{"id":10832,"date":"2026-10-25T09:54:53","date_gmt":"2026-10-25T08:54:53","guid":{"rendered":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/?p=10832"},"modified":"2026-10-16T11:30:07","modified_gmt":"2026-10-16T09:30:07","slug":"la-ricostruzione-avanza-nel-cratere-torna-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2026\/10\/la-ricostruzione-avanza-nel-cratere-torna-la-vita\/","title":{"rendered":"&#8220;La ricostruzione avanza, nel cratere torna la vita&#8221;"},"content":{"rendered":"<h2>Intervista al commissario Guido Castelli a dieci anni dal terribile terremoto<\/h2>\n<p>Il 26 e il 30 ottobre del 2016 una violenta sequenza sismica ravvicinata, dopo la prima scossa che c\u2019era stata il 24 agosto, ha messo in ginocchio l\u2019Italia centrale, in particolare le province marchigiane di Macerata, Fermo ed Ascoli. Uno dei terremoti pi\u00f9 forti degli ultimi secoli ha allargato la faglia delle difficolt\u00e0 di un territorio gi\u00e0 provato da una crisi demografica ed economica particolarmente significativa. Dai quei giorni \u00e8 trascorso un decennio molto particolare per le nostre comunit\u00e0, segnato da tante morti, danni ingenti e ferite ancora aperte al patrimonio urbanistico, paesagistico, storico e religioso. A gestire la ripresa \u00e8 l\u2019Ufficio Speciale per la Ricostruzione (Usr) sotto la direzione del commissario straordinario nominato dal Governo, ruolo ricoperto negli ultimi tre anni dal senatore marchigiano Guido Castelli.<\/p>\n<p><strong>Commissario, siamo gi\u00e0 a dieci anni dal sisma, a che punto \u00e8 la ricostruzione?<\/strong><br \/>\n\u201cIn questi ultimi anni \u00e8 avvenuto un deciso cambio di passo. A fine agosto 2026 CDP ha erogato pi\u00f9 di 8,4 miliardi di euro per la ricostruzione privata. Dal 2023 a oggi sono stati erogati quasi 6 miliardi, pari al 71% dell\u2019intero importo liquidato dal 2017. Risultano presentate oltre 36.500 Richieste di Contributo per la Ricostruzione (RCR), per un importo richiesto complessivo che supera i 18 miliardi di euro. Su un totale di quasi 24.000 cantieri avviati, mediamente, il 65% risulta completato. I cantieri ancora aperti sono 8.367: 5.500 nelle Marche, dove oltre 8.600 sono quelli chiusi. Anche il contrasto all\u2019emergenza abitativa ha fatto registrare segnali positivi: negli ultimi dodici mesi, altri 1308 nuclei familiari sono rientrati in casa (ristrutturata o interamente ricostruita), portando il totale dei rientri negli ultimi quattro anni a quasi 5.500 nuclei familiari. I nuclei ancora assistiti dalle misure di sostegno abitativo post-sisma sono complessivamente 8.759. Procede anche la ricostruzione pubblica, che fisiologicamente \u00e8 pi\u00f9 complessa, non foss\u2019altro per l\u2019iter amministrativo. Eppure, il 97,5% degli interventi risulta avviato. La quota degli interventi non avviati, che nel 2023 rappresentava ancora il 33% della programmazione, si \u00e8 ridotto al 2,5% nel 2026&#8243;.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le attuali criticit\u00e0?<\/strong><br \/>\n&#8220;Stiamo affrontando le questioni pi\u00f9 complesse. Ma anche la ricostruzione pesante sta accelerando: i lavori in corso per danni gravi sono 7.524, mentre i cantieri chiusi salgono a 4.423. Nell\u2019ultimo anno le chiusure aumentano di 1.508 unit\u00e0, pari a oltre la met\u00e0 in pi\u00f9 rispetto al 2025. \u00c8 questo il segmento in cui si concentra la sfida pi\u00f9 rilevante: interventi pi\u00f9 costosi, tempi tecnici pi\u00f9 lunghi, maggiore complessit\u00e0 progettuale e maggiore incidenza dei borghi e dei comuni pi\u00f9 colpiti. Il caso di Arquata del Tronto \u00e8 emblematico: dobbiamo ricostruire l\u2019intero borgo storico. Finalmente il progetto \u00e8 stato reso esecutivo. L\u2019obiettivo della ricostruzione in questi casi \u00e8 assicurare la prevenzione di fronte ai rischi futuri, sismici e idrogeologici&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Tra le ripercussioni del terremoto c\u2019\u00e8 lo spopolamento e l\u2019impoverimento economico del territorio: si pu\u00f2 ancora contrastare il fenomeno?<\/strong><br \/>\n&#8220;\u00c8 la sfida pi\u00f9 importante. Il terremoto ha accelerato una tendenza che era gi\u00e0 in atto nell\u2019Appennino centrale come in tante aree interne del Paese. Ora la sfida, che \u00e8 diventata strategia anche nell\u2019Europa, \u00e8 il \u201cdiritto a restare\u201d assicurando tutte le condizioni per restare: lavoro e servizi alla persona. Grazie anche alle risorse del programma NextAppennino si incominciano a vedere i primi risultati in termini economici &#8211; il valore aggiunto derivante dalla ricostruzione postsisma per le Marche \u00e8 del 3% come rileva Bankitalia \u2013 occupazionali e il Cresme valuta un ritorno di popolazione nell\u2019ordine di 44mila unit\u00e0 nei prossimi 15 anni&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Come procede il recupero dei beni ecclesiastici in generale e, in particolare, nella arcidiocesi di Fermo?