di contenermi ed esprimermi anima e corpo, istinto e passione, solo privilegiando culturalmente questa o quella parte di me, anch\u2019essa fornita di pretese, pervicacemente alla caccia della forma legale del riconoscimento, senza accontentarsi di una forma privata di regolazione, ma con l\u2019assillo di voler tutta per s\u00e9 la bacchetta magica del possibile e del possibile altrimenti. A partire da una normativit\u00e0 profonda e non esigibile, le modalit\u00e0 per costruire diritto erano state selezionate per i pi\u00f9, dentro un progetto civile di tutela dei fondamentali antropologici e non per accontentare minoranze agguerrite, che gozzovigliano sulla morale agonizzante, aggregantesi contro la stipulativit\u00e0 dell\u2019essere naturale e che a quel meccanismo chiedono di piegarsi ad ogni ipotesi di desiderio facilmente mutato in rivendicazione. \u2022<\/p>\n<p>Rossano Buccioni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl tema del declino della morale e dei valori \u00e8 onnipresente: nelle conversazioni quotidiane, nelle analisi dei giornali, cos\u00ec come nella letteratura sociologica. Molti vedono nel passaggio dalla modernit\u00e0 alla post-modernit\u00e0 il momento dello sgretolarsi dei legami e delle credenze \u201cforti\u201d. 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