{"id":1984,"date":"2016-02-17T14:30:19","date_gmt":"2016-02-17T14:30:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=1984"},"modified":"2016-02-15T13:22:18","modified_gmt":"2016-02-15T13:22:18","slug":"lincontro-tra-francesco-e-kirill","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2016\/02\/lincontro-tra-francesco-e-kirill\/","title":{"rendered":"L&#8217;incontro tra Francesco e Kirill"},"content":{"rendered":"<p>di Cristiano Bettega (*)<\/p>\n<p>Nella Dichiarazione firmata da Kirill e Francesco vengono affrontati quei temi di attualit\u00e0 che preoccupano tutti noi, e sui quali per\u00f2 si deve fare una riflessione comune tra le Chiese cristiane. Dalla persecuzione di molti cristiani al valore della libert\u00e0 religiosa, dalla riscoperta delle radici cristiane dell\u2019Europa alla centralit\u00e0 della famiglia, dal diritto alla vita fino al comune incoraggiamento ai giovani (tra i n. 8 e 23): su tutti questi temi si gioca la nostra testimonianza cristiana, perch\u00e9 \u201ccredere\u201d in Dio Trinit\u00e0 ci spinge continuamente a \u201cvivere\u201d secondo la Trinit\u00e0 di Dio.<br \/>\nSiamo abituati a parlare spesso di \u201cevento storico\u201d: dal mondo dello sport, dello spettacolo o altro, i mezzi di comunicazione ci segnalano con grande frequenza carrellate di eventi storici; al punto che ci si chiede se lo sono realmente e se lo sono proprio tutti. Perch\u00e9 \u00e8 un dato di fatto: quando si usa troppo spesso una parola, essa rischia di non avere pi\u00f9 il vero significato che invece dovrebbe avere; e cos\u00ec finiamo col dimenticare molto presto tanti eventi che ci erano stati presentati come storici.<br \/>\nAnche l\u2019incontro di Cuba tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill, il 12 febbraio 2016, \u00e8 stato salutato come storico. E qui forse \u00e8 proprio vero: innanzitutto perch\u00e9 \u00e8 il primo nella storia; autorevoli rappresentanti di Mosca e di Roma non \u00e8 da ieri che si incontrano, ma non era ancora successo che si trovassero faccia a faccia proprio il Vescovo di Roma e il Patriarca di Mosca in persona.<br \/>\nStorico poi \u00e8 anche il fatto che Francesco e Kirill abbiano firmato insieme una Dichiarazione: e oltre all\u2019importanza di quanto \u00e8 detto nella Dichiarazione, \u00e8 ancora pi\u00f9 importante che il Patriarca e il Papa abbiano voluto dirlo insieme, come fratelli.<br \/>\nC\u2019\u00e8 per\u00f2 una parola pi\u00f9 precisa ancora per definire l\u2019incontro di Cuba: certo, \u00e8 storico, ma se lo guardiamo dal punto di vista cristiano si tratta senza dubbio di un fatto profetico, semplicemente perch\u00e9 \u201cparla di Dio\u201d, come dice il significato corretto di \u201cprofezia\u201d.<br \/>\nIn questo senso \u00e8 assolutamente significativa la conclusione della Dichiarazione, quando il Papa e il Patriarca si affidano insieme alla Madre di Dio, perch\u00e9 tutti i cristiani siano riuniti \u201cnella pace e nell\u2019armonia in un solo popolo per Dio, per la gloria della Santissima e indivisibile Trinit\u00e0!\u201d (n. 30). Il fondamento dell\u2019unit\u00e0 dei cristiani, cio\u00e8, sta in Dio stesso. Non si tratta di sentirsi fratelli per una questione di buon vicinato, o perch\u00e9 ci sono un po\u2019 dappertutto cattolici che vivono a fianco di ortodossi (e di protestanti, anglicani, evangelicali e pentecostali, non dimentichiamolo!), e allora \u00e8 il caso di far qualcosa insieme.