{"id":151,"date":"2012-10-24T14:55:25","date_gmt":"2012-10-24T14:55:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=151"},"modified":"2016-01-18T11:25:30","modified_gmt":"2016-01-18T11:25:30","slug":"con-voce-di-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2012\/10\/con-voce-di-donna\/","title":{"rendered":"Con voce di donna"},"content":{"rendered":"<p>Quale tipo di rapporto intercorre tra le donne e la Chiesa cattolica? La domanda \u00e8 legittima, specialmente ora, nell\u2019Anno della Fede. Esiste il riconoscimento del ruolo delle donne nella Chiesa e nella societ\u00e0 gi\u00e0 dal Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p><!--more-->Giovanni XXIII nella Pacem in terris dice che \u201cuno dei pi\u00f9 grandi segni dei tempi moderni \u00e8 la presenza delle donne nella vita pubblica\u201d. Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha redatto un documento significativo, Mulieris dignitatem, in cui ribadisce quanto affermato dai documenti del Concilio Vaticano II: \u201cViene l&#8217;ora, l&#8217;ora \u00e8 venuta, in cui la vocazione della donna si svolge con pienezza, l&#8217;ora in cui la donna acquista nella societ\u00e0 un&#8217;influenza, un irradiamento, un potere finora mai raggiunto. \u00c8 per questo che, in un momento in cui l&#8217;umanit\u00e0 conosce una cos\u00ec profonda trasformazione, le donne illuminate dallo spirito evangelico possono tanto operare per aiutare l&#8217;umanit\u00e0 a non decadere\u201d.<\/p>\n<p>Porta chiarezza anche il parere espresso nel 2004 dalla Congregazione per la Dottrina della fede, che sottolinea il ruolo insostituibile delle donne in tutti gli aspetti della vita: dal lavoro, all&#8217;organizzazione sociale, dai posti di responsabilit\u00e0, alla politica, all&#8217;economia. Tuttavia, nella Chiesa vi \u00e8 ancora una forte tensione tra i princ\u00ecpi e l&#8217;effettivo affidamento alle donne di ruoli di responsabilit\u00e0. Benedetta Selene Zorzi, monaca benedettina e teologa, nata a Roma nel &#8217;70, sostiene che \u00abCerto, vi sono state donne che hanno svolto di fatto e svolgono ruoli di leadership nella Chiesa. Ma si fa ancora fatica ad avere spazi\u00bb. Una conseguenza potrebbe essere l\u2019abbandono?<\/p>\n<p>Secondo le statistiche, le donne nate negli anni &#8217;70 sono pi\u00f9 attente ai cambiamenti della Chiesa, e nel medesimo tempo vivono una disaffezione religiosa. Sono lontane dai sacramenti e distanti dal pensiero ecclesiale sulle questioni politiche ed etiche. Non si sentono ascoltate ed accolte all\u2019interno della Chiesa. \u00c8 il fenomeno analizzato dal teologo don Armando Matteo nel suo La fuga delle quarantenni. Ma \u00e8 poi cos\u00ec difficile il rapporto delle donne con la Chiesa?<\/p>\n<p>La Chiesa non pu\u00f2 perdere il confronto con questa generazione al femminile, perch\u00e9 il rischio potrebbe riguardare la trasmissione della fede alle future generazioni. Suor Eugenia Bonetti, superiora della Consolata impegnata contro la &#8220;tratta&#8221; delle donne, intervenuta il 13 febbraio 2011 a difesa della dignit\u00e0 della donna alla manifestazione &#8220;Se non ora quando&#8221;, con forza e coraggio sostiene: \u201cQuando la Chiesa \u00e8 profetica non ha difficolt\u00e0 a farsi ascoltare\u201d. Suor Eugenia ha parlato di cose semplici, di valori trasversali come la pace e la dignit\u00e0 della donna, che non pu\u00f2 essere considerata oggetto di dominio o strumento di piacere. Ma ha anche detto che \u201cbisogna costruire assieme, uomini e donne, nel quotidiano, una cultura del rispetto\u201d.