{"id":10836,"date":"2026-10-25T15:08:13","date_gmt":"2026-10-25T14:08:13","guid":{"rendered":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/?p=10836"},"modified":"2026-10-16T13:22:31","modified_gmt":"2026-10-16T11:22:31","slug":"recupero-dei-beni-diocesani-decisivo-il-lavoro-di-squadra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2026\/10\/recupero-dei-beni-diocesani-decisivo-il-lavoro-di-squadra\/","title":{"rendered":"Recupero dei beni diocesani: decisivo il lavoro di squadra"},"content":{"rendered":"<h2>Nella nostra diocesi danneggiati 169 edifici. Come procede la ricostruzione<\/h2>\n<p>Dieci anni sono trascorsi dalla devastante e interminabile crisi sismica del 2016, iniziata il 24 agosto, proseguita il 30 ottobre e poi ancora fino al gennaio 2017. Un lungo periodo segnato dalla perdita di vite umane, dall\u2019effetto cumulato delle diverse scosse che ha sommato distruzione a distruzione, macerie a macerie, rendendo la situazione fin da subito drammatica, critica e di complessa gestione. Dieci anni sono trascorsi e ancora i segni di quel periodo sono visibili nei nostri borghi, nelle case, nei monumenti e nell\u2019esistenza di tanti che hanno dovuto ricostruire una vita sperando e lavorando per tornare a quella di prima. Dieci anni sono trascorsi ed \u00e8 tempo di tracciare un bilancio: certamente resta ancora molto da fare, ma \u00e8 innegabile che \u2014 soprattutto negli ultimi anni \u2014 siano stati compiuti significativi passi avanti.<br \/>\nNell\u2019estate del 2016, i borghi e comunit\u00e0 del cuore delle Marche e dei territori del Centro Italia si sono visti improvvisamente privati dei propri luoghi identitari, quelli che scandivano la quotidianit\u00e0, i punti di riferimento: le case, le scuole, le chiese; una frattura profonda, una ferita che ha colpito al cuore la vita di chi questi territori, allora come oggi, li abita e li ama. Fin dalla prima scossa la ricognizione dei danni ai luoghi di culto, al patrimonio architettonico e storico artistico di pertinenza ecclesiastica della nostra Arcidiocesi \u00e8 apparso subito rilevante ma con il susseguirsi delle scosse, gli effetti si sono fatti sempre pi\u00f9 evidenti e molte chiese sono state dichiarate inagibili, non pi\u00f9 fruibili in alcun modo, chiuse. Molte comunit\u00e0 sono rimaste senza alcun luogo di culto ed in risposta a ci\u00f2, grazie al sostegno economico della Caritas Italiana, \u00e8 stato possibile realizzare i centri di Comunit\u00e0 a Gualdo di Macerata, ad Amandola, a Sant\u2019Angelo in Pontano, a Montefortino spazi che in questi anni sono stati utilizzati per le celebrazioni ma anche per tutte le attivit\u00e0 parrocchiali e non solo di comunit\u00e0 che non avevano e, in alcuni casi ancora oggi, la disponibilit\u00e0 di altri spazi.<br \/>\nNel corso del 2017 si \u00e8 definita l\u2019entit\u00e0 del danno alle chiese del territorio diocesano &#8211; ben 169 gli edifici danneggiati in grado diverso, ovviamente alcuni gravemente altri meno, e su un certo numero di questi \u2013 dove l\u2019intervento di messa in sicurezza e un intervento circoscritto poteva essere nel complesso risolutivo del danno \u2013 si \u00e8 provveduto ad intervenire in particolare con i fondi straordinari messi in campo dalla Conferenza Episcopale Italiana, alla Protezione Civile e dalle primissime ordinanze la 23 e la 38 del 2017 emanate dal Commissario straordinario nominato dal Governo per far fronte all\u2019emergenza sismica. Cinque complessi monastici sono parimenti danneggiati.<br \/>\nFin da subito stretta e intensa \u00e8 stata la collaborazione istituzionale tra le diocesi coinvolte, le autorit\u00e0 statali, la Soprintendenza competete in materia, i Commissari straordinari che nel tempo si sono susseguiti, le strutture commissariali regionali \u2013 in particolare l\u2019Ufficio Ricostruzione delle Marche ma anche soprattutto nelle fasi iniziali dell\u2019emergenza con i Vigili del Fuoco, i Carabinieri in particolare quelli del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale: un lavoro di squadra, una fattiva ed intensa collaborazione che fin da subito ha permesso di mettere in sicurezza edifici, il patrimonio di beni culturali, di recuperare opere d\u2019arte in edifici inagibili a rischio crollo che purtroppo in alcuni casi successivamente \u00e8 pure avvenuto. Ruolo decisivo lo hanno svolte le comunit\u00e0 parrocchiali che mai si sono arrese e che hanno sempre generosamente collaborato ogni qual volte venisse richiesto e fosse possibile.