{"id":1148,"date":"2014-11-18T10:09:59","date_gmt":"2014-11-18T10:09:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=1148"},"modified":"2024-11-06T17:25:52","modified_gmt":"2024-11-06T16:25:52","slug":"la-sua-lectio-magistralis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/11\/la-sua-lectio-magistralis\/","title":{"rendered":"La sua lectio magistralis"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/donmarioferracuti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1149\" alt=\"donmarioferracuti\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/donmarioferracuti-300x184.jpg\" width=\"300\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/donmarioferracuti-300x184.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/donmarioferracuti.jpg 457w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Grottazzolina ha dato i natali a Don Mario Ferracuti, classe 1930. Con il cadere delle foglie nell&#8217;ultima settimana di ottobre, anche lui, \u00e8 volato al cielo. Al concludersi del suo mandato di docente, nel 2007, un volume intitolato<em> Neoumanesimo e Postmodernit\u00e0<\/em> raccoglieva le riflessioni dei pedagogisti e dei cultori di scienze umane in onore di Mario Ferracuti.<\/p>\n<p><!--more-->La Voce delle Marche, nell\u2019ottobre di quell\u2019anno riferiva sul convegno svoltosi nella sala dei Ritratti a Fermo, presieduto dal magnifico rettore dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica, Lorenzo Ornaghi, il quale dichiarava che l&#8217;attivit\u00e0 scientifica e formativa, la passione intellettuale e pastorale del caro Don Mario, apprezzato per le doti umane e professionali, testimoniavano una vita spesa con entusiasmo nell&#8217;elaborazione teorica e pedagogica e nella pratica educativa che lo rendevano un ottimo esempio di ci\u00f2 che sostiene Erasmo da Rotterdam a cui era intitolato il suo centro di studi pedagogici, allorch\u00e9 afferma che &#8220;il reciproco amore fra chi apprende e chi insegna \u00e8 il primo e pi\u00f9 importante gradino verso la conoscenza\u201d.<\/p>\n<p>Si \u00e8 dedicato agli aspetti umanitari e sociali per un vivere quotidiano dignitoso. Suo zio, il prof. Vincenzo Monaldi, Ministro della sanit\u00e0, il primo nella storia italiana, era parimenti un ricercatore tutto cuore e studio. Il nipote \u00e8 stato un pedagogo per indole, con i modi di propulsione dialogica nell\u2019incontro con i giovani per elevarli agli impegni di solidariet\u00e0 in modo da svolgere un&#8217;attivit\u00e0 o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della societ\u00e0. L&#8217;esempio di Don Mario ha manifestato alle persone come cercare il pieno sviluppo personale nella partecipazione effettiva all&#8217;organizzazione della vita culturale.<\/p>\n<p>La prof. Teresa Mircoli ispettrice del ministero della Pubblica Istruzione, in quel convegno del 2007, parlava del nostro docente come uomo e pedagogista che non si \u00e8 lasciato distrarre scioccamente dalle cose che non contano, ma si \u00e8 abbandonato interamente al godimento puro del Bello, nella virulenza di tutta la Sua dolcezza, di tutta la Sua armonia, di tutta la Sua poesia, di tutto il Suo splendore. Egli ha riscoperto nella dignit\u00e0 delle persone la pienezza del senso di Dio e dell&#8217;uomo, ha evocato l&#8217;impegno che supera la fragilit\u00e0 delle situazioni, ha sollecitato l\u2019afflato di una convivialit\u00e0 relazionale autentica tale da dare serenit\u00e0 e pace con il gusto del sapere, dello scoprire le ragioni che danno il significato totale al vero e al bello.<\/p>\n<p>Laureato in Pedagogia, ricercatore all&#8217;universit\u00e0 de L&#8217;Aquila, associato all&#8217;universit\u00e0 di Macerata, ordinario di pedagogia all&#8217;universit\u00e0 della Basilicata, \u00e8 stato chiamato all&#8217;Universit\u00e0 cattolica di Milano per le scienze dell&#8217;educazione nella sede di Piacenza. Docente all&#8217;Istituto di scienze religiose e all&#8217;Istituto teologico marchigiano, con il Centro culturale Erasmiano, dal 2002, ha tenuto vivi i contatti di ricerca pedagogica tra le Marche, la Basilicata ed alcune altre citt\u00e0 d&#8217;Italia. A Padova \u00e8 stato commissario esaminatore per i futuri docenti. Nel 2005-2006 \u00e8 stato Presidente per il concorso a Dirigente scolastico per la Regione Marche.<\/p>\n<p>Portava avanti gli impegni pastorali della diocesi di Fermo riguardanti le problematiche giovanili, mentre ne chiariva la portata in molti saggi editi in Firmana, periodico dello stesso Istituto teologico con sede a Fermo. Fondatore e direttore scientifico del periodico Il Nodo: Scuole in rete si domandava come porsi di fronte alla postmodernit\u00e0. Rispondeva: \u201cDirei che l\u2019atteggiamento fondamentale dovrebbe essere ispirato all&#8217;umilt\u00e0 e alla mitezza\u201d (Il Nodo, n. 33).