{"id":1261,"date":"2015-02-23T16:42:44","date_gmt":"2015-02-23T16:42:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=1261"},"modified":"2024-11-06T16:31:29","modified_gmt":"2024-11-06T15:31:29","slug":"un-incontro-con-taize","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2015\/02\/un-incontro-con-taize\/","title":{"rendered":"Un incontro con Taiz\u00e9"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/taize.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1262\" alt=\"taize\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/taize-257x300.jpg\" width=\"257\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/taize-257x300.jpg 257w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/taize.jpg 608w\" sizes=\"auto, (max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/><\/a>Sono i nonni, in tantissimi casi, i primi testimoni della fede per i loro nipoti. \u00c8 accaduto a me, con mia nonna, \u00e8 accaduto anche a un bambino svizzero, di nome Roger Schutz, che sarebbe poi divenuto noto in tutto il mondo come Fr\u00e8re Roger di Taiz\u00e9. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, sua nonna, una donna profondamente radicata nella chiesa calvinista, pervasa da uno spirito di riconciliazione, inizia a frequentare la Chiesa cattolica.<\/p>\n<p><!--more-->Cos\u00ec motivava questa sua scelta: \u00abIn Europa i cristiani sono divisi. Si sono combattuti con le armi. Che almeno loro si riconcilino, per tentare di impedire, un domani, una nuova guerra\u00bb. In tal modo realizzava in se stessa la riconciliazione. Cos\u00ec trasmette al nipote quel germe di vocazione ecumenica che l&#8217;avrebbe poi segnato per tutta la vita. Nel 1940, all\u2019inizio della Seconda Guerra Mondiale, all\u2019et\u00e0 di 25 anni, il giovane Roger lascia la Svizzera, rimasta neutrale, e va a vivere in Francia. Porta nel cuore il desiderio di dar vita a una comunit\u00e0 ecumenica in cui monaci di diverse confessioni cristiane possano vivere e pregare insieme, cercando di essere accoglienti verso i pi\u00f9 bisognosi. Si ferma in un piccolo villagio della Borgogna a qualche chilometro dall\u2019antica Abazia di Cluny. Non c\u2019\u00e8 un parroco nel villaggio. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una bella chiesetta romanica in cui egli trova il luogo dell\u2019anima.<\/p>\n<p>Il piccolo villaggio di nome Taiz\u00e9, sarebbe in seguito divenuto famoso in tutti i continenti. Nel 1944 quattro monaci vivono stabilmente a Taiz\u00e9. Nel 1949, i primi sette fratelli, con una promessa solenne, si impegnano per tutta la loro esistenza alla vita monastica. Fr\u00e8re Roger \u00e8 il priore della comunit\u00e0. Verso la met\u00e0 degli anni \u201950, alcuni giovani iniziano a recarsi a Taiz\u00e9. Negli anni seguenti diverranno sempre pi\u00f9 numerosi. Il piccolo paese diviene cos\u00ec il luogo privilegiato del dialogo e dell\u2019incontro tra le diverse confessioni cristiane. Anche vescovi cattolici e pastori protestanti sono invitati a trascorrere alcuni giorni insieme a Taiz\u00e9. Sono i primi incontri ecumenici dal XVI secolo! Nel 1962, Papa Giovanni XXIII invita i monaci di Taiz\u00e9 come osservatori al Concilio Vaticano II. Fr\u00e8re Roger e Fr\u00e8re Max Thurian partecipano a tutte le sessioni del Concilio. Intanto, giovani da tutto il mondo continuano ad arrivare a Taiz\u00e9, dove, nel 1970, si svolge il \u201cConcilio dei giovani\u201d, pensato e realizzato come ideale proseguimento del Vaticano II.<\/p>\n<p>Nel Dicembre del 1978 si svolge il primo incontro europeo dei giovani organizzato dai monaci. In seguito, ogni anno, in una grande citt\u00e0 europea, dapprima nell\u2019Europa Occidentale, poi, a partire dal 1989, anche nell\u2019Europa dell\u2019Est, gli incontri vengono organizzati sempre nel periodo tra Natale e Capodanno, e sono chiamati Pellegrinaggio di Fiducia sulla Terra. Nel 1999, per la prima volta, mi \u00e8 capitato di partecipare a tale Pellegrinaggio. Accompagno Franco, un mio amico disabile. L\u2019incontro si svolge a Varsavia, citt\u00e0 simbolo delle sofferenze patite nel secolo che si stava concludendo. Non ringrazier\u00f2 mai abbastanza Franco per avermi letteralmente trascinato con s\u00e9. Sono infatti un tipo che da sempre fa molta fatica ad accettare le tante rigidit\u00e0 della nostra Chiesa. Partecipare a quel Pellegrinaggio, incontrare la realt\u00e0 di Taiz\u00e9 sono stati per me una boccata di aria pura, una folgorazione. Ho potuto sperimentare come la preghiera dei monaci sia capace di scaldare i cuori, di ravvivare un sentimento religioso a volte stanco o spento. Lo loro preghiera \u00e8 fatta di canti, di ascolto delle Scritture, di silenzio. Una preghiera adatta a tutte le confessioni cristiane.