{"id":157,"date":"2012-11-13T13:22:43","date_gmt":"2012-11-13T13:22:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=157"},"modified":"2024-11-06T16:56:18","modified_gmt":"2024-11-06T15:56:18","slug":"si-lo-prometto-atto-di-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2012\/11\/si-lo-prometto-atto-di-fede\/","title":{"rendered":"&#8220;S\u00ec, lo prometto&#8221;: atto di fede"},"content":{"rendered":"<p>Mi inerpico con gli altri ragazzi Scout della parrocchia nella stradina di terra fino a Barbiana, fino a quella chiesa e canonica cos\u00ec in mezzo al niente, per ritrovare le orme di quel prete che negli anni Sessanta aveva fatto parlare tanto di s\u00e9, don Lorenzo Milani.<!--more--><\/p>\n<p>Ritrovo la sua tomba, la sua canonica, la classe dove istruiva i suoi ragazzi\u2026 la guida termina rileggendo il suo testamento spirituale: &#8220;Caro Michele, caro Francuccio, cari ragazzi, ho voluto pi\u00f9 bene a voi che a Dio. Ma ho speranza che lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto&#8221;. La commozione \u00e8 forte\u2026 ripenso che quelle stesse parole mio fratello le aveva lette a me come augurio il giorno della mia prima messa, quattordici anni fa. Approfondisco la vita di don Lorenzo riscopro che era un sacerdote obbedientissimo, amava anzitutto la Chiesa e tutto faceva perch\u00e9 il suo operato non fosse isolato. Aveva accettato di essere considerato ribelle ed era andato in esilio; ci\u00f2 non aveva spento la sua passione per il ministero soprattutto amando i ragazzi che gli erano stati affidati con quella forza espressa nel suo testamento.<\/p>\n<p>Ho pensato che la sua storia come la storia di tutti noi presbiteri era strettamente legata a quel s\u00ec detto al Signore una volta per sempre. La via tangibile per esprimere il nostro ministero \u00e8 legata al s\u00ec reale detto al vescovo di dedicare la nostra vita a quel popolo o a quel compito invece che ad un altro. Questo s\u00ec \u00e8 il s\u00ec dell\u2019obbedienza al Signore, che si manifesta nella storia concreta di una Chiesa concreta, di persone concrete che danno senso al nostro ministero. Penso a quanta fede ci voglia per poter pensare che solo immergendoci totalmente nella storia che per obbedienza abbiamo accettato, possiamo costruire il Suo Regno, senza fughe vigliacche e senza minimizzare le nostre responsabilit\u00e0. L\u2019obbedienza di don Lorenzo interroga la mia fede nel pensare che per obbedire al vescovo e alla Chiesa di Cristo, sia a volte necessario vivere isolato per tanti anni senza luce, n\u00e9 acqua corrente, n\u00e9 riscaldamento.<\/p>\n<p>Egli stesso tuttavia &#8211; racconta proprio il suo Michele &#8211; aveva lasciato di stucco un grande intellettuale, probabilmente poco credente, in visita a Barbiana che lo aveva salutato dicendo \u201cle porto la mia stima e ammirazione\u201d. La risposta di don Lorenzo: \u201ctra voi e me non c\u2019\u00e8 nessuna parentela, io ho la chiesa che mi indica la strada, voi poveretti navigate nel buio\u201d. Ai suoi vicini aveva giustificato la sua risposta brusca chiarendo che \u201cper lui [l\u2019intellettuale che lo aveva visitato] stimare me equivale a disprezzare la mia chiesa: infatti lui era qui per mostrare stima e simpatia per l\u2019uomo e non per l\u2019istituzione che rappresento\u201d. L\u2019istituzione che lui rappresentava non perdeva occasione di condannarlo, accusarlo, isolarlo e farlo soffrire; l\u2019istituzione lo aveva sacrificato per una non precisa fede che lo considerava \u201cmeno prete\u201d di altri, mentre lui continuava ad amare la Chiesa, sempre pronto a dire s\u00ec quando veniva corretto su qualcosa di originale che aveva proposto. Ma \u00e8 l\u2019amore concreto alle persone che Dio ci affida che ci fa sopportare le contrariet\u00e0 di un tempo difficile come societ\u00e0 e come chiesa; ed \u00e8 questo amore vero e non istituzionale che pu\u00f2 salvare noi come preti dal rischio che ancora don Lorenzo nel suo solito linguaggio colorito rimproverava ai preti come ai maestri: \u201cLe maestre son come i preti e le puttane. Si innamorano alla svelta delle creature. Se poi le perdono non hanno tempo di piangere. Il mondo \u00e8 una famiglia immensa. Ci sono tante altre creature da servire&#8221;.