{"id":1123,"date":"2014-10-31T09:17:15","date_gmt":"2014-10-31T09:17:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=1123"},"modified":"2016-01-13T12:04:25","modified_gmt":"2016-01-13T12:04:25","slug":"vincere-lo-sgretolamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/10\/vincere-lo-sgretolamento\/","title":{"rendered":"Vincere lo sgretolamento"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/adolfo-leoni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1124\" alt=\"adolfo leoni\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/adolfo-leoni-300x300.jpg\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/adolfo-leoni-300x300.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/adolfo-leoni-150x150.jpg 150w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/adolfo-leoni-60x60.jpg 60w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/adolfo-leoni-80x80.jpg 80w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/adolfo-leoni.jpg 842w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Di questi tempi, in Puglia circola un detto. Me lo ha riportato un amico al termine di un convegno al teatro Alaleona di Montegiorgio. Recita: \u00abEravamo legno. Ora siamo segatura\u00bb. Prima: solidit\u00e0; oggi: polvere. Ci troviamo oltre Bauman e la sua (e nostra) societ\u00e0 liquida. Lo dimostra efficacemente un libro tremendamente bello e veritiero quale \u201cMover. Odissea contemporanea\u201d di Michele Silenzi (\u00e8 stato gi\u00e0 recensito su La Voce delle Marche,<a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/2014\/08\/e-finita-lera-dei-bamboccioni-ora-e-il-tempo-del-mover\/\"> numero 15<\/a>).\u00a0In questi mesi, leggo e rileggo un brano di \u201cBarbarico\u201d (ne abbiamo parlato <a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/2014\/02\/in-barbarico-ricompare-il-mondo-scomparso\/\">qui<\/a>) di Giovanni Lindo Ferretti. \u00abSe posso permettermi di ridurre ad una parola questo nostro tempo \u2013 scrive l\u2019ex cantante dei CCCP \u2013 scelgo: sgretolamento.<\/p>\n<p><!--more-->Sociale, politico, individuale, tutto ci\u00f2 che \u00e8 legame ne \u00e8 intaccato; ogni parola pubblica non fa che contribuire a tale processo e quella che pretende di farsi argine lo accelera rendendolo ancor pi\u00f9 rovinoso\u00bb. Sgretolamento, frantumazione. Divisione in greco \u00e8 \u201cdiaballo\u201d: diavolo. Molto e visivamente attivo in questi tempi. Accidenti se opera! A volte scheggiando violentemente, a volte usando parole soavi, umanitariamente seducenti. Quanta verit\u00e0 in Robert Benson che scrisse Il Padrone del Mondo. Erano gli inizi del Novecento. Si frantuma la famiglia, si frantumano le amicizie, si frantumano i partiti, i sindacati, le nazioni e la nostra nazione (cos\u00ec come prima si frantumarono gli Imperi). \u00c8 una polverizzazione, appunto, in sempre maggiore accelerazione.<\/p>\n<p>Una \u201ccagnara\u201d continua che finisce in rissa, dal Parlamento al bar, passando per gli stadi con coltellate annesse. La coesione \u00e8 deflagrata. Il popolo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Ci sono atomi e cellule impazzite. Ai tempi di \u201cdon Camillo e Peppone\u201d, c\u2019era divisione politica, ma l\u2019humus (la terra, l\u2019origine) era fatto di valori profondi, magari inconsci, ma condivisi. \u00abNoi &#8211; ha scritto il filosofo Massimo Borghesi &#8211; non abbiamo pi\u00f9 un mondo che desidera, ma un mondo di bisogni perennemente inappagato, perennemente frustrato. Per desiderare occorre un positivo, una speranza di cambiamento. In giro se ne vede poca\u00bb. L\u2019irreligione della societ\u00e0 opulenta ha smagliato ogni ambiente. Ha reso la persona individuo, caldamente invitato e saldamente indirizzato a trasformarsi nell\u2019unica figura consentita: quella del produttore\/consumatore. Il nuovo potere finanziario, svincolato dal lavoro reale, muove pedine mondiale sottomettendo a s\u00e9 \u201cStati, popoli, incurante del benessere di milioni di persone\u201d. Se occorre una guerra per il petrolio, la si scatena, se ne occorre una per gli oleodotti la si procura\u2026<\/p>\n<p>Anche l\u2019arte \u00e8 stata compromessa. Il critico Steiner diceva che la cosa peggiore per l\u2019arte, le epoche peggiori sono quelle dello scetticismo. Lo scettico \u00e8 uno che guarda le cose da lontano come se tutto fosse gi\u00e0 accaduto, come se nulla potesse superare il momento attuale, non aspettiamo pi\u00f9 niente. Nel suo ultimo libro L\u2019inverno della cultura, lo storico dell\u2019arte Jean Clair esprime la tesi per cui l\u2019Occidente \u00e8 protagonista di una discesa agli inferi, dove il degrado delle arti figurative \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante. L\u2019arte nata in funzione del culto, \u00e8 diventata narcisismo (fatto culturale) e successivamente attivit\u00e0 culturale ostaggio delle logiche di mercato. Individualismo e business. Ma prima di ogni altra cosa, il dramma \u00e8 la scissione in noi stessi, il dualismo che viviamo.