{"id":1361,"date":"2015-06-18T15:50:01","date_gmt":"2015-06-18T15:50:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=1361"},"modified":"2016-01-18T10:30:55","modified_gmt":"2016-01-18T10:30:55","slug":"il-darwin-del-sec-xxi-muovere-verso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2015\/06\/il-darwin-del-sec-xxi-muovere-verso\/","title":{"rendered":"Il Darwin del sec. XXI. Muovere verso&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/theillard.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1362\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/theillard-300x269.jpg\" alt=\"theillard\" width=\"300\" height=\"269\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/theillard-300x269.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/theillard-1024x917.jpg 1024w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/theillard.jpg 1110w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il prof. Ludovico Galleni, docente emerito di zoologia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, \u00e8 considerato uno degli studiosi pi\u00f9 accreditati dell&#8217;opera scientifica di Teilhard. Egli \u00e8, inoltre, un fine interprete dell&#8217;opera teologicofilosofica del gesuita francese. Per questo La Voce delle Marche si \u00e8 rivolta a lui per avere un suo autorevole parere sul significato e l&#8217;attualit\u00e0 del pensiero di Teilhard.<\/p>\n<p><em>Come e quando \u00e8 avvenuto il tuo incontro con l&#8217;opera di Teilhard?<\/em><br \/>\nIl mio incontro con Teilhard \u00e8 avvenuto quando lavoravo in Inghilterra presso il laboratorio di Biologia marina di Plymouth- Mi ero gi\u00e0 avventurato in una prima lettura del Fenomeno umano fatta in Fuci negli anni sessanta, ma avevo trovato il testo molto confuso e inaccettabile da chi cominciava allora una carriera dedicata alla ricerca scientifica. Ero rimasto invece affascinato dai filosofi del personalismo: Maritain e Mounier. Per\u00f2 quando vincitore di una borsa di studio sono andato a lavorare in biologia marina a Plymouth, l\u2019ambiente culturale inglese era abbastanza refrattario al personalismo francese, e aveva pi\u00f9 considerazione per i libri di Teilhard. Ho trovato Man\u2019s place in nature (Il posto dell\u2019uomo nella natura) che soddisfaceva molto bene le mie necessit\u00e0 di scienziato che si apprestava a studiare temi importanti dell\u2019evoluzione quali la speciazione. Da l\u00ec \u00e8 nato un nuovo interesse per Teilhard che \u00e8 partito proprio dall\u2019indagine dell\u2019opera scientifica e dalla lettura de Il posto dell\u2019Uomo nella natura nell\u2019edizione insuperata e ancora punto di riferimento fondamentale curata da Ferdinando Ormea. Il mio punto di partenza \u00e8 stata l\u2019opera scientifica di Teilhard de Chardin, che, da scienziato, ero in grado di leggere.<\/p>\n<p><em>Tu definisci Teilhard &#8220;il Darwin del XXI secolo&#8221;? Perch\u00e9?<\/em><br \/>\nDall\u2019opera scientifica ho cercato di rilevare i contributi fondamentali di Teilhard alle moderne teorie evolutive. Teilhard \u00e8 un precursore della biologia come scienza dell\u2019infinitamente complesso. Inoltre, sottolinea come per comprendere i meccanismi di fondo dell\u2019 evoluzione essa vada studiata su tempi lunghi e spazi ampi, quindi a livello continentale, per giungere poi a cercare di comprendere le leggi generali dell\u2019evoluzione della Biosfera. Questo \u00e8 il punto chiave della mia proposta. Come Darwin viene riscoperto nel ventesimo secolo, quando la revisione delle teorie evolutive viene organizzata attorno alla sintesi moderna, cio\u00e8 attorno alle leggi di Mendel, alla selezione naturale di Darwin e Wallace, e alla teoria cromosomica di Morgan, cos\u00ec la sfida del ventunesimo secolo sar\u00e0 studiare l\u2019evoluzione a livello di leggi generali della Biosfera. Questa \u00e8 esattamente la pista indicata da Teilhard de Chardin.\u00a0Oggi, molti, sulla scia di Gould, pensano il rapporto tra fede e ricerca<br \/>\nscientifica come &#8220;non overlapping magisteria&#8221;.<\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 questa posizione\u00a0non ti convince?<\/em><br \/>\nDi fatto, anche senza volerlo, i magisteri si sovrappongono, perch\u00e9, come afferma Teilhard, scienza filosofia e teologia convergono nelle vicinanze del tutto, e questa<br \/>\nconvergenza va saputa maneggiare. Non \u00e8 un caso che nascano continuamente nuove riviste sui rapporti tra scienza, filosofia, teologia. Vi sono fondazioni che finanziano progetti di ricerca. Si istituiscono cattedre in tutto il mondo, tranne che in Italia.