{"id":1099,"date":"2014-08-06T09:42:20","date_gmt":"2014-08-06T09:42:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=1099"},"modified":"2016-01-22T09:46:54","modified_gmt":"2016-01-22T09:46:54","slug":"vita-risurrezione-futuro-la-nostra-pasqua-vera-con-49-rifugiati-dallafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/08\/vita-risurrezione-futuro-la-nostra-pasqua-vera-con-49-rifugiati-dallafrica\/","title":{"rendered":"Vita, risurrezione, futuro: la nostra Pasqua \u201cvera\u201d con 49 rifugiati dall\u2019Africa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/profughi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1100\" alt=\"profughi\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/profughi-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/profughi-300x200.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/profughi-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/profughi.jpg 1347w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il primo allarme alle 17 di gioved\u00ec pomeriggio 10 aprile. La prefettura di Fermo fa sapere che dal ministero dell\u2019Interno sono assegnati alla provincia, per essere accolti, 50 profughi, appena sbarcati in Sicilia. Il piano di emergenza, approvato in poco tempo, prevede che i profughi possono essere ospitati nell\u2019ala ovest del Seminario di Fermo. Nessuna altra notizia per sapere quando sarebbero arrivati, da dove provengono e quanti uomini e quante donne saranno. Una prima segnalazione prevedeva il loro arrivo il giorno dopo.<\/p>\n<p><!--more-->Fortunatamente una successiva precisazione dava l\u2019ora esatta (alle 20.50) di sabato 12 aprile con un volo Alitalia proveniente da Catania. Occorreva prelevarli a Fiumicino e portarli a destinazione. Il bus, con un medico a bordo e altri volontari sono ad aspettarli all\u2019aeroporto. Arriveranno a Fermo alle cinque del mattino. Dopo il primo screening (nomi, visita medica, cibo e docce) l\u2019appuntamento \u00e8 per il giorno dopo a mezzogiorno: cos\u00ec avranno dormito.<\/p>\n<p>Tutti i giovani provengono dal centro Africa: Somalia, Gambia, Mali, Burkina Faso, Guinea Bissau: 39 uomini e 10 donne. Dopo l\u2019ora di pranzo la prima sorpresa. Tutte le donne scompaiono. Sono scappate a piedi in cerca di un bus per Roma. Quattro sono rintracciate e convinte a restare. Le altre hanno tre giorni per rientrare, altrimenti perderanno la possibilit\u00e0 di ottenere lo stato di rifugiate. Di sei di loro, tutte somale, non si hanno pi\u00f9 notizie. Il dubbio fondato \u00e8 che siano arrivate con un piano preciso di viaggio, nel quale l\u2019Italia era paese di transito.<\/p>\n<p>La vita quotidiana di chi \u00e8 rimasto \u00e8 organizzata con ritmi che non li facciano sentire annoiati e inutili: soprattutto le prime settimane, perch\u00e9 non possono lavorare. Le suore e i volontari che li accudiscono sono attenti: fanno sentire la loro presenza partecipata e sono pronti a dialogare, ogni qual volta notano che qualche problema assilla qualcuno tra loro. Intanto stanno imparando la lingua italiana: un ragazzo dice chiaramente che senza la lingua non si pu\u00f2 andare da nessuna parte.<\/p>\n<p>Raccontano la loro fuga: dai paesi del centro Africa fino a Tripoli il costo della guida \u00e8 500 dollari. Sono due settimane di deserto. Viaggiano di notte perch\u00e9 il percorso \u00e8 pi\u00f9 sicuro. Altro denaro per le guardie di frontiera. Se non hanno denaro debbono procurarselo, arrangiandosi a Tripoli. Qualcuno ha dovuto aspettare due mesi, per mettere da parte anche il denaro necessario all\u2019imbarco. Improvvisamente viene dato il segnale della partenza. In cinquecento su un barcone, dopo aver pagato 700 dollari. Rimarranno in mare cinque giorni. Dopo due giorni la barca va alla deriva perch\u00e9 senza gasolio. Qualcuno non resiste e viene abbandonato in mare, come \u00e8 stato abbandonato chi non ha resistito nel deserto. Rimangono senza cibo e senza acqua. Un elicottero della marina italiana li avvista e una nave li traina a riva. Un ragazzo ha fatto un voto ad Allah: se arriver\u00e0 vivo in Italia, per cinque luned\u00ec far\u00e0 digiuno, senza acqua e senza cibo. Ha gi\u00e0 digiunato dal primo luned\u00ec.<\/p>\n<p>Ora sono tranquilli e partecipativi. Che avverr\u00e0 domani? E\u2019 il problema serio della loro permanenza in Italia. Se tutto scorrer\u00e0 liscio avranno il tesserino di rifugiati politici. Ci siamo imposti l\u2019impegno di inserirli. Sappiamo che \u00e8 dura, ma dopo l\u2019accoglienza solo l\u2019integrazione restituir\u00e0 dignit\u00e0 e futuro. Abbiamo trascorso una Pasqua vera: di vita, di risurrezione e di futuro. Dopo il venerd\u00ec di passioni, la nostra fede ci dice che la vita trionfer\u00e0 sulla morte. Sono gli auguri che stiamo scambiandoci: solari, sinceri, in nome di Cristo e dell\u2019umanit\u00e0. \u2022<\/p>\n<p>Vinicio Albanesi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo allarme alle 17 di gioved\u00ec pomeriggio 10 aprile. La prefettura di Fermo fa sapere che dal ministero dell\u2019Interno sono assegnati alla provincia, per essere accolti, 50 profughi, appena sbarcati in Sicilia. Il piano di emergenza, approvato in poco tempo, prevede che i profughi possono essere ospitati nell\u2019ala ovest del Seminario di Fermo. 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