{"id":116,"date":"2012-10-10T09:06:16","date_gmt":"2012-10-10T09:06:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=116"},"modified":"2024-11-06T16:56:18","modified_gmt":"2024-11-06T15:56:18","slug":"116","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2012\/10\/116\/","title":{"rendered":"Fede nell&#8217;uomo e fede in Dio"},"content":{"rendered":"<p>Forse, non c&#8217;\u00e8, nel panorama della letteratura italiana del Novecento, un autore come Ignazio Silone che \u00e8 riuscito ad interpretare meglio di altri, i dubbi, le perplessit\u00e0 ma anche le certezze dell&#8217;uomo contemporaneo, in bilico tra la fede in Dio e la disperata ricerca di una risposta umana e politica alla sete di giustizia. <!--more--><\/p>\n<p>Diceva di s\u00e9 di essere un \u201cCristiano senza Chiesa ed un Socialista senza partito\u201d. Era solo una provocazione. In fondo, l&#8217;uomo e lo scrittore Silone sono imbevuti fino alle midolla di quel Cristianesimo Millenaristico che trova in Gioacchino Da Fiore, negli Spirituali e nei Celestini gli interpreti pi\u00f9 autorevoli. Di questo Cristianesimo sono intrisi tutti i personaggi dei suoi romanzi. Negli ultimi anni della sua avventura umana e terrena si faceva evidente un anelito per il trascendente, un&#8217;attenzione per le domande ultime che sole possono valorizzare e dare un senso all&#8217;uomo nella storia. Scriveva infatti in Uscita di sicurezza: \u201cVi sono certezze irriducibili. Queste certezze sono, nella mia coscienza, certezze cristiane. Questo \u00e8 troppo poco per costituire una dichiarazione di fede, ma abbastanza per una dichiarazione di fiducia\u201d.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 sempre l&#8221;eredit\u00e0 cristiana, con la sua carica di solidariet\u00e0 umana, il movente della vita e dell&#8217;opera siloniana. Non ha mai abbandonato l&#8217;idea dell&#8217;esistenza di Dio, anche se non lo identific\u00f2 mai con quello predicato dalla Chiesa Cattolica che vedeva compromessa con il potere del tempo. \u201cRicordati di questo\u201d, fa dire a don Orione, mentre con lui viaggia in treno alla volta della Liguria, \u201cDio non \u00e8 solo in Chiesa. Nell&#8217;avvenire non ti mancheranno momenti di disperazione. Anche se ti crederai solo e abbandonato, non lo sarai. Non dimenticarlo\u201d.( Cfr. I. Silone, Uscita di sicurezza). \u00c8 sempre l&#8217;eredit\u00e0 cristiana che, a partire dalla croce di Cristo e dall&#8217;attesa escatologica del Regno, spinge Pietro Spina, don Benedetto De Merulis, Luigi Murica, personaggi principali del romanzo Vino e Pane, don Nicola, protagonista dell&#8217;altro immortale romanzo Una manciata di more, ma anche don Serafino nel Seme sotto la neve, su vie pericolose, a compromettere in modo insensato e scandaloso la loro carriera, come gli antichi martiri. Tutti questi uomini vengono da una tradizione pi\u00f9 antica di loro.<\/p>\n<p>Sono uomini d&#8217;oggi ma vengono da lontano e vanno lontano. Non restano a casa loro, sono fuggitivi, scampati, gente che si \u00e8 ribellata. Per loro la tradizione \u00e8 diventata eredit\u00e0, ma \u00e8 ugualmente attiva e presente, anche se rinnegano o credono di rinnegare la spinta d&#8217;origine, anche quando in nome di questa spinta, si ribellano contro Dio o contro la Chiesa. \u201cHo l&#8217;impressione che Pietro Spina non cerchi Dio, ma sia da Lui inseguito, come uno pu\u00f2 esserlo dalla propria ombra o da qualcosa che porta in s\u00e9\u201d (Cfr. I. Silone, Uscita di Sicurezza). A Pietro Spina che dice di aver perduto la fede, don Benedetto risponde: \u201cNei casi simili al tuo, \u00e8 solo un banale malinteso. Non sarebbe la prima volta che il Padre Eterno \u00e8 costretto a nascondersi e assumere pseudonimi\u201d( Cfr. I. Silone, Vino e Pane). La nostalgia di Dio si accosta alla liturgia cristiana dell&#8217;Eucaristia nelle indimenticabili pagine della morte di Luigi Murica assassinato da sicari fascisti: \u00abIl vecchio Murica in piedi, a capo del tavolo, dava da bere e da mangiare agli uomini attorniati.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 lui &#8211; egli disse &#8211; che mi ha aiutato a seminare, a sarchiare, a mietere, a trebbiare, a macinare il grano di cui \u00e8 fatto questo pane. Prendete e mangiate, questo \u00e8 il suo pane. Altri arrivarono. Il padre vers\u00f2 da bere e disse: \u201c\u00c8 lui che mi ha aiutato a potare, insolfare, sarchiare, vendemmiare la vigna dalla quale viene questo vino. Bevete, questo \u00e8 il suo vino\u00bb (Ibidem, pagg. 378- 379). Di carattere ribelle, Ignazio Silone ader\u00ec alle idee rivoluzionarie del socialismo visto come una risposta alla vilt\u00e0 di quanti non si opponevano ai soprusi dei potenti di turno che avevano trovato nel Fascismo il loro alleato del momento. Abbracci\u00f2 l&#8217;ideologia comunista. Ripensando a questa scelta, scriver\u00e0 pi\u00f9 tardi: \u00abErano ancora i tempi in cui dichiararsi socialista o comunista equivaleva a gettarsi allo sbaraglio&#8230; Il proprio mondo interno, il \u201cmedioevo\u201d ereditato e radicato nell&#8217;anima, e da cui, in ultima analisi, derivava lo stesso iniziale impulso della rivolta, ne fu scosso fin nelle fondamenta, come da un terremoto. Fu nel momento della rottura che sentii quanto fossi legato a Cristo in tutte le fibre dell&#8217;essere \u00bb.<\/p>\n<p>Dall&#8217;esperienza comunista ne usc\u00ec assai deluso, quando scopr\u00ec a sue spese che la casacca di molti compagni comunisti, conosciuti nelle riunioni dell&#8217;Internazionale Comunista sotto Stalin, era simile al ruvido saio del frate inquisitore medievale.<\/p>\n<p>Raimondo Giustozzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse, non c&#8217;\u00e8, nel panorama della letteratura italiana del Novecento, un autore come Ignazio Silone che \u00e8 riuscito ad interpretare meglio di altri, i dubbi, le perplessit\u00e0 ma anche le certezze dell&#8217;uomo contemporaneo, in bilico tra la fede in Dio e la disperata ricerca di una risposta umana e politica alla sete di giustizia.<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[11],"tags":[48,2415,71,19],"class_list":["post-116","post","type-post","status-publish","format-standard","","category-artecultura","tag-ignazio-silone","tag-la-porta-della-fede","tag-numero-19-2012","tag-raimondo-giustozzi"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s6m5Ic-116","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=116"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":133,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116\/revisions\/133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=116"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=116"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=116"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}