<\/p>\n<p>Ho potuto sperimentare queste doti quando l\u2019ho visto offrire migliaia di euro per gli orfani del Burundi, parlando del nipote Roberto Ferracuti, il primo laureato a Piacenza in Scienze dell\u2019Educazione, precocemente scomparso per un incidente stradale. Seguiva con attenzione e fervore le innovazioni scolastiche come i decreti delegati che introducevano gli organi collegiali elettivi nelle scuole per i rappresentanti dei genitori, degli alunni e degli docenti nel Consiglio d&#8217;istituto. Egli interpretava le istanze della scuola unendole a quelle della societ\u00e0 e della didattica e le spiegava pubblicando nel 1976 un volume. Seguitava l&#8217;argomento della partecipazione democratica con altro volume edito a Roma nel 1977 affrontando anche il problema delle bocciature, cio\u00e8 la valutazione dell&#8217;apprendimento di cui tratt\u00f2 in un ulteriore libro.<\/p>\n<p>Nella rivista I problemi della pedagogia (1988) faceva riscoprire il percorso dell&#8217;esplorazione, tipico dello scoutismo, per superare i metodi delle idee ripetitive. Nella stessa rivista affrontava l&#8217;avvincente tema della riforma nella riforma in particolare per la scuola elementare (1989). Allora Grottazzolina diveniva cittadella pedagogica per le scienze della formazione, con i convegni che iniziavano a raccogliere le esperienze di varie parti d&#8217;Italia. Un problema che sempre ha travagliato la politica \u00e8 quello del legame tra la scuola e il lavoro e Don Mario curava nel 1984 una raccolta di interventi fatti da studiosi competenti, precisando il senso e il valore della scuola dell&#8217;obbligo: scuola finalizzata ad educare e aiutare gli studenti nella autoformazione.<\/p>\n<p>Dalla maestra del villaggio al Maestro Europeo \u00e8 stato il convegno dell\u2019unione dei ricordi personali con l\u2019aggiornamento per una nuova Paideia, aggiornamento per una scuola di qualit\u00e0. La ricerca della qualit\u00e0 pi\u00f9 che della quantit\u00e0 delle cognizioni era lo stimolo e l\u2019occasione di tanti dialoghi di personali, di telefonate, e incoraggiamento a quegli studenti che subito dopo terminata la sua lezione si raggruppavano attorno a lui per domandare ancora. Tra il neoumanesimo e la postmodernit\u00e0 ha collocato la sfida antropologica del secolo. Ha disvelato una scintilla divina nella stessa postmodernit\u00e0 per cui ha scritto che la persona di oggi riparte dall&#8217;elemento ontologicamente costitutivo della sua personalit\u00e0: la scintilla divina di cui parla Plotino. L&#8217;umanesimo rappresenta la prima religione dell&#8217;uomo e per l&#8217;uomo chiamato a trascendere se stesso dal \u201cFiat creativo sino a raggiungere l&#8217;Infinito della sua umanit\u00e0&#8221;. Dall\u2019umanesimo della libert\u00e0 nasce ogni atto di dignit\u00e0. Don Bosco \u00e8 il maestro dell\u2019educazione in libert\u00e0. Dall\u2019eros alla caritas, si crea un ponte educativo sul \u201cgrande futuro\u201d, con la metodologia pedago<\/p>\n<p>gica del \u201cper-dono\u201d. La cittadinanza nazionale ed europea \u00e8 nella \u201ccitt\u00e0 interiore\u201d. Nel dipartimento delle Scienze dell\u2019educazione e della formazione all\u2019Universit\u00e0 di Macerata, assieme con i colleghi elaborava una riflessione sistematica \u201cPer una pedagogia transculturale\u201d. Ciascuno di noi \u00e8 capace di autodeterminazione, di responsabilit\u00e0 nell\u2019essere e nel divenire per gli altri e per s\u00e9. Nuovi orizzonti sono aperti dalla fede nell\u2019uomo e nel suo creatore.<\/p>\n<p>Con gli scritti e con l\u2019attivit\u00e0 don Mario ha testimoniato l\u2019attenzione costante alla persona umana, di cui seguiva le istanze vive, esistenziali. La liberazione dell\u2019individuo nasce da un radicamento valoriale profondo che fa reinventare ogni volta se stesso in progetti, sogni, avventure, nell\u2019eterna giovinezza personale delle capacit\u00e0 intellettive, volitive, emotive, etiche. \u00c8 la strategia che supera i pericoli della rassegnazione o degli approdi nichilistici, con l\u2019esplorare la verit\u00e0 tutta intera del senso della vita, in cui brillano nello splendore perenne le alte ragione della persona umana. \u2022<\/p>\n<p>Carlo Tomassini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grottazzolina ha dato i natali a Don Mario Ferracuti, classe 1930. Con il cadere delle foglie nell&#8217;ultima settimana di ottobre, anche lui, \u00e8 volato al cielo. 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