<br \/>\nDi fatto anche Gould quando eleva il caso a strumento di interpretazione metafisica dell\u2019universo sovrappone i magisteri. Per\u00f2, non conoscendo le tecniche per<br \/>\nla sovrapposizione e il confronto, tecniche che richiedono anni di ricerca e di studio faticoso, fa una grande confusione. Non ci si improvvisa esperti di una disciplina<br \/>\ndi cui addirittura si codifica la non esistenza.<br \/>\n<em>Perch\u00e9 ritieni attuale il modo in cui Teilhard concepisce il rapporto tra fede cristiana e pratica scientifica?<\/em><br \/>\nPerch\u00e9 mi pare sia un metodo che precorre il Concilio. La Gaudium et Spes afferma che tra i vari doni che il mondo d\u00e0 alla chiesa uno \u00e8 proprio quello della ricerca scientifica, quando la ricerca scientifica risponde al proprio metodo. Questo \u00e8 fondamentale. La scienza non deve rispondere alle necessit\u00e0 della teologia, ma al proprio<br \/>\nmetodo. E allora anche le scoperte scientifiche servono ad aprire nuove vie verso la verit\u00e0, una verit\u00e0 che non ci \u00e8 data una volta per tutte ma va faticosamente ricercata.<br \/>\nPer Teilhard, come per me del resto, \u00e8 l\u2019evoluzione la grande novit\u00e0 della scienza contemporanea. Una evoluzione quindi non pi\u00f9 da combattere ma da recepire nella<br \/>\nsua valenza filosofica e teologica.<\/p>\n<p><em>Se Teilhard vivesse oggi sarebbe un ecologista o un transumanista?\u00a0Sarebbe favorevole alla salvaguardia dell&#8217;equilibrio della biosfera (Lovelock) o all&#8217;espansione del cybogrg (Bostrom)?<\/em><br \/>\nDa questo punto di vista Teilhard \u00e8 estremamente chiaro: l\u2019umanit\u00e0 deve muovere verso il futuro, ma con il rispetto delle leggi dell\u2019evoluzione. Queste leggi oggi ci<br \/>\nparlano di stabilit\u00e0 della Biosfera come primo valore da conservare. La stabilit\u00e0 della Biosfera passa dall\u2019ecologia. Io quindi penso che sarebbe pi\u00f9 un ecologo, serio<br \/>\novviamente. Per spiegarmi meglio, non un ecologo che dice di no a tutto per principio ignorando che la salvaguardia della Biosfera richiede ormai interventi anche<br \/>\ntecnologicamente raffinati, ma un ecologo che usa anche la tecnologia per la stabilit\u00e0 della Biosfera. Non sarebbe quindi un cultore della rete o della ciberinformatica.\u00a0Non si costruisce la Terra chattando al computer ma sviluppando i rapporti interpersonali e sviluppando la persona nella comunit\u00e0.<br \/>\nE qui si torna al mio primo amore: il personalismo. Teilhard, nel 1945, parla della necessit\u00e0 di andare oltre il &#8220;sentire cum ecclesia&#8221; per pervenire al &#8220;praesentire<br \/>\ncum ecclesia&#8221;, alla necessit\u00e0, cio\u00e8, di pensare i futuri assetti del cristianesimo in un mondo in profonda trasformazione.<\/p>\n<p><em>Dove si manifesta maggiormente, a tuo avviso, l&#8217;attualit\u00e0 dell&#8217;insegnamento teologico e spirituale di Teilhard?<\/em><br \/>\nIl punto fondamentale \u00e8 quello di una teologia che non deve ripetere formule vecchie, ma aprirsi al nuovo e suggerire al popolo di Dio in cammino piste di indagine e di ricerca. Praesentire cum ecclesia vuol dire accettare fino in fondo la sfida del futuro. Lo si vede bene con il progetto che deriva dall\u2019evoluzione: non guardare pi\u00f9 ad un passato ormai chiaramente mitico e quindi mai esistito ma aprirsi al futuro. Ci\u00f2 che conta \u00e8 muovere verso la Terra da costruire per la seconda venuta di Cristo col coraggio di abbandonare vecchie formule che non reggono pi\u00f9 e aprire piste nuove. Tutto questo in obbedienza al Concilio Vaticano Secondo, che ci chiede appunto di usare anche le conquiste della scienza per aprire nuove vie verso la verit\u00e0 e per comprendere appieno la natura stessa dell\u2019Uomo. Un uomo che nasce da un lungo<br \/>\ncammino evolutivo e che protetta questo cammino verso il futuro. \u2022<\/p>\n<p>G.Filippo\u00a0Giustozzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il prof. Ludovico Galleni, docente emerito di zoologia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, \u00e8 considerato uno degli studiosi pi\u00f9 accreditati dell&#8217;opera scientifica di Teilhard. Egli \u00e8, inoltre, un fine interprete dell&#8217;opera teologicofilosofica del gesuita francese. 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