{"id":195,"date":"2012-12-02T14:25:29","date_gmt":"2012-12-02T14:25:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=195"},"modified":"2016-01-22T09:48:34","modified_gmt":"2016-01-22T09:48:34","slug":"mele-marce-e-mele-buone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2012\/12\/mele-marce-e-mele-buone\/","title":{"rendered":"Mele marce e mele buone"},"content":{"rendered":"<p>Si sente parlare spesso di colesterolo buono e colesterolo cattivo. In realt\u00e0 il colesterolo \u00e8 unico ma si comporta in modo diverso a seconda di chi lo accompagna nel suo viaggio nel sangue. Le cooperative possono essere paragonate al colesterolo. C\u2019\u00e8 la cooperativa \u201cbuona\u201d e la cooperativa \u201ccattiva\u201d.<\/p>\n<p><!--more-->Negli statuti le cooperative sembrano tutte uguali e si riconoscono nei medesimi princ\u00ecpi ma, in realt\u00e0 si comportano in modo diverso a seconda della loro vera \u201cmission\u201d. La cooperativa buona considera il lavoro in senso soggettivo: l\u2019uomo-soggetto del lavoro e questa dimensione condiziona la stessa sostanza etica del lavoro. Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che il valore umano abbia un suo valore etico, il quale senza mezzi termini e direttamente rimane legato al fatto che colui che lo compie \u00e8 una persona, un soggetto consapevole e libero, cio\u00e8 un soggetto che decide di se stesso. Non tratta il lavoro umano come merce, in conseguenza di una concezione, peraltro molto diffusa, \u201cmaterialistica\u201d ed \u201ceconomicistica\u201d. Non considera l\u2019uomo come uno strumento di produzione ma valorizza il concetto dell\u2019uomo soggetto del lavoro che deve trovare un posto nella sfera sociale ed economica del mondo in cui vive. Queste sono le proteine (lo spirito) che accompagnano nel loro viaggio nel mondo del lavoro il colesterolo buono; sono quelle che si sforzano di vivere quotidianamente fino in fondo questi ideali, nonostante la crisi economica. Ora concentriamo la nostra attenzione su cooperative cattive perch\u00e9 \u00e8 da l\u00ec che vengono tanti problemi.<\/p>\n<p>Diversamente dalla cooperativa buona la coop cattiva, mascherata sotto la falsa forma di cooperativa, considera l\u2019uomo come strumento di produzione e non invece secondo la vera dignit\u00e0 del suo lavoro, cio\u00e8 come soggetto e autore, e per ci\u00f2 stesso come vero scopo di tutto il processo produttivo. Ne consegue che il socio (o soci) di maggioranza utilizzano questa forma di societ\u00e0 per trarne vantaggi fiscali e contemporaneamente sfruttare i lavoratori che figurano come \u201csoci\u201d ma in realt\u00e0 sono lavoratori dipendenti senza diritti e con bassi redditi. Appare evidente che in tali condizioni la cooperativa cattiva si pu\u00f2 imporre sul mercato con politiche aggressive di prezzi rese possibili proprio dallo sfruttamento dei lavoratori, cio\u00e8 l\u2019esatto contrario degli scopi per cui \u00e8 nata la cooperazione. Di fatto si fa una concorrenza sleale sia alle cooperative buone che a tutte le altre aziende concorrenti mettendo a rischio le aziende sane. \u00c8 ovvio che in un mercato sempre pi\u00f9 competitivo, aggravato dalla crisi economica che stiamo attraversando, anche le grandi aziende (sia pubbliche che private), per contenere il costo del lavoro, si rivolgono alle cooperative per delegare alcuni servizi (come le pulizie all\u2019interno dell\u2019azienda, la gestione delle mense, servizi assistenziali in genere, il rifornimento notturno dei prodotti sugli scaffali dei supermercati, etc.) fino alla gestione di alcuni reparti produttivi o di alcuni tipi di lavoro.