<\/strong><br \/>\n&#8220;La ricostruzione degli edifici di culto dell\u2019Appennino centrale rappresenta un capitolo particolarmente importante e delicato. Il recupero di edifici spesso caratterizzati da un rilevante pregio culturale, storico e architettonico si intreccia infatti con l\u2019esigenza di restituire alle comunit\u00e0 colpite luoghi che conservano un profondo valore spirituale e identitario. Gli edifici di culto, pubblici e privati, danneggiati dalla sequenza sismica del 2016-2017 sono complessivamente 2.456. Gli interventi inseriti nelle programmazioni sono a oggi 1.276, per un importo programmato complessivo di oltre 750,2 milioni di euro. Dei 93 interventi programmati nell\u2019arcidiocesi di Fermo, per un valore complessivo di 55,8 milioni, 15 sono conclusi: da Amandola a Montefortino, da Fermo a Corridonia. In altri 13 casi i lavori sono in corso. Solo 2 casi non sono ancora avviati: tutto il resto ha almeno gi\u00e0 nominato il RUP (Responsabile Unico del di Progetto)&#8221;.<\/p>\n<figure><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Castelli3.jpg\" alt=\"Il commissario Guido Castelli, insieme a Rocco Pennacchio, arcivescovo di Fermo, e Marco Rotoni, sindaco di Servigliano taglia il nastro per la riapertura della chiesa e convento di Santa Maria del Piano a Servigliano\" width=\"800\" \/><figcaption>Il commissario Guido Castelli, insieme a Rocco Pennacchio, arcivescovo di Fermo, e Marco Rotoni, sindaco di Servigliano taglia il nastro per la riapertura della chiesa e convento di Santa Maria del Piano a Servigliano<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Nel cronoprogramma dell\u2019Ufficio ricostruzione quali sono le prossime priorit\u00e0?<\/strong><br \/>\n&#8220;Il primo obiettivo \u00e8 far tornare al pi\u00f9 presto le persone nelle proprie case. Sul fronte della ricostruzione privata stiamo provvedendo a smaltire i lavori dopo lo stallo avuto con il superbonus 110%: dopo aver trovato le coperture e definito l\u2019operativit\u00e0 tecnica, l\u2019impegno \u00e8 non bloccare i cantieri. Sul fronte della ricostruzione pubblica ci stiamo impegnando per affrontare le situazioni pi\u00f9 complesse, i borghi pi\u00f9 colpiti, con l\u2019obiettivo di riscostruire in sicurezza&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Teme che con lo scorrere del tempo cali l\u2019attenzione su questo sisma e la ricostruzione possa rimanere incompiuta?<\/strong><br \/>\n&#8220;Forse nell\u2019opinione pubblica il rischio c\u2019\u00e8. Per fortuna il Governo dimostra l\u2019esatto contrario. In questi anni il Governo Meloni non ha fatto mancare il suo sostegno economico, finanziario e amministrativo, con provvedimenti puntuali e risorse preziose. E con una vicinanza fisica \u2013 la presenza della premier Giorgia Meloni ad Amatrice lo scorso mese di agosto, come l\u2019inaugurazione dell\u2019anno scolastico con il presidente Mattarella \u2013 di cui c\u2019\u00e8 sempre bisogno. D\u2019altronde, nel territorio del cratere l\u2019attivit\u00e0 di ricostruzione \u00e8 percepita positivamente. Un\u2019indagine condotta da Tecn\u00e9 per conto della Luiss nella seconda met\u00e0 del 2025 registrava un 53,7% di residenti nell\u2019area del cratere che mostravano soddisfazione per le attivit\u00e0 di ricostruzione in corso. E quasi il 47% riteneva che si potesse immaginare che fossimo arrivati alla met\u00e0 dell\u2019opera. Se cos\u00ec fosse, e credo che sia meglio della stima, potremmo dire che il percorso di ricostruzione ha iniziato a marciare secondo il \u201cbenchmark\u201d che vorremmo sempre utilizzare: la ricostruzione nel Friuli, dopo il sisma del 1976, dur\u00f2 all\u2019incirca 20 anni&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Di questi anni da Commissario qual \u00e8 l\u2019episodio o l\u2019immagine che l\u2019ha particolarmente colpita a livello personale?<\/strong><br \/>\n&#8220;Il dolore sui volti delle persone che ho incontrato dieci anni fa, nelle ore successive alla prima scossa del 24 agosto. Ma dopo l\u2019abisso mi conforta che sia stata percepita anche la \u201ccarezza\u201d della solidariet\u00e0 e della ricostruzione. Uso il binomio \u201cabisso e carezza\u201d che ha guidato una mostra esposta al Meeting di Rimini dello scorso mese di agosto&#8221;.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un rammarico che le rimane ancora dentro?<\/strong><br \/>\n&#8220;Il tempo perso. Le troppe false partenze nei primi anni dopo la tragedia&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Senatore Castelli, che impegno si sente di prendere per i prossimi mesi?<\/strong><br \/>\n&#8220;Non perdere pi\u00f9 tempo. Correre spediti nella ricostruzione come abbiamo fatto negli ultimi tre-quattro anni. Ricostruire gli edifici e nello stesso tempo riparare le comunit\u00e0 riaccendendo l\u2019occupazione, rigenerando l\u2019economia. Lo ripeto: c\u2019\u00e8 vita nel cratere&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista al commissario Guido Castelli a dieci anni dal terribile terremoto Il 26 e il 30 ottobre del 2016 una violenta sequenza sismica ravvicinata, dopo la prima scossa che c\u2019era stata il 24 agosto, ha messo in ginocchio l\u2019Italia centrale, in particolare le province marchigiane di Macerata, Fermo ed Ascoli. 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