<\/p>\n<p>\u00abE ora &#8211; si chiedeva Giorgio Gaber nella sua profetica canzone Qualcuno era comunista &#8211; anche ora ci si sente come in due. Da una parte l\u2019uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall\u2019altra il gabbiano senza pi\u00f9 neanche l\u2019intenzione del volo perch\u00e9 ormai il sogno si \u00e8 rattrappito. Due miserie in un corpo solo\u00bb. Cosa pu\u00f2 salvarci? Mi ripeto in continuazione che quando Roma cadde e una civilt\u00e0 croll\u00f2, San Benedetto propose nuove forme di vita, apr\u00ec il monastero al goto e all\u2019alemanno, all\u2019erulo e al romano. Mise insieme gente intorno al Vangelo e ad una regola. E tutto rifior\u00ec. I tempi sono cambiati, le modalit\u00e0 no. Diceva nel 1983 il valoroso teologo ortodosso francese Olivier Clement: dobbiamo costruire luoghi di accoglienza e di resistenza! Dategli torto. Ma dobbiamo anche cogliere germi di ricomposizione.<\/p>\n<p>C\u2019erano due seminaristi africani, ora diventati preti, in Seminario a Fermo. Uno era Utu, l\u2019altro Tutsi. Le due etnie si erano scannate. Loro due si volevano bene e si salvarono insieme. Esempio grande. Ce ne sono di minori ma significativi di una necessit\u00e0 di riaggregazione. Monte San Giusto celebra ogni anno Patch Adams, il medico statunitense che curava prima di tutto l\u2019animo e la mente usando il sorriso. Ogni anno un pienone. Quest\u2019anno anche di pi\u00f9. Perch\u00e9? Solo per ridere di gusto, solo per avvicinare Panariello o Iachetti? Oppurre la Comunit\u00e0 distrutta dall\u2019individualismo riemerge come necessit\u00e0 di stare insieme e di fare Festa (con la lettera grande)?<\/p>\n<p>Domenica 21 settembre gli amici dell\u2019Associazione Antichi Sentieri &#8211; Nuovi Cammini hanno risalito la Gola dell\u2019Infernaccio per raggiungere l\u2019eremo di padre Pietro. La spianata era sporca: bottiglie, vetri, ferri vecchi. Senza pretesa alcuna, hanno riempito otto sacchi grandi di immondizie portandoli poi a valle. Una trentina, ritrovatisi per l\u2019occasione, con la \u201ccontaminazione\u201d di tanti altri presenti. L\u2019amicizia e l\u2019unit\u00e0 fanno piccoli miracoli.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una frase ancora di Giorgio Gaber. In una canzone dice che l\u2019appartenenza \u00e8 avere gli altri dentro di s\u00e9. Unica modalit\u00e0 per realizzare il \u201ccomune bene\u201d. Nelle settimane scorsa, le grandi Cisterne romane di Fermo hanno ospitato Resorgentia, iniziativa commercial-culturale. In esposizione, una copia mignon degli affreschi del Palazzo Pubblico di Siena: il Buongoverno e il Malgoverno nei dipinti di Ambrogio Lorenzetti. Quegli affreschi comunicano molto pi\u00f9 di tanti trattati filosofici. Quando il Buongoverno? Quando la Sapienza lascia correre il suo filo verso la Giustizia ed essa lo stende alla Concordia che appiana con la pialla in mano, da dove poi diparte una corda che 24 persone del popolo (c\u2019\u00e8 anche Dante) tirano sino al Comune Bene. E dove il Comune Bene \u00e8 ispirato dalla Fede, Speranza e Carit\u00e0. E dove l\u2019interesse personale \u00e8 posposto a quello della comunit\u00e0. Ma tutto ci\u00f2 che non potrebbe accadere senza un\u2019origine, senza un\u2019alfa e un\u2019omega. Un punto Uno.<\/p>\n<p>Tra poco \u00e8 Natale, memoria che Dio s\u2019\u00e8 fatto uomo come noi, partorito da ventre umano, la Madonna ebbe le doglie come ogni altra donna. Cristo entra nella storia, cammina la stessa terra nostra. Facendosi compagnia a tutti gli uomini. Facendosi via e senso della nostra esistenza. \u2022<\/p>\n<p>Adolfo Leoni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di questi tempi, in Puglia circola un detto. Me lo ha riportato un amico al termine di un convegno al teatro Alaleona di Montegiorgio. Recita: \u00abEravamo legno. Ora siamo segatura\u00bb. Prima: solidit\u00e0; oggi: polvere. Ci troviamo oltre Bauman e la sua (e nostra) societ\u00e0 liquida. 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