{"id":174,"date":"2012-11-13T13:43:36","date_gmt":"2012-11-13T13:43:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=174"},"modified":"2016-01-22T09:48:34","modified_gmt":"2016-01-22T09:48:34","slug":"orientare-e-conoscersi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2012\/11\/orientare-e-conoscersi\/","title":{"rendered":"Orientare e conoscersi"},"content":{"rendered":"<p>Quando il bambino si presenta a scuola ha gi\u00e0 compiuto un lungo percorso sul cammino dell&#8217;inserimento nella comunit\u00e0 di appartenenza e possiede un patrimonio di conoscenze e di abilit\u00e0 ricco, vario, fortemente partecipato. Da ci\u00f2 si deduce che la prima agenzia educativa \u00e8 la famiglia con il suo contesto di vita.<\/p>\n<p><!--more-->Tutte le altre agenzie, compresa la scuola, aiutano la famiglia nel suo compito educativo ed assumono da questa l&#8217;humus vitale, indispensabile al nutrimento dei cuori e delle menti ed indispensabile fondamento della \u201ccasa della conoscenza\u201d. La famiglia, luogo primario e fondamentale per l&#8217;educazione, prima scuola delle \u201cvirt\u00f9 sociali\u201d, plasma il bambino, nel bene e nel male. Per queste ragioni, la scuola senza l&#8217;aiuto della famiglia \u00e8 quasi impotente. Pu\u00f2 correggere comportamenti, ma pu\u00f2 far ben poco per rimuovere gli atteggiamenti e gli stili educativi sbagliati, senza la collaborazione strategica della prima agenzia educativa. Ma la famiglia \u00e8 ancora scuola di vita?<\/p>\n<p>La famiglia risulta indebolita a causa delle difficolt\u00e0 del padre e della madre di essere genitori ed esserlo presuppone una certa consapevolezza pedagogica di difficile contestualizzazione. Laddove elaborino in modo esplicito un progetto educativo condiviso, sono poi sprovvisti, nella maggior parte dei casi, delle strategie operative&#8230; non sanno come fare. Dai grandi i nostri bambini apprendono, talvolta, modelli negativi: la violenza, l&#8217;incoerenza, l&#8217;incapacit\u00e0 di accogliere la sconfitta, di sopportare le frustrazioni. I bambini spesso leggono negli adulti l&#8217;insoddisfazione, l&#8217;incapacit\u00e0 di assumersi le responsabilit\u00e0, di essere guide autorevoli.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, come ci diciamo tra operatori del settore, i giovanissimi sono emotivamente instabili, insensibili all&#8217;ascolto, privi di equilibrio affettivo, fragili. Molto spesso l&#8217;attivit\u00e0 lavorativa di entrambi i coniugi, la loro forzata separazione dovuta alla mobilit\u00e0 professionale, la riduzione della coppia ad un solo genitore, la famiglia allargata a pi\u00f9 figli di genitori separati, sono fattori che fanno s\u00ec che la famiglia stessa abbia perduto col tempo le sue tradizionali prerogative di agenzia privilegiata di socializzazione e punto di riferimento. Ecco allora che entra in gioco il contributo di chi educa per professione, di chi fa dell&#8217;educazione la propria missione: la scuola, i docenti.<\/p>\n<p>Il compito educativo che spetta alla famiglia \u00e8 coadiuvato, dunque, da tutta la societ\u00e0 e la scuola \u00e8 l&#8217;istituzione sociale che va incontro a tale esigenza in modo sistematico e professionale. E allora la scuola \u00e8 ancora agenzia educativa? Certamente s\u00ec! Solitamente alla scuola si richiede maggiormente l&#8217;impegno sul versante istruttivoculturale. La relazione educativa scolastica si distingue, infatti, dal ruolo educativo genitoriale, per la sua caratterizzazione basata fondamentalmente sulla comunicazione educativoformativa. Ma, oggi, sempre di pi\u00f9 i docenti incontrano bisogni formativi di altra natura e ad essi sono chiamati a rispondere. I disagi psicologici e sociali che alcuni bambini vivono richiedono interventi che vanno al di l\u00e0 dell&#8217;insegnare una semplice disciplina.<\/p>\n<p>La scuola sta diventando sempre pi\u00f9 il luogo in cui non sono attivati soltanto processi di trasmissione-elaborazione culturale, ma anche di educazione, relazionalit\u00e0, orientamento valoriale: di formazione in senso ampio. Ecco perch\u00e8 uno dei principali compiti della scuola \u00e8 l&#8217;orientamento, cio\u00e8 educare, fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0 a sapersi leggere dentro, conoscere le proprie attitudini ed i propri limiti, per poi muoversi opportunamente nel mondo, riuscendo a progettare piani realizzabili per il futuro, ad autostimarsi. Orientare significa saper scegliere autonomamente, in modo autenticamente libero, sapendo mantenere la scelta o modificarla qualora si riveli inadeguata al proprio progetto di vita.<\/p>\n<p>La scuola, inoltre, recupera e propone i sistemi valoriali della nostra antichissima cultura: il rispetto della persona, l&#8217;accoglienza verso l&#8217;altro, la ricerca del bene comune, l&#8217;attenzione ai pi\u00f9 deboli, alle diversit\u00e0, l&#8217;amore e la ricerca della legalit\u00e0, della libert\u00e0, della giustizia, della verit\u00e0, l&#8217;edificazione di una convivenza pacifica e solidale, il rispetto per l&#8217;ambiente. Non sono questi i valori della nostra Costituzione, che tutti dobbiamo contribuire a realizzare nella vita? Non sono questi i valori, i valori cristiani che hanno radicato la coscienza delle nostre famiglie? Non sono questi i valori che la societ\u00e0 civile deve recuperare?<\/p>\n<p>Anche se la scuola, da sola, non pu\u00f2 rispondere alla totalit\u00e0 dei bisogni educativi, \u00e8 tuttavia indubbio il suo ruolo centrale, determinante e fondamentale per la ricostruzione della societ\u00e0 stessa. Mentre per le altre agenzie educative (associazioni sportive, parrocchia, enti locali, mass-media, tecnologia), l&#8217;istruzione e l&#8217;educazione non sono funzioni prioritarie, per la scuola sono invece compiti istituzionali. Alla scuola spetta il dovere di stabilire strategie e percorsi per favorire raccordi con le famiglie e le varie agenzie educative, anche se ci\u00f2 non \u00e8 facile. \u00c8 soprattutto con la famiglia che deve delineare corresponsabilit\u00e0 educativa, attraverso strategie concordate e condivise.<\/p>\n<p>La scuola \u00e8 impegnata nella ricostruzione di un nuovo \u201cumanesimo culturale\u201d. Tutti siamo chiamati, ciascuno secondo il proprio ruolo e le proprie responsabilit\u00e0, alla rigenerazione di un orizzonte valoriale adeguato all&#8217;intelligenza dei figli, che in quanto studenti, sono al centro dell&#8217;azione educativa in tutti suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi. I docenti, allora, pensano, costruiscono, realizzano il loro percorso educativo-didattico per persone che vivono \u201cqui ed ora\u201d, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di senso e di significato. \u2022<\/p>\n<p>Marinella Corallini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il bambino si presenta a scuola ha gi\u00e0 compiuto un lungo percorso sul cammino dell&#8217;inserimento nella comunit\u00e0 di appartenenza e possiede un patrimonio di conoscenze e di abilit\u00e0 ricco, vario, fortemente partecipato. 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