{"id":160,"date":"2012-11-13T13:25:53","date_gmt":"2012-11-13T13:25:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=160"},"modified":"2024-11-06T16:54:37","modified_gmt":"2024-11-06T15:54:37","slug":"lindividualismo-della-generazione-x","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2012\/11\/lindividualismo-della-generazione-x\/","title":{"rendered":"L&#8217;individualismo della Generazione X"},"content":{"rendered":"<p><em>Scrive Giuseppe De Rita: \u201cSe si spera che una generazione si suicidi, questo non avverr\u00e0 mai. Il dovere degli anziani di farsi da parte \u00e8 uno degli imperativi etici pi\u00f9 inosservati di tutte le societ\u00e0. La verit\u00e0 \u00e8 che il livello delle ultime generazioni non \u00e8 sempre competitivo con quello dei vecchietti attaccati al potere\u201d. G. De Rita, in A. Barbano, Dove andremo a finire? Einaudi, Torino, 2012<\/em><\/p>\n<p>Passeggiando lungo le vie di una citt\u00e0 qualsiasi, si nota la saturazione dello spazio simbolico. Manifesti pubblicitari, insegne commerciali, indicazioni ed inviti ad assumere diverse tipologie di atteggiamento (acquisitivo e non), sembrano arrivate al massimo livello di significazione espressiva, denotando un potenziale di convincimento inflazionato che replica se stesso in un sortilegio ridondante. Non vi \u00e8 pi\u00f9 sorpresa per diversit\u00e0 qualitativa, ma solo per tambureggiamento quantitativo.<\/p>\n<p><!--more-->In questa atmosfera culturale, si \u00e8 soliti parlare della Generazione X, di una Generazione perduta o che fa fatica a capire chi \u00e8 davvero (magari differenziandosi solo in negativo da chi l\u2019ha preceduta). Il problema pi\u00f9 serio per questa generazione incognita che non accede al lavoro (che sta scivolando da uno status di diritto sancito costituzionalmente a quello di una ventura nepotistica) e che non ricerca nemmeno una qualificazione certificata delle proprie competenze attraverso il normale tirocinio di vita e di studio rappresentato dall\u2019istruzione superiore, sono le proprie strategie di socializzazione, vale a dire l\u2019accesso al mondo adulto adottandone le prerogative e riproponendone le peculiarit\u00e0 culturali. Qui c\u2019\u00e8 subito un grosso problema: come possono i giovani in questione accettare e replicare nelle proprie scelte di vita i criteri di una societ\u00e0 che non li vuole?<\/p>\n<p>Questa generazione non ha un\u2019altra societ\u00e0 a disposizione per entrare nella vita attiva ed adulta, magari con altre visioni del mondo (maggiormente inclusive) e con nuovi patti tra le generazioni. Sembra che, per la prima volta nella storia, una generazione si socializzi in base agli ordini economici e simbolici di un\u2019epoca \u201cmalgrado se stessa\u201d. La generazione X sa bene che non potr\u00e0 avere una continuit\u00e0 di vita psichica e biologica coerente con gli standard occidentali della \u201cqualit\u00e0 e quantit\u00e0 di vita\u201d, e nonostante questo, pur avendo l\u2019individualismo come incubatore sociale dell\u2019io, molti giovani ricercano nel comunitarismo ludico, musicale e\/o della rete una permanenza fittizia in un \u201cnoi\u201d che \u00e8 garantito nella sua efficace tutela del tessuto interumano solamente dalla sua concomitante retrocessione in quanto a costruzione di modelli soggettivi autonomi di vita sociale. L&#8217;individualismo ed il libero pensiero non nascono n\u00e9 dai nostri giorni, n\u00e9 dal 1789, n\u00e8 dalla Riforma n\u00e8 dalla Scolastica, n\u00e8 dalla caduta del politeismo greco-romano: \u00e8 un fenomeno che non comincia da nessuna parte, ma che si sviluppa incessantemente durante tutto il corso della storia. L\u2019individualismo \u00e8 una dottrina alla quale si attribuisce l\u2019aumento della complessit\u00e0 dei sistemi sociali.<\/p>\n<p>Storicamente lo si fa iniziare con il Protestantesimo. \u00c8 vero che certi fattori, come l\u2019aumento della divisione del lavoro, favorendo la diversificazione dei ruoli sociali e delle competenze, hanno contribuito a rafforzare il sentimento della differenza fra l\u2019Io e l\u2019Altro e, in questo modo, a rafforzare o rivelare l\u2019individualismo che \u00e8 proprio di ciascun essere umano. \u00c8 vero che il Protestantesimo testimonia indirettamente l\u2019affermazione dell\u2019individualismo: affermando la libert\u00e0 di coscienza del credente esprime, sul piano teologico, il fatto che lo sviluppo della divisione del lavoro ha aumentato nell\u2019individuo la consapevolezza della sua singolarit\u00e0. Tuttavia, l\u2019individualismo \u00e8 un fenomeno che non ha inizio da nessuna parte, ma che si sviluppa senza fine nel corso della storia. Allora, se sei incluso socialmente devi fare i conti con l\u2019individualismo contemporaneo: come fanno i giovani della Generazione X? Di cosa si compone il loro individualismo, oltre alla lucida consapevolezza della fine del legame sociale e dello scioglimento dei vincoli di responsabilit\u00e0 intergenerazionali?<\/p>\n<p>L\u2019individuo ha sempre rappresentato, in quanto individuo, un punto di riferimento privilegiato, se non unico e necessario, a partire dal quale \u00e8 possibile valutare la pertinenza delle norme o la legittimit\u00e0 delle istituzioni nel senso pi\u00f9 ampio del termine. Pertanto, in tutte le societ\u00e0, comprese quelle pi\u00f9 arcaiche, le istituzioni di livello sociale, quelle che riguardano la societ\u00e0 nel suo insieme, non possono non essere valutate dagli individui come pi\u00f9 o meno legittime a seconda che esse diano la sensazione di rispettare o meno lo spazio di responsabile costruzione dell\u2019individualit\u00e0. Il problema per chi \u00e8 in stand by nel processo di socializzazione, per chi vive una interminabile fase neutra della propria vita, senza pi\u00f9 nulla da chiedere alla giovinezza e senza nulla sperare dall\u2019et\u00e0 adulta, consiste esattamente nella graduale trasformazione della propria esperienza quotidiana in un teatro di sperimentazione di nuove forme di solidariet\u00e0 tra l\u2019io ed il mondo che vanno assumendo forme del tutto inedite. O socializzarsi a questa realt\u00e0 sociale contro se stessi, o costruire comunque la propria inclusione contro la societ\u00e0. Non ci pare cosa da poco. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrive Giuseppe De Rita: \u201cSe si spera che una generazione si suicidi, questo non avverr\u00e0 mai. Il dovere degli anziani di farsi da parte \u00e8 uno degli imperativi etici pi\u00f9 inosservati di tutte le societ\u00e0. 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