<br \/>\nDieci anni sono trascorsi e 29 sono gli interventi realizzati tra il 2017 e il 2026 \u2013 l\u2019ultimo in ordine di tempo nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo a Smerillo \u00e8 stato recentemente completata e la chiesa solennemente inaugurata; 23 cantieri sono aperti \u2013 8 in particolare sono vicini alla conclusione e alla chiusura dei lavori; 35 gli interventi in fase avanzata di progettazione alcuni dei quali approvati e prossimi all\u2019avvio dei lavori.<br \/>\nSono stati finanziati interventi su 93 chiese per un totale di \u20ac 52.230.500, altre chiese sono state riparate con fondi propri delle parrocchie proprietarie mentre ancora 65 sono le chiese che ad oggi non hanno ricevuto alcun finanziamento.<br \/>\nPer far fronte a tutto ci\u00f2 nel tempo \u00e8 stata messa in campo una nutrita squadra di tecnici, un architetto e un ingegnere per ciascun intervento ma spesso anche il geologo, l\u2019archeologo, il restauratore coordinati dagli RTP (Responsabile Tecnico di Procedura) i tecnici Demetrio Catalini che \u00e8 anche l\u2019Economo Diocesano, Dania Cataldi e Stefano Paciotti; un consulente legale Guido Luccisano, il determinante contributo dell\u2019Ufficio Amministrativo della Curia Diocesano e l\u2019Ufficio Beni Culturali della Diocesi.<br \/>\nSono trascorsi 10 anni e oggi un sincero ringraziamento va all\u2019Ufficio Speciale per la Ricostruzione, nella persona degli Ingegneri Trovarelli, Lanzi, Paulini e dei tanti tecnici che seguono l\u2019istruttoria e i procedimenti dall\u2019inizio \u2014 dall\u2019affidamento dell\u2019incarico di progettazione fino alla conclusione dei lavori e alla rendicontazione dei contributi; alla Struttura Commissariale, all\u2019Arch. Coccetti figura chiave nella gestione tecnica dei beni culturali religiosi danneggiati ma tanti altri funzionari della medesima struttura; in particolare, un grazie va all\u2019azione decisa del Commissario Straordinario, il Senatore Guido Castelli.<br \/>\nQuesto significativo passo in avanti \u00e8 certamente il frutto di un\u2019organizzazione complessa e di una collaborazione intensa tra tanti settori e ambiti, che hanno permesso di costruire nel tempo un percorso ben strutturato e una normativa che ha preso forma, diventando oggi un chiaro riferimento legislativo per la gestione delle emergenze e della ricostruzione. Sono risorse umane ancor prima che tecniche ed economiche: persone che, grazie alla loro professionalit\u00e0 e al grande senso di responsabilit\u00e0, stanno contribuendo fattivamente al recupero di un patrimonio di arte e fede. Un bene che appartiene alla collettivit\u00e0, racconta la storia di un territorio e rappresenta il vero tesoro su cui investire per il futuro.<\/p>\n<p>Alma Monelli<br \/>\nDemetrio Catalini<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-10836 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Demetrio-4.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Demetrio-4-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-10840\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-10840'>\n\t\t\t\tSanta Maria delle Piagge a Curetta di Servigliano\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Demetrio-3.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Demetrio-3-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-10839\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-10839'>\n\t\t\t\tchiesa di San Pietro e Paolo Apostoli a Smerillo\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Demetrio-2.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Demetrio-2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-10838\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-10838'>\n\t\t\t\tchiesa di San Pietro in Penne a Montefalcone Appennino\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Demetrio-1.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Demetrio-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-10837\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-10837'>\n\t\t\t\tCollegiata di Monte San Pietrangeli\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella nostra diocesi danneggiati 169 edifici. 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