<\/p>\n<p>Ogni momento, ogni gesto, sono infatti pensati per avvicinare, piuttosto che per sottolineare le divergenze. Desta grande impressione, durante il Pellegrinaggio di Fiducia sulla Terra, vedere migliaia di giovani, di diversa nazionalit\u00e0, di differenti confessioni cristiane, realizzare una profonda comunione tra loro nei vari momenti di preghiera svolti negli enormi spazi di fiere o di strutture sportive. La medesima impressione si ha partecipando a una delle settimane di preghiera e di incontro organizzate a Taiz\u00e9 da marzo a novembre. Ci sono settimane, in estate, in cui sono presenti non meno di quattrocinquemila giovani, che, insieme ai monaci, pregano mattino, mezzogiorno, sera, nella grande chiesa detta \u201cDella Riconciliazione\u201d. Inoltre, ci sono momenti di dialogo in piccoli gruppi in cui \u00e8 possibile scambiare esperienze e testimonianze. Ci sono anche momenti di lavoro da vivere insieme. A Taiz\u00e9, infatti, non c\u2019\u00e8 personale di servizio. Tutta l\u2019organizzazione \u00e8 affidata ai giovani presenti: dalla preparazione dei pasti, alla loro distribuzione, alla pulizia degli spazi comuni. Dopo il primo incontro a Varsavia, avvenuto nel 1999, \u00e8 iniziata per me una storia con Taiz\u00e9.<\/p>\n<p>Ho accompagnato altre volte il mio amico Franco ad altri Pellegrinaggi: Budapest, Amburgo. Con mia moglie ho partecipato agli incontri di Zagabria e Barcellona. Hanno poi iniziato a partecipare anche i miei figli e i loro amici. Sono andati agli incontri di Milano, Lisbona, Rotterdam, Ginevra, Berlino. Con Franco, sono andato pi\u00f9 volte a Taiz\u00e9, dove ho potuto conoscere Fr\u00e8re Roger Schutz, il quale \u00e8 morto nell\u2019estate del 2005, dopo essere stato accoltellato da una ragazza con gravi problemi psichici. Lo ricordo fermarsi in chiesa, dopo la preghiera della sera, per restare con i giovani che lo assediavano per sentire da lui una parola o avere una benedizione. Era ormai una persona anziana, un vecchietto minuto, canuto, capace di farti sentire accolto con uno sguardo o un sorriso. Quest\u2019anno, dalla Parrocchia di Servigliano, per il Pellegrinaggio di Fiducia sulla Terra, sono partiti 15 giovani, molti dei quali fanno parte del Clan Scout. Per me \u00e8 stato un motivo di compiacimento, perch\u00e9 significa che l\u2019esperienza di Taiz\u00e9 continua a toccare il cuore e la sensibilit\u00e0 di tanti giovani. Nel 2015 ricorre il centenario della nascita di Fr\u00e8re Roger e il decimo anniversario della sua morte. In occasione di questi due anniversari il gruppo Scout e il parroco di Servigliano hanno invitato i monaci di Taiz\u00e9 a portare la loro testimonianza, e a organizzare un incontro di preghiera nel loro stile. Essi hanno dato la loro disponibilit\u00e0. Fr\u00e9re Roger, a conclusione della lettera rivolta ai giovani per il Pellegrinaggio del 2005, cos\u00ec scriveva: \u00abNella misura in cui la nostra comunit\u00e0 crea nella famiglia umana delle possibilit\u00e0 per allargare\u2026 \u00bb.<\/p>\n<p>La morte lo colse senza poter terminare la frase. Noi, ora, ci chiediamo: allagare che cosa? La percezione dell\u2019amore di Dio? L\u2019unit\u00e0 dei cristiani? Il dialogo con le altre religioni? O cosa altro? A Servigliano aspettiamo i monaci con gioia, per creare in tutti noi, delle possibilit\u00e0 &#8220;per allargare\u2026&#8221; e per ringraziare Dio per aver dato al mondo la figura di un grande uomo e di un grande cristiano come Fr\u00e9re Roger Schutz. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono i nonni, in tantissimi casi, i primi testimoni della fede per i loro nipoti. \u00c8 accaduto a me, con mia nonna, \u00e8 accaduto anche a un bambino svizzero, di nome Roger Schutz, che sarebbe poi divenuto noto in tutto il mondo come Fr\u00e8re Roger di Taiz\u00e9. 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