{"id":129,"date":"2012-10-10T09:24:14","date_gmt":"2012-10-10T09:24:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=129"},"modified":"2016-01-22T09:49:27","modified_gmt":"2016-01-22T09:49:27","slug":"pellegrini-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2012\/10\/pellegrini-a-roma\/","title":{"rendered":"Pellegrini a Roma"},"content":{"rendered":"<p>La parrocchia S. Giovanni Bosco in Fermo si fa pellegrina. Per celebrare i 50 anni di fondazione torna alle sorgenti della fede. Va a chiedere forza e coraggio all\u2019apostolo su cui \u00e8 fondata la Chiesa e all\u2019apostolo delle genti. Giunge a Roma per pregare sulla tomba dei martiri. Roma \u00e8 una citt\u00e0 come tutte le altre, eppure \u00e8 unica nella sua missione.<\/p>\n<p><!--more--> Si percorrono le via di una citt\u00e0 segnata dal tempo e dalla mano dell\u2019uomo, eppure \u00e8 sede di qualcosa che supera il tempo e che va oltre l\u2019uomo. Si visitano splendide basiliche costruite secoli fa, eppure ancora vive a differenza dei templi greci o delle piramidi. Roma \u00e8 il risultato pi\u00f9 sorprendente dell\u2019incontro della nostra fede cristiana con la carne e il sangue della storia. A Roma quasi ogni angolo testimonia insieme la miseria dell\u2019uomo e la sua capacit\u00e0 di attingere l\u2019eterno. Dunque sabato 8 settembre un pullman pieno di 30 giovani e 50 adulti si avvia alle 4 di mattino verso la capitale della cristianit\u00e0. Alle ore 9 \u00e8 il primo appuntamento alle catacombe di S. Domitilla. Ci fanno scendere nella basilica sotterranea dei santi martiri Nereo e Achilleo dove abbiamo celebrato l\u2019eucaristia. Abbiamo recitato per la prima volta il credo.<\/p>\n<p>Il motivo con cui abbiamo raccolto l\u2019invito di essere pellegrini era quello di chiedere il coraggio di testimoniare la fede nella nostra parrocchia. Ci siamo divisi in due gruppi e abbiamo visitato le catacombe, cimiteri sotterranei, che si estendono per la via Ardeatina su pi\u00f9 livelli per 17 chilometri. Logicamente la visita si \u00e8 snodata secondo un itinerario parziale, ma abbiamo comunque visto un arcosolio con Cristo tra Pietro e Paolo, il cubicolo del fossore Diogene, degno di nota perch\u00e9 nei suoi affreschi sono rappresentati gli attrezzi usati dagli operai che scavavano le catacombe. Altra tappa del pellegrinaggio \u00e8 stata la visita al Monumento ai martiri delle Fosse Ardeatine dove abbiamo toccato con mano il buio della morte crudele per rappresaglia. Il monumento architettonico si condensa in un\u2019idea semplice. \u00c8 una pietra tombale unica, significante, forte, solenne, silenziosa, espressiva.<\/p>\n<p>Il progetto infatti \u00e8 basato su pochi elementi che sintetizzano l&#8217;austerit\u00e0 e il dramma dei 335 sarcofagi &#8220;compressi&#8221; dal peso dell&#8217;immensa lapide che &#8220;galleggia&#8221; metafisicamente a un metro da terra e copre con la sua ombra lo spazio scavato sotto il livello del terreno, spazio definito e ordinato in contrasto con la tortuosit\u00e0 delle cave tufacee collegate ad esso da un unico percorso che porta il visitatore dal luogo di sepoltura al luogo dell&#8217;eccidio. Dopo una visita silenziosa e un L\u2019eterno riposo si risale in pullman per il pranzo. Verso le quattordici, dopo un po\u2019 di fila incolonnati per attraversare i metal detector ci si avvia a visitare S. Pietro. La nostra guida ci aveva gi\u00e0 spiegato il significato del colonnato che indicava l\u2019abbraccio materno della chiesa ad ogni pellegrino. Lo stupore e l\u2019inadeguatezza sono i sentimenti che l\u2019immensit\u00e0 della basilica comunica. \u00c8 infatti la chiesa pi\u00f9 grande del mondo. Si estende per 22 mila metri quadrati. \u00c8 lunga 186 metri, larga 97 e alta 46. La cupola si innalza fino a 133 metri. Vi sono 44 alari, 11 cupole, 778 colonne, 395 statue, 135 quadri a mosaico. Intorno alla tomba di S. Pietro ardono notte e giorno 99 lampade a olio. Il baldacchino del Bernini \u00e8 il monumento in bronzo pi\u00f9 grande del mondo. Richiese 9 anni di lavoro e le colonne tortili pesano 370 quintali.