{"id":1395,"date":"2015-07-14T11:30:34","date_gmt":"2015-07-14T11:30:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=1395"},"modified":"2016-01-22T09:41:47","modified_gmt":"2016-01-22T09:41:47","slug":"grido-della-terra-grido-dei-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2015\/07\/grido-della-terra-grido-dei-poveri\/","title":{"rendered":"Grido della terra Grido dei poveri"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Enciclica di Papa Francesco sulla cura del creato \u00e8 un evento molto importante. Segna, infatti, un ritorno del magistero cattolico alla guida profetica dell&#8217;umanit\u00e0, in quanto recupera quello spirito che la Chiesa, ahim\u00e8 anch&#8217;essa impantanata nelle preoccupazioni della finanza, aveva perso dopo Paolo VI.<\/p>\n<p>Questa Enciclica pu\u00f2 essere posta a fianco della <em>Pacem in terris<\/em> di Giovanni XXIII, della <em>Populorum progressio<\/em> di Paolo VI, degli insegnamenti presenti nei documenti conciliari. Il Papa, inoltre, si colloca, nell&#8217;enciclica, nella prospettiva teilhardiana del muovere verso la costruzione di una terra in cui abbia stabile dimora la giustizia, per poter preparare l&#8217;umanit\u00e0 alla seconda venuta di Cristo. Non possiamo dimenticare, in tal senso, il grido di Maria nel Magnificat.<\/p>\n<p>La Madre di Ges\u00f9 parla poco, ma ci\u00f2 che ha da dire lo proclama ad alta voce. Il segno dell&#8217;azione di Dio \u00e8 infatti<em> Rovesciare i potenti dai troni e innalzare gli umili Ricolmare di beni gli affamati e rimandare i ricchi a mani vuote<\/em>. I grandi poteri finanziari che oggi gestiscono la terra sono preoccupati di riempire sempre pi\u00f9 le mani dei ricchi, dimenticando che si pu\u00f2 sottomettere l&#8217;umanit\u00e0 con la forza del denaro e delle armi, ma non si pu\u00f2 sottomettere la natura con la forza del denaro e della tecnologia passata al servizio della finanza.<\/p>\n<p>Oggi, forse, il no pi\u00f9 forte a questo modello di pseudo sviluppo, capace soltanto di massimizzare i profitti, proviene dalla natura che non pu\u00f2 reggere a un continuo sfruttamento senza regole. Non a caso, il grido di dolore e di denuncia viene da un papa del cosiddetto terzo mondo, che, parlando di grido della terra e di grido dei poveri, usa le categorie della teologia della liberazione, anch&#8217;essa, come Pierre Teilhard de Chardin, finalmente rivalutata dal vescovo di Roma.<\/p>\n<p>Nell&#8217;enciclica c&#8217;\u00e8 anche, per\u00f2, un&#8217;altra apertura fondamentale. Tra i pronunciamenti magisteriali, accanto a quelli degli ultimi papi, viene presentato anche il Magistero del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, con il quale, ricorda il papa, noi cattolici condividiamo la speranza della piena comunione ecclesiale. \u00c8 un riferimento significativo, perch\u00e9 Bartolomeo si \u00e8 speso molto sulla questione ecologica, ed \u00e8 quindi importante che il suo magistero venga considerato fondamentale anche dal vescovo di Roma. D&#8217;altra parte, solo l&#8217;unione delle chiese cristiane pu\u00f2 dare forza politica ad un progetto che altrimenti resterebbe solo un grido profetico.<\/p>\n<p>Un altro aspetto rilevante dell&#8217;enciclica \u00e8 la robusta base scientifica che ne costituisce l&#8217;intelaiatura di fondo. Il problema ecologico \u00e8 stato posto da quella parte della scienza che analizza i disastri del modello attuale di ge-stione della Biosfera e delle sue ricchezze. La prospettiva teologica ci dice come e perch\u00e9 costruire la Terra, la scienza ci d\u00e0 indicazioni precise sul modo in cui farlo. Noi ci troviamo di fronte alla seguente alternativa: o assecondare lo sfruttamento che porter\u00e0 al collasso della Biosfera e alla fine dell&#8217;esperienza dell&#8217;essere pensante su questa terra, o interagire con la Biosfera rispettandone gli equilibri. La scienza ha mostrato che l&#8217;evoluzione e il muovere verso la complessit\u00e0 e la coscienza possono e debbono avvenire all&#8217;interno di parametri che mantengano la stabilit\u00e0 della Biosfera. Rispettarne gli equilibri non vuol dire, quindi, fermare il progresso, ma aprirlo a prospettive di lungo termine, proprio perch\u00e9 viene mantenuto intatto la spazio ecologico in cui il progresso pu\u00f2 svilupparsi senza dar luogo a disastri ingestibili.