<\/p>\n<p>Questa Chiesa da amare, fatta di persone che Dio ci affida e a cui leghiamo i nostri giorni ed il nostro vissuto, santa e peccatrice ci si presenta, a volte, come viandante stanco e distratto, solo preoccupato dell\u2019acqua, del pane e dell\u2019olio, come sollievo momentaneo del loro cammino per poi scomparire per chiss\u00e0 quanto tempo, senza il ricordo di quella sosta cos\u00ec bella ed emozionante. Altre volte assume il volto di amici veri che condividono da vicino i nostri passi, con cui mangiamo lo stesso pane ci abbeveriamo alla stessa coppa e come discepoli impariamo ad ascoltare il Maestro. Ci vogliono veramente bene questi amici, ci riempiono di attenzioni e di affetto che forse non meritiamo.<\/p>\n<p>Cresce in me in questo anno il senso di gratitudine al Signore per essere posto tra Lui e gli uomini, non come mediatore e padrone del rapporto con Lui, ma come segno privilegiato e misterioso di un amore, che non ci appartiene perch\u00e9 \u00e8 di Dio. Sono di Dio anche tutte le pecorelle che lui ci affida per un tempo, il tempo del nostro ministero legato ad s\u00ec detto al nostro vescovo, forse in circostanze di emergenza, per punizione o per semplice successione casuale, eco di quella promessa fatta nelle mani del mio vescovo quattordici anni fa: Prometti a me e ai miei successori filiale rispetto e obbedienza? Mettendo le mie mani nelle sue e guardandolo fisso negli occhi (cosa inusuale per il mio carattere!!!) ho risposto: Lo prometto.<\/p>\n<p>Queste pecorelle per cui il Signore ha dato la vita meritano tutto il nostro amore, anche quando sono fuori dal gregge e pensano a pascolare altrove. Sono proprio a loro che offriamo la nostra vita, perch\u00e9 dalla gratuit\u00e0 del nostro amore intuiscano che sono amate gratuitamente da Colui che \u00e8 venuto a cercare e guarire tutti coloro che si erano perduti. Per obbedienza siamo nomadi\u2026 certi solo dell\u2019Amore di Dio. \u2022<\/p>\n<p><em>Nomadi che cercano gli angoli della tranquillit\u00e0 nelle nebbie del nord e nei tumulti delle civilt\u00e0 tra i chiari scuri e la monotonia dei giorni che passano camminatore che vai cercando la pace al crepuscolo la troverai alla fine della strada. Lungo il transito dell&#8217;apparente dualit\u00e0 la pioggia di settembre risveglia i vuoti della mia stanza ed i lamenti della solitudine si prolungano come uno straniero non sento legami di sentimento. E me ne andr\u00f2 dalle citt\u00e0 nell&#8217;attesa del risveglio. I viandanti vanno in cerca di ospitalit\u00e0 nei villaggi assolati e nei bassifondi dell&#8217;immensit\u00e0 e si addormentano sopra i guanciali della terra forestiero che cerchi la dimensione insondabile. La troverai, fuori citt\u00e0 alla fine della strada. (F. Battiato)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi inerpico con gli altri ragazzi Scout della parrocchia nella stradina di terra fino a Barbiana, fino a quella chiesa e canonica cos\u00ec in mezzo al niente, per ritrovare le orme di quel prete che negli anni Sessanta aveva fatto parlare tanto di s\u00e9, don Lorenzo Milani.<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11],"tags":[93,2415,99,94,92],"class_list":["post-157","post","type-post","status-publish","format-standard","","category-artecultura","tag-don-lorenzo-milani","tag-la-porta-della-fede","tag-numero-21-2012","tag-scout","tag-tarcisio-chiurchiu"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6m5Ic-2x","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=157"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":162,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157\/revisions\/162"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}