<\/p>\n<p>Suor Eugenia ha fatto eco al Vaticano II aggiungendo: \u201cquando la Chiesa ha scelto la strada del dialogo con la societ\u00e0, ha indicato l&#8217;unica strada possibile per lavorare ad un futuro di pace, armonico per tutti. Quando la Chiesa fa ci\u00f2 che \u00e8 chiamata ad essere, sa farsi ascoltare\u201d.<\/p>\n<p>Nel recente convegno sul tema Le donne nella chiesa in Italia, la teologa Cettina Militello, consapevole che alla donna \u00e8 preclusa la ministerialit\u00e0 istituita, ha affermato: \u201c&#8230; Quante donne esercitano di fatto la funzione di accolito, di lettore, di salmista, quante si fanno carico del buon ordine della comunit\u00e0, raccolgono le offerte, guidano il canto, quante commentano la liturgia, quante distribuiscono l\u2019eucaristia, la portano ai malati. Infine quante donne sono impegnate nella catechesi di preparazione ai sacramenti. Quante si fanno carico dei malati, li rendono presenti alla comunit\u00e0, quante accompagnano i defunti, si fanno prossime alle famiglie, quante si fanno carico di consolazione \u2026\u201d In Italia il modello di Chiesa ha ancora il volto prevalentemente maschile, nonostante che le donne siano coinvolte in forme attive di competente collaborazione.<\/p>\n<p>Quanto pi\u00f9 la Chiesa sapr\u00e0 dare alle donne di oggi la possibilit\u00e0 di esprimere la propria intuitiva ed amorevole femminilit\u00e0 in ambiti e spazi adeguati tanto pi\u00f9 realizzer\u00e0 quell&#8217; &#8220;umano integrale&#8221; definito da papa Benedetto XVI &#8220;lo sviluppo di tutto l&#8217;essere umano e di tutti gli esseri umani&#8221;. A breve sar\u00e0 dato l\u2019avvio ufficiale all&#8217;Anno della Fede voluto da Benedetto XVI nel 50\u00b0 del Concilio Vaticano II. \u00c8 possibile una &#8220;rievangelizzazione&#8221; anche al femminile nel riconoscimento reciproco, nella partecipazione e collaborazione di ambo le parti? Il mondo femminile si fa di giorno in giorno sempre pi\u00f9 consapevole, e di questo percorso bisogner\u00e0 tenere conto. Sono lontanissimi i tempi in cui Tertulliano scriveva: \u201cDonna, tu dovresti portare sempre il lutto, essere coperta di cenci e immersa nella penitenza per riparare il peccato di aver perduto il genere umano. Donna, tu sei la porta del diavolo, sei tu che hai messo la mano sull\u2019albero di satana e per prima hai trasgredito la legge di Dio\u201d.<\/p>\n<p>Non tutti i Padri della Chiesa, fortunatamente, la pensano cos\u00ec, ma questa mentalit\u00e0 ancora resiste. Ges\u00f9, da parte sua, ha sempre avuto un atteggiamento positivo nei confronti delle donne. Questa attenzione \u00e8 confermata dal fatto che numerose donne lo seguivano. Alcune hanno anche esercitato ruoli significativi nelle loro comunit\u00e0, come ci ricorda lo stesso S. Paolo. Questo aspetto \u00e8 stato per\u00f2 disatteso e le donne sono state marginalizzate nel passaggio dal carisma alla istituzionalizzazione, che, alla fine del I\u00b0 secolo, si \u00e8 legata fortemente all\u2019elemento maschile. Tornando al Vangelo, Ges\u00f9, nell\u2019ultima cena, ha omesso le donne. Ci\u00f2 \u00e8 accaduto per dare un segno alla Chiesa nascente o perch\u00e9 in quel tempo il ruolo della donna era ancora relegato all\u2019ambito prettamente familiare? \u00c8 un punto molto delicato e controverso di tutta la questione. Noi donne siamo abituate ad avere pazienza.<\/p>\n<p>Non ci resta che attendere la maturazione di una situazione ecclesiale nella quale compiti e ruoli saranno ridefiniti senza prevenzioni o ingerenze in contesti di pace reciproca e di maggiore collaborazione.<\/p>\n<p>Stefania Pasquali<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quale tipo di rapporto intercorre tra le donne e la Chiesa cattolica? La domanda \u00e8 legittima, specialmente ora, nell\u2019Anno della Fede. 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