{"id":1089,"date":"2014-08-06T09:18:12","date_gmt":"2014-08-06T09:18:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=1089"},"modified":"2016-01-18T10:38:18","modified_gmt":"2016-01-18T10:38:18","slug":"e-finita-lera-dei-bamboccioni-ora-e-il-tempo-del-mover","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/08\/e-finita-lera-dei-bamboccioni-ora-e-il-tempo-del-mover\/","title":{"rendered":"\u00c8 finita l&#8217;era dei &#8220;bamboccioni&#8221;. Ora \u00e8 il tempo del mover"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/michele-silenzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1091\" alt=\"michele-silenzi\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/michele-silenzi.jpg\" width=\"284\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/michele-silenzi.jpg 284w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/michele-silenzi-60x60.jpg 60w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/michele-silenzi-80x80.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/a>Con<em> Mover. Odissea contemporanea<\/em>, una recente pubblicazione di Michele Silenzi, un giovane filosofo-economista marchigiano, laureato in filosofia presso La Sapienza di Roma, e in International Management presso la LUISS di Roma e la Fudan University di Shanghai, irrompe sulla scena culturale del nostro tempo un nuovo personaggio: il mover. Si tratta di una tipologia umana cosmopolita, un soggetto non stabilizzato, che vive la propria esistenza come realt\u00e0 flessibile, costantemente esposta ai rapidi mutamenti in atto in vite umane sempre pi\u00f9 globalizzate, che sperimentano profonde mutazioni nel modo di concepire se stesse e di strutturare le proprie relazioni.<!--more--><\/p>\n<p>Il mover si qualifica per la rottura molto netta operata nei confronti di identit\u00e0 stabilizzate costruite su base razziale e territoriale, oppure in riferimento allo stato nazionale, o anche su base religiosa. Nel mondo del mover, infatti, la comunit\u00e0 etnica, lo stato, la religione, sono ordinamenti totalmente disattivati nel loro potere di dar forma a identit\u00e0 umane capaci di giocare un ruolo significativo nello scenario contemporaneo. Quello del mover \u00e8 un mondo senza popoli, senza stati nazionali, vuoto di Dio e degli Dei. Del Sacro, dell\u2019esperienza religiosa, permane una vaga traccia nella dimensione del \u00abdono\u00bb (198), definito come \u00abluogo aperto in cui Dio pu\u00f2 fare la sua comparsa\u00bb (198), che, per\u00f2, a una considerazione pi\u00f9 attenta, appare come l\u2019estremo atto di attenzione che l\u2019Io tributa a s\u00e9 nel caso in cui dovesse trovarsi nella triste condizione dell\u2019altro bisognoso. Il mover pensa se stesso come un \u00abwreckingball \u00bb (palla da demolizione) delle identit\u00e0 ancorate al passato, e si definisce, inoltre, come \u00abil barbaro alle porte della propria stessa civilt\u00e0\u00bb (164). Si tratta, in sostanza, di una nuova forma di soggettivit\u00e0 che si pone come l\u2019artefice di una \u00abdistruzione creatrice\u00bb (158) che deve mutare radicalmente la fisionomia culturale del mondo occidentale e non solo di esso. Il mover riconosce il proprio nemico essenziale nel Welfare State, identificato come un \u00abcorpo obeso\u00bb (153) che produce figure inconsistenti. Nel bestiario inquietante posto in essere dal Welfare State vengono infatti collocate le figure dell\u2019uomo \u00abassistito e protetto\u00bb (102), del marginale risentito che vive per colpevolizzare gli altri del proprio fallimento, del garantito che non vuole correre nessun rischio, e giustifica il proprio desiderio di comoda sicurezza nascondendosi dietro la mistica della regola e delle meccaniche procedurali. Occorre aggiungere, per\u00f2, che ci\u00f2 che maggiormente innervosisce il mover non sono le figure passive del Welfare State, come gli eterni assistiti o gli eterni garantiti, ma le sue figure pi\u00f9 attive. Tra queste c\u2019\u00e8 il moralista-giustizialista che guarda il mondo nell\u2019orizzonte di un \u00abeccesso di purezza\u00bb (33) e di una \u00abmania della legge\u00bb (34) che, nel tentativo di rendere gli uomini \u00abperfetti, impeccabili, retti, trasparenti\u00bb (34), li riduce a entit\u00e0 senza vita. Il mover infierisce, inoltre, sui giornalisti della carta stampata e dell\u2019universo televisivo, brutalmente liquidati come residuati di un \u00abmodo antico di percepire il mondo\u00bb (27).