{"id":1440,"date":"2015-10-08T15:54:31","date_gmt":"2015-10-08T15:54:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=1440"},"modified":"2015-10-08T16:03:10","modified_gmt":"2015-10-08T16:03:10","slug":"dalle-filippine-a-fermo-il-monastero-delle-clarisse-apre-le-porte-a-sister-maria-jacinta-agnes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2015\/10\/dalle-filippine-a-fermo-il-monastero-delle-clarisse-apre-le-porte-a-sister-maria-jacinta-agnes\/","title":{"rendered":"Dalle Filippine a Fermo: il monastero delle clarisse apre le porte a Sister Maria Jacinta Agnes"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Suor-Agnese.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1442 alignleft\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Suor-Agnese-239x300.jpg\" alt=\"Suor Agnese\" width=\"185\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Suor-Agnese-239x300.jpg 239w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Suor-Agnese-814x1024.jpg 814w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Suor-Agnese.jpg 861w\" sizes=\"auto, (max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><\/a>A poco pi\u00f9 di un mese dal suo arrivo a Fermo, le sorelle clarisse del Monastero Santa Chiara ci hanno permesso di incontrare per voi Sister Maria Jacinta Agnes, per tutti Suor Agnese.<br \/>\nEra infatti il 23 agosto quando tutta la comunit\u00e0 ha accolto festante il suo ingresso ufficiale con la celebrazione eucaristica delle 9.15 celebrata da don Osvaldo Riccobelli, parroco della parrocchia Santa Lucia dove risiede il monastero, e Mons. Luigi Valentini.<br \/>\nA lei abbiamo rivolto alcune domande per i nostri lettori.<\/p>\n<p><em>Come mai sei arrivata in Italia, a Fermo, proprio in questo monastero?<\/em><br \/>\nSono arrivata qui dopo che una sorella, in modo particolare, mi chiese di aiutare questa comunit\u00e0 da tempo colpita dalla mancanza di vocazioni femminili. Con l&#8217;aiuto dello Spirito Santo ho risposto subito con gioia, anche perch\u00e8 io sentivo di poter essere un aiuto in questo senso, un sostegno alla loro opera e missione, affinch\u00e9 fossero sempre pi\u00f9 testimoni della presenza dell&#8217;amore di Dio attraverso il carisma di San Francesco d&#8217;Assisi e Santa Chiara.<\/p>\n<p><em>Che tipo di comunit\u00e0 hai trovato quando sei arrivata?<\/em><br \/>\nE&#8217; una comunit\u00e0 di sorelle ormai avanti con gli anni ma tutte molto impegnate nella vita monastica: la fede, la speranza e l&#8217;amore sono molto vivi in loro. La speranza \u00e8 quel ponte che permette loro di giungere a Dio, la fede le assicura del fatto che questo ponte \u00e8 saldo e non croller\u00e0 mai e l&#8217;amore \u00e8 il solo vero motivo per cui vale la pena attraversarlo.<\/p>\n<p><em>Hai trovato differenze con la vita monastica nel tuo paese?<\/em><br \/>\nIn ogni paese, anche se con cultura e tradizioni diverse, la vita monastica \u00e8 fondamentalmente la stessa perch\u00e9 ovunque seguiamo lo stesso &#8220;credo&#8221;, la stessa &#8220;verit\u00e0&#8221;, Ges\u00f9 vivo. La differenza sta solo nel valore dato alla chiamata dello Spirito Santo. Tutto sta nel saper scegliere uno stile di vita secondo tale chiamata e adattarlo ad essa.<\/p>\n<p><em>Che tipo di fede hai trovato qui in Italia?<\/em><br \/>\nDomanda difficile. Dipende da cosa intendiamo per fede e in quale situazione ci troviamo. Ad esempio quando Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: &#8220;E voi chi dite che io sia?&#8221;, Pietro rispose: &#8220;Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio vivente&#8221;. Questa \u00e8 una grandissima professione di fede, ma ha senso se letta nel contesto in cui viene rivolta la domanda: gli israeliti stavano aspettando il Salvatore che li liberasse dai Romani. Il semplice fatto che tu rispetti, credi e in qualche modo obbedisci al Santo Padre, Papa Francesco, \u00e8 gi\u00e0 una grande fede. Dal mio punto di vista, nel mio paese di origine, che \u00e8 come un paese del terzo mondo, io posso testimoniare che la fede \u00e8 s\u00ec quella che riesce a muovere le montagne, ma anche e soprattutto quella che nasce dall&#8217;immenso amore di Dio per noi. Egli \u00e8 vivo nei nostri cuori. Avere fede per noi significa principalmente confidare in Dio. Se infatti Lui ci portasse sul ciglio di un precipizio, noi ci fideremmo di Lui e lasceremmo che accada una di queste due cose: o ci afferra mentre cadiamo gi\u00f9 oppure ci insegna a volare. Questa \u00e8 la fede con la &#8220;F&#8221; maiuscola per me.