{"id":2002,"date":"2016-02-18T15:00:05","date_gmt":"2016-02-18T15:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=2002"},"modified":"2016-02-15T13:40:40","modified_gmt":"2016-02-15T13:40:40","slug":"il-grembo-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/02\/il-grembo-della-chiesa\/","title":{"rendered":"Il grembo della Chiesa"},"content":{"rendered":"<p>Quattro capitoli, una presentazione, una premessa, una postfazione, 180 pagine. \u00c8 \u201cIl grembo della Chiesa. La comunit\u00e0 cristiana e le vocazioni\u201d (Ed. Rogate) di mons. Luigi Conti, Arcivescovo di Fermo. Un agile libro, fresco e intrigante. Non sorvola sui problemi, ma tenta di indicare alcune linee interpretative e qualche suggerimento per riflettere su presbiteri e presbiterio.<\/p>\n<p>\u201cQuesto piccolo volume \u2013 si legge nella premessa \u2013 vuol essere un contributo al rinnovamento degli itinerari formativi, seppure con un grande limite: \u00e8 solo dettato, infatti, dall\u2019esperienza di un presbitero-parroco, rettore di Seminario e vescovo che per un disegno misterioso si \u00e8 misurato con le sfide della formazione nel tempo della ricezione del Concilio Vativano II, anche per aver partecipato all\u2019VIII Assemblea del Sinodo dei Vescovi su La formazione dei sacerdoti nelle circostanze attuali\u201d.<br \/>\nLa vita dei presbiteri per mons. Conti ha tre nodi da sciogliere. Li individua in tre icone bibliche.<br \/>\nLa prima \u00e8 quella di Giona (cap.4) che fa resistenza alla chiamata di Dio di recarsi a Ninive. Per il Vescovo di Fermo, Giona assomiglia a chi oggi \u201cfa un po\u2019 di resistenza di fronte alla spinta di Papa Francesco di essere Chiesa a partire dalla periferie\u201d. \u201cPer Dio \u2013 nota mons. Conti \u2013 \u00e8 pi\u00f9 facile indurre a conversione l\u2019intera citt\u00e0 di Ninive piuttosto che il suo profeta\u201d. \u201cAbbiamo cercato di convertire gli altri, ma non ci siamo sufficientemente preoccupati di convertire noi stessi\u201d.<br \/>\nLa seconda immagine \u00e8 Caino (Gen 4) nel momento in cui Dio gli chiede: \u201cDov\u2019\u00e8 Abele tuo fratello?\u201d. La sua risposta: \u201cNon lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?\u201d. Scrive il Vescovo: \u201cQuesta parola interroga ogni vescovo e ogni presbitero sulla qualit\u00e0 delle relazioni all\u2019interno del presbiterio. Se ad ogni presbitero il Signore Ges\u00f9 domandasse: \u201cDov\u2019\u00e8, come sta il tuo confratello presbitero?\u201d, temo che in molti ci troveremmo a rispondere: \u201cNon lo so. Sono forse io il custode? A mala pena riesco a pensare alla mia vita, al mio ministero\u2026 Non riesco a far fronte agli impegni legati alla parrocchia in cui mi trovo, alle richieste delle persone\u2026 Posso pure prendermi cura di un altro presbitero o degli altri presbiteri? E poi, quando avevo bisogno, lui non mi ha aiutato\u2026 quando gli ho proposto di realizzare insieme una iniziativa, si \u00e8 rifiutato\u2026 so che non pensa bene e non parla bene di me\u2026 \u00e8 impossibile andare d\u2019accordo con lui\u201d. Mons. Conti si chiede: Quante volte invece di impegnarci in una critica costruttiva che \u00e8 custodia del fratello, ci lasciamo andare alla polemica fine a se stessa? Dove possiamo arrivare senza un presbiterio? Quale diocesanit\u00e0 senza un presbiterio unito?<br \/>\nLa terza scena biblica \u00e8 presa dal dialogo tra Dio e Adamo: \u201cDove sei?\u201d, \u201cHo udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura perch\u00e9 sono nudo, e mi sono nascosto\u201d (Gen 3). \u201cQuanti presbiteri \u2013 si chiede l\u2019Arcivescovo di Fermo \u2013 si nascondono davanti a Dio, ai confratelli e ai fratelli e sorelle laici perch\u00e9 hanno paura di affrontare la propria nudit\u00e0, hanno paura di mostrarsi nella propria fragilit\u00e0. Ci sono presbiteri che sistematicamente evitano ogni momento diocesano con il proprio presbiterio, che si eclissano in una sorta di inaccessibilit\u00e0. Spesso l\u2019esercizio del ministero, forme diverse di attivismo, diventano i luoghi in cui si nasconde l\u2019uomo di fronte a chi lo cerca\u201d.