<\/p>\n<p>Con il medesimo piglio liquidatorio vengono affrontati anche i gestori dell\u2019apparato scolastico, descritto come regno del livellamento in basso, di una malsana \u00abequalizzazione\u00bb (130) che mortifica il talento, anestetizza la diversit\u00e0 dei ragazzi\/e, portandoli, nel migliore dei casi, a inseguire una laurea incorniciata vissuta come il \u00abmarchio di riconoscimento\u00bb (130) di coloro che pensano di essere entrati nel \u00abrecinto degli intelligenti\u00bb (130). Per questo, la scuola, con la sua \u00abnoiosissima musica standard\u00bb (132), in cui c\u2019\u00e8 \u00abpoco di tutto\u00bb (133), viene classificata come una istituzione insipida, capace unicamente di distribuire diplomi che non abilitano a nulla. Il mover, per\u00f2, guarda con sospetto non soltanto il Welfare State, accreditato come la fabbrica avvelenata di un improponibile bestiario umano fatto di scrocconi e di profeti del buonismo interessato, di una pletora di indignati e di psicotici in perenne autoesplorazione, di vecchi marpioni e di politici cinici, che, in sinergia, sacrificano senza scrupoli il futuro delle giovani generazioni al proprio interesse e alla perpetuazione del proprio potere. La diffidenza del mover si dirige infatti verso l\u2019idea stessa di stato come si \u00e8 venuto configurando negli ultimi quattro secoli, identificato come un \u00abpadrone arrogante\u00bb (112) che funziona soltanto come forza di inquadramento coattivo della vita degli individui.<\/p>\n<p>Tolte di mezzo l\u2019appartenenza etnica, l\u2019esperienza religiosa, lo stato, tollerabile soltanto in una figura residuale di \u00abstato minimo\u00bb, il mover su quali basi intende costruire la sua identit\u00e0? Nella propria configurazione fa riferimento a quattro elementi. In primo luogo, alla singolarit\u00e0 della propria individualit\u00e0. In secondo luogo, alle comunit\u00e0 elettive o di scopo alle quali sceglie di appartenere, poi, alla tecnica e, ultimo ma non ultimo, al mercato. Nel libro di Silenzi soffia il vento dell&#8217;anarcocapitalismo, cio\u00e8 di una postura mentale e esistenziale per la quale il primum movens della realt\u00e0 \u00e8 il singolo individuo nella singolare originalit\u00e0 della sua esistenza, il quale si lega a comunit\u00e0 affettive liberamente scelte, o a gruppi organizzati di interesse e di scopo. La sua \u00abcasa\u00bb (111), quindi, \u00e8 la libert\u00e0, e ci\u00f2 che essa sceglie, in termini costantemente revocabili, a livello di affetti, di relazioni, di pratiche. Questa tipologia umana, inoltre, si presenta come una sorta di mutante, titolare di una identit\u00e0 non stabilizzata, portatore di una verit\u00e0 mobile, che \u00e8 il prodotto della connessione tra una vita personale sottoposta a continue variazioni e un mondo anch\u2019esso sottoposto a rapide accelerazioni e a incessanti mutazioni. Non sorprende, quindi, che il mover designi se stesso attraverso le metafore dello \u00absqualo\u00bb (69), del \u00absurfer\u00bb (65), del \u00abMaglev\u00bb (72), cio\u00e8 il treno cinese ad alta velocit\u00e0, del \u00abbarbaro\u00bb (164), e, infine, dell\u2019uomo che ha eletto a propria dimora la \u00abfrontiera\u00bb (201). L\u2019insieme di queste metafore sta a indicare l\u2019alto tasso di mobilit\u00e0, di esposizione al nuovo, di capacit\u00e0 di accelerazione nel mutamento richiesti a individui che nella tecnica e negli ondeggiamenti del mercato scoprono una sorta di seconda natura che costituisce la loro dimora.<\/p>\n<p>Il mondo del mover \u00e8 infatti il mondo del computer, dell\u2019iPad, dello smartphone, della piattaforma Bloomberg, un sistema di oggetti tecnologici che diventa il luogo privilegiato di conoscenza e di interpretazione del mondo. Il mondo diviene, cos\u00ec, l\u2019immagine del mondo, un genere di realt\u00e0 che si manifesta come flusso continuo di immagini, di dati, di eventi, di interpretazioni, un\u2019entit\u00e0 pluristratificata, proteiforme, che non possiede un centro, n\u00e9 confini definiti, n\u00e9 punti di riferimento stabili. \u00c8 un mondo fatto di equilibri puntuati, di fluttuazioni continue, che assomiglia all\u2019\u00abelettrocardiogramma di un cuore in fibrillazione \u00bb (93), o all\u2019\u00abandamento del mercato in un giorno ad altissima volatilit\u00e0\u00bb (93). Il soggetto che si espone all\u2019interazione con questo tipo di mondo vive una condizione di \u00abrivoluzione permanente\u00bb (187), cio\u00e8 una postura mentale ed esistenziale che lo costringe alla distruzione di ogni complessata deferenza verso il passato, e di ogni atteggiamento ispirato al fissismo e alla stabilizzazione della vita umana. Per il mover \u00abl\u2019unico riparo \u00e8 l\u2019innovazione continua. Inventare, rinnovare, creare. Non c\u2019\u00e8 altra via per resistere\u00bb (93). Egli deve sperimentare e innovare continuamente per essere all\u2019altezza di un presente che, per esistere, deve avere maggiori affinit\u00e0 con il futuro piuttosto che con il passato. Scrive, in tal senso, Silenzi: \u00abmi muovo verso qualcosa e non a partire da qualcosa. La causa del mio movimento la rincorro di continuo. Sono il piede di Louise che schiaccia sul gas dopo che Thelma le dice che non vuole tornare indietro. Non c\u2019\u00e8 un indietro. C\u2019\u00e8 solo avanti, c\u2019\u00e8 solo l\u2019accelerazione. Qualsiasi cosa ci sia ad aspettarci l\u00ec davanti. Si pu\u00f2 solo saltare\u00bb (76).<\/p>\n<p>Oltre alla tecnica, il luogo in cui il mover riscontra nella maniera pi\u00f9 chiara questa dinamica di accelerazione e di continua mutazione \u00e8 il mercato. Esso viene identificato come \u00abla rete che connette il mondo\u00bb (21), un processo in continua oscillazione che non ha nessuno scopo particolare, ma consente \u00abagli individui di realizzare i loro scopi\u00bb (195), a patto che essi sappiano interagire con questo \u00abordine del mondo\u00bb (192) che \u00e8 il nuovo \u00abecosistema \u00bb (190) sempre pi\u00f9 complesso, in continua formazione, che dai suoi abitanti esige esposizione al rischio, e capacit\u00e0 sempre pi\u00f9 elevate di sperimentazione, di autocorrezione. Il mercato si accredita in tal modo come \u00abl\u2019unica rivoluzione permanente\u00bb (187). Esso \u00e8 infatti il sostituto pi\u00f9 accreditato dei vecchi sogni dell\u2019ideologia politica nel suo porsi quale via che porta alla creazione non pi\u00f9 di un \u00abordine nuovo\u00bb, ma di un ordine in continua oscillazione, che \u00e8 il prodotto del \u00abmuoversi continuo degli individui nel mondo\u00bb (187). Nel libro di Silenzi, accanto al vento dell&#8217;anarcocapitalismo, si avverte a volte anche il soffio di un altro vento, molto pi\u00f9 potente e squassante, il vento di Nietzsche, di Pierre Teilhard de Chardin, di Julian Huxley, pensatori che non identificano l\u2019uomo n\u00e9 come termine stabilizzato dell\u2019evoluzione, n\u00e9 come un fine, ma, piuttosto, come \u00abil mezzo del futuro\u00bb (22), un ente in divenire che per poter vivere deve transitare verso qualcosa di \u00abultra-umano\u00bb. E questo \u00e8 il problema enorme con il quale una parte del pensiero attuale sta iniziando a fare i conti.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del giudizio sulle coordinate culturali che danno forma alle idee esposte da Silenzi in Mover. Odissea contemporanea, occorre dire che il suo libro costringe a una seria e attenta riflessione. \u00c8 infatti il frutto dell\u2019esperienza da lui vissuta sulle frontiere pi\u00f9 avanzate dei mercati finanziari. Sulla base di ci\u00f2 che ha visto in presa diretta del mercato mondiale nei grafici oscillanti osservati per dodici o tredici ore al giorno su tre schermi di computer, egli ha creato una suggestiva narrazione filosoficoletteraria che racconta gli scenari del presente e del futuro del mondo.<\/p>\n<p>Si tratta, indubbiamente, di una narrazione molto schierata, dal tono assertivo e estremamente deciso, che, in nome del primato della \u00abfrontiera\u00bb, lascia in ombra le \u00abperiferie dell\u2019esistenza\u00bb. Al suo autore va comunque riconosciuto, per\u00f2, il merito non trascurabile di porsi come una voce anomala nel panorama culturale italiano che intende gettare un sasso nelle acque stagnanti di letture scontate della realt\u00e0, che sono il prodotto del pigro \u00absonno dogmatico\u00bb in cui versa il pensiero di molti. \u2022<\/p>\n<p>G. Filippo Giustozzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con Mover. 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