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi scientifica presente nell&#8217;enciclica \u00e8 precisa e puntuale. Finalmente vi \u00e8 un rapporto di fiducia tra magistero e scienza per costruire il futuro. L&#8217;unico punto discutibile nella prima parte \u00e8 la sottovalutazione del problema demografico. \u00c8 indubbiamente vero che una pi\u00f9 onesta distribuzione delle risorse pu\u00f2 garantire cibo a tutta la popolazione terrestre, senza ricorrere a soluzioni ecologicamente dubbie come l&#8217;uso di organismi geneticamente modificati in agricoltura.<\/p>\n<p>\u00c8 anche vero, per\u00f2, che nessuna specie pu\u00f2 crescere all&#8217;infinito. Nel caso del gruppo umano siamo quasi giunti ad una soglia critica, e la riflessione sul problema demografico prima o poi andr\u00e0 fatta seriamente. Non basta il semplice riferimento al &#8220;Crescete, moltiplicatevi e popolate la Terra&#8221;. Oggi la Terra \u00e8 stata popolata, quindi \u00e8 il momento di prendere in seria considerazione il problema dell&#8217;equilibrio demografico.<\/p>\n<p>L&#8217;enciclica ha anche, come del resto era ovvio e necessario, una importante base biblica che persegue il superamento della idea di dominio della Terra, e sottolinea la necessit\u00e0, per l&#8217;uomo, di curare la natura, una natura che, come del resto la Terra rimane pur sempre, in ultima analisi, di Dio. Nell&#8217;enciclica sono proprio le norme sulla difesa della Terra e sulla spartizione della ricchezza coi poveri che vengono riproposte come elementi fondamentali dell&#8217;insegnamento biblico. \u00c8 importante, inoltre, la sottolineature dei limiti presenti nell&#8217;attuale modello di gestione del pianeta basato su tecnica, economia, finanza. L&#8217;unica preoccupazione \u00e8 l&#8217;aumento continuo dei profitti, nella<br \/>\nsperanza che, poi, le alterazioni ecologiche possano essere sanate miracolosamente dalla tecnologia. La tecnica, in tal modo, risponde alle necessit\u00e0 di un modello economico-finanziario che tiene in poca considerazione le necessit\u00e0 dell&#8217;ambiente e dei poveri.<\/p>\n<p>Ecco, quindi, il duplice grido: il grido della terra e il grido dei poveri! Le biotecnologie agrarie, pi\u00f9 che per portare pane a chi ha fame, sono utili per garantire il controllo dell&#8217;agricoltura alle grandi aziende che hanno la possibilit\u00e0 di imporre e gestire i brevetti, e, come \u00e8 ben descritto dall&#8217;enciclica, costringono i piccoli coltivatori ad abbandonare la terra. In tal modo, non solo la terra non \u00e8 pi\u00f9 di Dio, ma anche i viventi, i quali, una volta brevettati, divengono propriet\u00e0 di chi ne gestisce il brevetto. Nell&#8217;enciclica i problemi sono illustrati in maniera chiara e semplice, con una seria impostazione scientifica. Ma le soluzioni?<\/p>\n<p>Nonostante tutto il modello dominante \u00e8 ormai cos\u00ec forte e globalizzato che non si vede come se ne possa uscire. Sui mercati finanziari agiscono le grandi multinazionali occidentali, i postcomunisti russi, i comunisti cinesi, gli sceicchi arabi del petrolio. Anche le forze emergenti, Sud Africa, Brasile, India, sono integrate in questo sistema finanziario. Chi potr\u00e0, a livello sopranazionale, avere la forza di operare una sintesi politica che imponga un serio controllo dei mercati finanziari?<\/p>\n<p>Purtroppo, nell&#8217;entusiasmo della caduta del comunismo, non ci si \u00e8 resi conto che le forze conservatrici, ahim\u00e8 abbondantemente presenti anche in molti esponenti della Chiesa che vedevano nella teologia della liberazione il grande nemico, prendevano il controllo del mondo. Oggi, l&#8217;impressione \u00e8 che sia troppo tardi. La ripresa del progetto profetico si scontra contro una realt\u00e0 dura e difficile da cambiare. Per\u00f2, l&#8217;ottimismo teilhardiano e la speranza di lavorare per cieli nuovi e terre nuove, deve costringerci a sperare ancora di costruire una terra in cui abbia stabile dimora la giustizia. \u2022<\/p>\n<p>Ludovico Galleni<br \/>\nDocente emerito di zoologia Universit\u00e0 di Pisa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Enciclica di Papa Francesco sulla cura del creato \u00e8 un evento molto importante. Segna, infatti, un ritorno del magistero cattolico alla guida profetica dell&#8217;umanit\u00e0, in quanto recupera quello spirito che la Chiesa, ahim\u00e8 anch&#8217;essa impantanata nelle preoccupazioni della finanza, aveva perso dopo Paolo VI. 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