<br \/>\nQueste domande spingono mons. Luigi Conti a trovare una sorta di filo di Arianna per uscire fuori da questo momento di crisi: ribadire l\u2019importanza dell\u2019appartenenza ad un presbiterio e l\u2019avvio di processi di riforma. Da qui parte la riflessioni nei 4 capitoli:<br \/>\nIl primo capitolo: Il \u201cgrembo delle vocazioni: Chiesa comunit\u00e0 eucaristica<br \/>\nSecondo capitolo: Dal catecumenato al teologato<br \/>\nTerzo capitolo: Un\u2019esistenza eucaristica.<br \/>\nQuarto capitolo: Nella Chiesa e con la Chiesa: una \u201cpastorale presbiterale\u201d.<br \/>\n\u201cEcclesia semper reformanda\u201d. \u2022<\/p>\n<p><strong>INTRODUZIONE<\/strong><br \/>\n<strong>L&#8217;autore confida che il libro \u00e8 nato su insistenza di S. E. Mons. Enrico dal Covolo<\/strong><\/p>\n<p><em>Questo libro racconta una sorta di rilettura deuteronomica del mio ministero, quasi una conversazione spirituale sul tema della formazione. Questo per altro \u00e8 un tema ricorrente nelle Note o lettere pastorali inviate alle Chiese di Macerata e di Fermo in questi ultimi 20 anni. Vede la luce per la gradevole insistenza di S. E. Mons. Enrico dal Covolo, Rettore Magnifico della Pontificia Universit\u00e0 Lateranense, con il quale pi\u00f9 di 20 anni or sono si dialogava di formazione quando ero Rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Pur avendo speso gran parte del mio ministero nell&#8217;orizzonte della formazione o, forse proprio per questo, finora non ho avuto l&#8217;ardire di dare nulla alle stampe. <\/em><br \/>\n<em>Mi ha sempre trattenuto il mistero dell&#8217;incontro tra grazia e libert\u00e0. La grazia, come afferma Pastores dabo vobis (n. 36) \u00abanima e sostiene la libert\u00e0 umana e&#8230; se non si pu\u00f2 attentare all&#8217;iniziativa gratuita di Dio che chiama, neppure si pu\u00f2 attentare all&#8217;estrema seriet\u00e0 con la quale l&#8217;uomo \u00e8 sfidato nella sua libert\u00e0\u00bb. Questo mistero continua a interpellarmi davanti all&#8217;esistenza presbiterale dei miei antichi e nuovi &#8220;alunni&#8221; di cui osservo attentamente il cammino e che accompagno con la Parola e la preghiera. Ora, giunto con gioia all&#8217;ultimo tratto del ministero episcopale, ho accettato di dedicarmi ad una sorta di &#8220;narrazione&#8221; facendo memoria &#8211; in un rinnovato discernimento &#8211; di quanto lo Spirito ha operato in me e in coloro che mi sono stati affidati per la formazione. <\/em><br \/>\n<em>Voglio rassicurare il Lettore: ho cercato in ogni modo di non fare resistenza allo Spirito. Lo esorto, tuttavia, a &#8220;esaminare ogni cosa e tenere (solo) ci\u00f2 che \u00e8 buono&#8221;. <\/em><br \/>\n<em>Ringrazio, infine, per il grande aiuto in ordine alla condivisione nella stesura del testo don Giordano Trapasso, presbitero fermano, Vice-Preside dell&#8217;Istituto Teologico Marchigiano e Direttore dell&#8217;Istituto Superiore di Scienze Religiose &#8220;Ss. Alessandro e Filippo&#8221; di Fermo, nonch\u00e9 don Robert Szymon Grzechnik, della mia Segreteria. \u2022<\/em><br \/>\n<em>+ Luigi Conti<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quattro capitoli, una presentazione, una premessa, una postfazione, 180 pagine. \u00c8 \u201cIl grembo della Chiesa. La comunit\u00e0 cristiana e le vocazioni\u201d (Ed. Rogate) di mons. Luigi Conti, Arcivescovo di Fermo. Un agile libro, fresco e intrigante. 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