<br \/>\nNo, il fondamento dell\u2019unit\u00e0 sta proprio in Dio: perch\u00e9 Dio \u00e8 uno e trino, \u00e8 l\u2019armonia tra il suo essere \u201cun solo Dio\u201d e il suo essere \u201cPadre e Figlio e Spirito\u201d; e oltretutto, in Ges\u00f9 facciamo esperienza di quel Dio che va continuamente a cercare l\u2019uomo e che in modo definitivo si \u00e8 unito alla sua creatura. Quindi, in altre parole ancora, il nostro Dio \u00e8 un Dio di comunione: lui stesso \u00e8 comunione, e lui stesso cerca continuamente la comunione con ogni uomo. Allora anche costruire comunione tra noi \u00e8 professare la fede: dire \u201ccredo in un solo Dio Padre, Figlio e Spirito\u201d va tradotto nel considerarci davvero tutti fratelli. Con tutti gli uomini (e la Dichiarazione firmata a Cuba sottolinea giustamente l\u2019urgenza del dialogo con tutti i credenti di ogni religione \u2013 n.13), e a maggior ragione con tutti i cristiani.<br \/>\nEcco perch\u00e9 l\u2019incontro del 12 febbraio \u00e8 una profezia: perch\u00e9 \u00e8 un modo per raccontare il nostro Dio e per invitarci tutti a verificare quanto realmente crediamo in lui.<br \/>\nTutto questo, \u00e8 chiaro, non resta soltanto a livello teorico: nella loro Dichiarazione Kirill e Francesco affrontano quei temi di attualit\u00e0 che preoccupano tutti noi, e sui quali per\u00f2 si deve fare una riflessione comune tra le Chiese cristiane. Dalla persecuzione di molti cristiani al valore della libert\u00e0 religiosa, dalla riscoperta delle radici cristiane dell\u2019Europa alla centralit\u00e0 della famiglia, dal diritto alla vita fino al comune incoraggiamento ai giovani (tra i n. 8 e 23): su tutti questi temi si gioca la nostra testimonianza cristiana, perch\u00e9 \u201ccredere\u201d in Dio Trinit\u00e0 ci spinge continuamente a \u201cvivere\u201d secondo la Trinit\u00e0 di Dio. Se non cerchiamo comunione tra noi, se non ci ostiniamo ad abbattere i muri che la nostra societ\u00e0 continua a innalzare tra popoli, culture e religioni, se non cerchiamo in tutti i modi di guardare all\u2019altro come a un fratello, la nostra fede in un Dio che \u00e8 comunione di Padre, Figlio e Spirito resta quanto meno monca: bella a parole, ma insignificante nella concretezza.<br \/>\n\u201cNon siamo concorrenti ma fratelli\u201d dichiarano insieme il Patriarca e il Papa (n. 24), cancellando mille anni d\u2019incomprensioni e ostilit\u00e0 reciproche. Ma questo vale per tutti: nessun cristiano che cerchi autenticit\u00e0 pu\u00f2 fingere di non vedere l\u2019altro cristiano o l\u2019altro uomo: siamo chiamati a costruire ponti, insomma, ce lo chiede Dio stesso. Francesco e Kirill ne sono convinti, e a Cuba hanno firmato insieme questa loro convinzione, affidandola a ciascuno di noi: \u201cPossa il nostro incontro ispirare i cristiani di tutto il mondo a pregare il Signore con rinnovato fervore per la piena unit\u00e0 di tutti i suoi discepoli\u201d (n. 6). Quasi riprendendo l\u2019affermazione della Chiesa antica, secondo la quale \u201cil sangue dei martiri \u00e8 seme di nuovi cristiani\u201d: il sangue dei martiri di oggi, ma anche il sangue vivo di Kirill e Francesco e di moltissimi altri testimoni e costruttori silenziosi di unit\u00e0 tra i credenti possa diventare seme di nuovi cristiani, convinti che solo cercando a tutti i costi la comunione si pu\u00f2 essere testimoni del Signore Ges\u00f9. \u2022<\/p>\n<p>(*) direttore dell\u2019Ufficio nazionale per l\u2019ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cristiano Bettega (*) Nella Dichiarazione firmata da Kirill e Francesco vengono affrontati quei temi di attualit\u00e0 che preoccupano tutti noi, e sui quali per\u00f2 si deve fare una riflessione comune tra le Chiese cristiane. 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