<\/p>\n<p>\u00c8 anche vero che alcune societ\u00e0 appaltanti offrono alle cooperative delle interessanti opportunit\u00e0 di lavoro a dei prezzi per\u00f2 che esse direttamente non potrebbero sostenere e cos\u00ec riducono i loro costi senza alcuna responsabilit\u00e0 diretta della gestione di quel personale. Cos\u00ec facendo obbligano di fatto la cooperativa a limitare i diritti dei propri \u201csoci-lavoratori\u201d per mantenere un margine di guadagno. In questi casi appare chiaro che non \u00e8 pi\u00f9 il Contratto Nazionale di Lavoro il regolatore della retribuzione del \u201csocio-lavoratore\u201d bens\u00ec il prezzo imposto dalla ditta committente. Di conseguenza assistiamo ad un proliferare di contratti (lettere di assunzione) con le diciture pi\u00f9 svariate, la fantasia degli italiani \u00e8 infinita, ma tutte con il solo scopo di tutelare non il lavoratore ma soltanto il \u201cmostro\u201d. D\u2019altronde come dice il detto, &#8220;se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna&#8221;, non potendo delocalizzare alcune lavorazioni nei paesi dove meglio si pu\u00f2 sfruttare la manodopera, si importa l\u2019arte dello sfruttamento. Spesso sulla carta tutto \u00e8 regolare. Negli uffici sindacali abbiamo raccolto un bel campionario di contratti di lavoro. Anche negli uffici pubblici preposti (D.P.L.) si devono essere fatti una bella cultura in tal senso.<\/p>\n<p>Questi documenti di lavoro sono redatti in modo impeccabile, pari pari come previsto dalla norma. Ma poi nella realt\u00e0 Mangiafuoco non fatica troppo a far ballare i suoi burattini. E se vogliono una \u201copportunit\u00e0 di lavoro\u201d ballano. Eccome se ballano\u2026. tutti senza i fili e senza dignit\u00e0. Prima si lamentavano e qualcuno gridava il proprio disagio, oggi sembrano come rassegnati. Questo stato di cose sembra ineludibile. Ma noi del sindacato siamo diventati sordi? Ci siamo rassegnati? La vogliamo dare una risposta a chi non \u00e8 rimasta pi\u00f9 nemmeno la voglia di gridare? \u00c8 mai possibile che a causa della crisi si debba sopportare sempre di pi\u00f9? E facciamoci una domanda: Dietro a tutto questo schifo chi tira veramente i fili? Con quale scopo? Di certo non \u00e8 per il bene comune! Alla luce di queste considerazioni il sindacato deve continuare a lottare per la giustizia sociale, questa \u201clotta\u201d deve essere vista come un normale adoperarsi per il bene che corrisponde alle necessit\u00e0 e ai meriti delle persone che lavorano. Non deve essere una lotta \u201ccontro\u201d gli altri o per eliminare l\u2019avversario ma deve avere carattere di opposizione all\u2019ingiustizia. La cooperazione \u00e8 un valore positivo e non va combattuta se cattiva ma ricondotta sulla sua strada. Strada che unisce e non divide come separati in casa. \u00c8 necessario quindi che i sindacati, le cooperative \u201cbuone\u201d, le Associazioni datoriali, le forze politiche, le amministrazioni locali, le Istituzioni Pubbliche e tutte le forze sociali collaborino per smascherare le pseudo-cooperative, per trasformarle in cooperative \u201cbuone\u201d o rendere loro la vita difficile ed al limite espellerle dal mercato. \u00c8 necessario che le aziende committenti adottino un codice etico e debbano considerarsi responsabili delle condizioni di lavoro dei \u201csoci-lavoratori\u201d. \u00c8 necessario che sul marchio di qualit\u00e0 di ogni prodotto\/servizio vi sia indicato il rispetto della dignit\u00e0 umana che \u00e8 pi\u00f9 importante dello spread. \u2022<\/p>\n<p>Marco Peverada<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sente parlare spesso di colesterolo buono e colesterolo cattivo. 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