<\/p>\n<p>Davanti alla tomba di S. Pietro abbiamo pregato per la seconda volta il \u201cCredo\u201d. S. Pietro infatti \u00e8 stato posto dal Signore come suo principale rappresentante tra i seguaci di Cristo e come massimo custode dell\u2019annuncio del Vangelo. Pietro, figlio di Giona, chiamato con il fratello Andrea, come lui pescatore, a seguire Ges\u00f9, ha con lui un particolare rapporto di familiarit\u00e0. Entusiasta e generoso, promette a Ges\u00f9 una fedelt\u00e0 indefettibile, presto infranta, in un altalenarsi di slanci, rinnegamenti e pentimenti. Ges\u00f9 per\u00f2 prega perch\u00e9 la fede di quest\u2019uomo appassionato ma fragile non venga meno ed egli possa confermare in essa i fratelli (Lc 22, 31-32). La fede di Pietro diviene la professione di fede che lo costituisce roccia della Chiesa di Cristo: \u201cTu sei Pietro e su questa pietra edificher\u00e0 la mia Chiesa\u201d (Mt 16,18). L\u2019uomo ardente ma pavido, capace di tradimento ma incapace di perseverare in esso, aperto al pentimento dallo sguardo del Signore che lo illumina seguir\u00e0 il Maestro fino a conviverne la morte. Ed \u00e8 l\u00ec sotto al Baldacchino del Bernini che si trova il luogo dove S. Pietro vers\u00f2 il suo sangue per Cristo. Ultima tappa del nostro pellegrinaggio \u00e8 stata la Basilica di S. Paolo fuori le mura. Entrando nel quadriportico si rimane colpiti dalla maestosit\u00e0 della statua di S. Paolo, realizzata in marmo di Carrara.<\/p>\n<p>Splendida perch\u00e9 illuminata dal tramonto la parte superiore della facciata dai riflessi dorati. All\u2019interno della chiesa il senso di grandiosit\u00e0 spaziale \u00e8 dato dalle dimensione e dalla presenza di quattro file di 20 colonne monolitiche di granito che sostengono archi a tutto sesto, dal pavimento in marmo, dai medaglioni che rappresentano i papi fino a Benedetto XVI, dagli affreschi che raccontano la vita di S. Paolo. Bello anche il ciborio posto sull\u2019altare della tomba di S. Paolo sorretto da quattro colonne di porfido rosso. Anche qui, davanti alla tomba di S. Paolo, abbiamo recitato per la terza volta la preghiera del \u201cCredo\u201d. Paolo, prima persecutore dei cristiani, in seguito ad una conversione diviene straordinario apostolo e missionario. Divenuto cristiano si slancia in una evangelizzazione aperta a tutto il Mediterraneo, formano comunit\u00e0 che nascono dall\u2019annuncio della sua parola di Dio, testimoniata da una vita modellata su quella di Cristo. Paolo predica perch\u00e9 obbedisce a un comando: \u201cNon \u00e8 per me un vanto predicare Cristo; \u00e8 un dovere per me: guai se non predicassi il Vangelo\u201d. La nostra preghiera a S. Paolo \u00e8 perch\u00e9 anche noi, nella nostra parrocchia possiamo predicare Cristo iniziando la Missione popolare che si svolger\u00e0 nei prossimi mesi.<\/p>\n<p>Stefania Fagiani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parrocchia S. Giovanni Bosco in Fermo si fa pellegrina. Per celebrare i 50 anni di fondazione torna alle sorgenti della fede. 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