{"id":1081,"date":"2014-07-30T09:18:56","date_gmt":"2014-07-30T09:18:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=1081"},"modified":"2016-01-22T09:46:54","modified_gmt":"2016-01-22T09:46:54","slug":"i-nuovi-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/07\/i-nuovi-poveri\/","title":{"rendered":"I nuovi poveri"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/infografica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1083\" alt=\"infografica\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/infografica-224x300.jpg\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/infografica-224x300.jpg 224w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/infografica-766x1024.jpg 766w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/infografica.jpg 939w\" sizes=\"auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a>Allarmanti i dati del &#8220;Rapporto Caritas 2014&#8221;: dopo la rottura dei rapporti coniugali, il 66% di chi chiede aiuto dichiara di non riuscire a provvedere all&#8217;acquisto dei beni di prima necessit\u00e0. Sono perlopi\u00f9 italiani, divisi equamente tra uomini e donne. La difficile situazione sociale determinata dalla crisi economica \u00e8 resa pi\u00f9 pesante in Italia da &#8220;gravi e crescenti difficolt\u00e0 derivanti purtroppo dalla rottura dei rapporti coniugali, sia a livello occupazionale sia abitativo&#8221;.<\/p>\n<p>La denuncia del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, al Consiglio episcopale permanente ha trovato conferma nei dati allarmanti del &#8220;Rapporto 2014&#8243; della Caritas italiana sulla povert\u00e0 e l&#8217;esclusione sociale intitolato &#8216;False partenze&#8221;, presentato a Cagliari in occasione del convegno nazionale delle Caritas diocesane.<\/p>\n<p><!--more--> Infatti, il 66,1% dei separati che si rivolgono alla Caritas dichiara di non riuscire a provvedere all&#8217;acquisto dei beni di prima necessit\u00e0. Prima della separazione erano solo il 23,7 per cento. Altre conseguenze della separazione: aumenta il ricorso ai servizi socioassistenziali del territorio come anche la crescita di disturbi psicosomatici (66,7% accusa un pi\u00f9 alto numero di sintomi rispetto alla pre-separazione). Inoltre, la separazione incide negativamente nel rapporto padri-figli: il 68% dei padri (46,3% delle donne) intervistati riconosce un cambiamento importante a seguito della separazione; tra i padri che riconoscono un cambiamento il 58,2% denuncia un peggioramento nella qualit\u00e0 dei rapporti (le madri al contrario riconoscono per lo pi\u00f9 un miglioramento).<\/p>\n<p>Tra i separati\/divorziati che si sono rivolti ai centri di ascolto della Caritas la gran parte \u00e8 di nazionalit\u00e0 italiana (85,3%); in termini di genere c&#8217;\u00e8 una leggera prevalenza delle donne (53,5%), rispetto agli uomini (46,5%) anche se si pu\u00f2 parlare quasi di un&#8217;equa divisione. Il 42,9% \u00e8 coinvolto in separazioni legali, il 28,1% in separazioni di fatto e il 22,8% in procedimenti di divorzio. Dei procedimenti di divorzio quasi la totalit\u00e0 risulta ormai anche conclusa. Considerando i tempi di separazione, il 34% vive uno di questi stati da meno di un anno, il 20% da meno di due anni, il 20,2% da un tempo che va dai due ai cinque anni, il 25,8% da oltre 5 anni.<\/p>\n<p>Rispetto al totale degli intervistati, i due terzi (66,5%) ha figli minorenni; su questi ovviamente grava un peso materiale e sociale pi\u00f9 pesante, sia in termini di cura che di mantenimento. Per quanto riguarda l&#8217;et\u00e0 si tratta in particolare di persone nella fascia d&#8217;et\u00e0 centrale (45-54 anni) e di giovani adulti (35-44 anni). Per quanto riguarda il livello di istruzione, prevale la licenza media inferiore (34,9%) seguita dal diploma di scuola media superiore (28,6%), dalla licenza elementare (14,5%) e dall&#8217;attestato professionale (10%). Le motivazioni che hanno spinto gli utenti a chiedere aiuto sono legate a bisogni di tipo materiale e immateriale: le difficolt\u00e0 economiche (21,7%), il disagio abitativo (15%), l&#8217;impossibilit\u00e0 di accedere ai beni di prima necessit\u00e0 (cibo e vestiario) (12,1%); il bisogno di ascolto (13,1%) e l&#8217;assistenza psicologica (12,3%).<\/p>\n<p>Gli occupati rappresentano meno di un terzo dei separati e divorziati intervistati mentre coloro che sono in cerca di un&#8217;occupazione (disoccupati e inoccupati) sono quasi la met\u00e0 ( 46,1%). La grave situazione sul fronte dell&#8217;occupazione \u00e8 l&#8217;elemento che maggiormente condiziona il post separazione. Fino ad oggi a ricoprire tale situazioni di svantaggio sono state in primo luogo le donne collocate in posizioni occupazionali subalterne, a volte anche per scelta personale per quella che potremmo definire la divisione del lavoro all&#8217;interno del matrimonio.<\/p>\n<p>Rispetto alle interviste realizzate non emerge un particolare svantaggio delle donne; i livelli di disoccupazione, infatti, risultano alti sia per i maschi (45,1%) che per le femmine (41,4%). Anche la dimensione abitativa evidenzia delle situazioni di gravi criticit\u00e0 vissute sia sul piano della sistemazione che su quello del grado di affaticamento rispetto agli oneri di spesa fissi (mutuo, affitto, pagamento delle utenze di luce, gas). Rispetto al pre separazione, quando il 43,7% degli intervistati viveva in abitazioni di propriet\u00e0 e il 42% in affitto, la situazione nel post separazione risulta decisamente alterata. Dichiara di aver cambiato abitazione l&#8217;87,7% degli uomini contro il 53,1% delle donne.<\/p>\n<p>Infine nella rilevazione condotta sui servizi Caritas\/Cfc si evince che la separazione influisce negativamente sul rapporto tra padri e figli; il 68% degli ex mariti intervistati riconosce un cambiamento importante a seguito della separazione (a fronte di un cambiamento percepito solo dal 46,3% delle donne). E tra loro il 58,1% denuncia un peggioramento nella qualit\u00e0 dei rapporti (le madri al contrario riconosco per lo pi\u00f9 un miglioramento).<\/p>\n<p>Gli elementi che rendono particolarmente insoddisfatti i padri nel rapporto con i figli sono: la frequenza di incontro, gli spazi di vita e i luoghi di incontro, il tempo da dedicare alla relazione, la possibilit\u00e0 di partecipare a momenti importanti quali compleanni, ricorrenze, feste. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allarmanti i dati del &#8220;Rapporto Caritas 2014&#8221;: dopo la rottura dei rapporti coniugali, il 66% di chi chiede aiuto dichiara di non riuscire a provvedere all&#8217;acquisto dei beni di prima necessit\u00e0. Sono perlopi\u00f9 italiani, divisi equamente tra uomini e donne. 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