<\/p>\n<p><em>Raccontaci di te e della tua vocazione.<\/em><br \/>\nHo frequentato la scuola elementare gestita da frati francescani americani, quindi conosco la vita di San Francesco gi\u00e0 da quando ero piccola. Le scuole medie le ho fatte dalle monache domenicane, un istituto solo per ragazze, senza sapere che San Francesco e San Domenico si erano conosciuti. Quando ero piccola ero immersa nella spiritualit\u00e0 di Francesco e Domenico. Ma il punto di svolta \u00e8 stato quando ho visto il film &#8220;Fratello sole, sorella luna&#8221;. Francesco mi ha sedotta all&#8217;istante. Poi questa attrazione si rivolse verso Dio e me ne innamorai. Pian piano divenni sempre pi\u00f9 cosciente di questa chiamata e mi sentivo scelta in modo particolare. Me lo garantiscono le sue parole: &#8220;Tu sei mia, tu sei preziosa ai miei occhi e ricca di stima perch\u00e9 io ti amo&#8221; (Isaia 43). Io sicuramente non merito di essere scelta. Ma questo \u00e8 avvenuto e non potendo essere frate, per ovvie ragioni naturali, ho deciso di diventare una Sorella Povera di Santa Chiara, una monaca clarissa. Era nel pieno dell&#8217;estate, il 16 luglio, festa della Madonna del Carmelo, quando la mia famiglia, alcuni parenti stretti e gli amici mi accompagnarono in monastero. Appena si apr\u00ec la porta per me, tutti loro si misero a piangere. Probabilmente pensavano che il monastero di clausura fosse come una prigione e soffrivano all&#8217;idea di non vedermi pi\u00f9. Il mio, invece, non era un addio a tutto e tutti, ma una chiusura con il passato, con il mondo che sentivo non appartenermi pi\u00f9. Era un nuovo inizio per me e per i miei cari. La mia storia di vocazione non \u00e8 nulla di straordinario, ma \u00e8 semplicemente una storia d&#8217;amore tra Ges\u00f9 e me. Tutto quello che desidero \u00e8 vive nella semplicit\u00e0, amare con tutta me stessa ed essere felice.<\/p>\n<p><em>Cosa vuol dire oggi essere una monaca di clausura?<\/em><br \/>\nNell&#8217;era della tecnologia, considerando tutte le contraddizioni del nostro tempo, credo che essere una monaca di clausura non sia qualcosa di strano, ma ancora &#8220;di moda&#8221;. La nostra vita in disparte e silenziosa, umile e semplice e al tempo stesso felice, il nostro contatto diretto con Dio attraverso la preghiera, dimostrano al mondo che solo in Dio noi troviamo speranza e gioia, realizzazione e pace.<\/p>\n<p><em>In Italia arrivano molti consacrati provenienti da ogni parte del mondo. Cosa ne pensi?<\/em><br \/>\nSinceramente non sono a conoscenza di quanti consacrati stranieri ci siano nel vostro Paese, ma credo che questi fratelli e sorelle, con il loro specifico carisma e ministero, siano strumenti speciali di Dio per contribuire a costruire la Chiesa sulla terra e il regno di Dio nei cieli. Tutti loro sanno di avere davanti una grande sfida: essere testimoni autentici e profetici.<\/p>\n<p><em>Cosa significa per te l&#8217;espressione &#8221; Chiesa missionaria &#8220;?<\/em><br \/>\nIn passato quando pensavo ai missionari, credevo che essi fossero normalmente inviati o addetti alla proclamazione della lieta novella come fosse un mestiere. Oggi, pi\u00f9 che mai, la Chiesa sente di avere una vocazione missionaria, e noi che siamo la Chiesa, siamo chiamati ad incarnare la Parola di Dio. Quindi non \u00e8 pi\u00f9 una missione del fare, ma una missione dell&#8217;essere.<\/p>\n<p><em>Papa Francesco ha detto pi\u00f9 volte che &#8220;i cristiani devono uscire dalle sacrestie&#8221;. Venendo in Italia, pensi di aver fatto proprio questo?<\/em><br \/>\nPersonalmente la mia missione \u00e8 solo quella di essere qui oggi, in questo preciso momento storico, per sostenere e aiutare un&#8217;intera comunit\u00e0 di sorelle. Esco ogni giorno dalla &#8220;mia sacrestia&#8221; quando metto in azione questa missione affidatami.<\/p>\n<p><em>Grazie suor Agnese di questo incontro. Un saluto ai nostri numerosi lettori?<\/em><br \/>\nOgni tramonto a noi dato \u00e8 un giorno di meno per vivere, ma \u00e8 anche un giorno in pi\u00f9 per sperare. Confidiamo sempre per il meglio. Lasciamo che Dio sia la nostra guida<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A poco pi\u00f9 di un mese dal suo arrivo a Fermo, le sorelle clarisse del Monastero Santa Chiara ci hanno permesso di incontrare per voi Sister Maria Jacinta Agnes, per tutti Suor Agnese. 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