{"id":10799,"date":"2026-10-21T15:24:18","date_gmt":"2026-10-21T13:24:18","guid":{"rendered":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/?p=10799"},"modified":"2026-10-16T11:06:57","modified_gmt":"2026-10-16T09:06:57","slug":"la-gioia-di-considerarsi-utili-dove-la-chiesa-e-minoranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2026\/10\/la-gioia-di-considerarsi-utili-dove-la-chiesa-e-minoranza\/","title":{"rendered":"La gioia di considerarsi utili dove la Chiesa \u00e8 minoranza"},"content":{"rendered":"<h2>Padre Antolini, prefetto apostolico di Robe, \u00e8 missionario dall&#8217;et\u00e0 di 26 anni<\/h2>\n<p>Mi chiamo Angelo, sono nato a Santa Vittoria in Matenano 73 anni fa. Sono un frate Cappuccino. A 26 anni ho lasciato l\u2019Italia per la missione del Wolaita in Etiopia (Stato dei Popoli del Sud), dove ho vissuto per 27 anni, poi trasferito nello Stato dell\u2019Oromia, sempre in Etiopia, nella missione di Kofale, dove ho vissuto per cinque anni. Nel 2012 Papa Benedetto XIV mi ha nominato Prefetto Apostolico della nuova Prefettura che \u00e8 nata dallo smembramento del Vicariato di Meki.<br \/>\nPosso dire di aver vissuto due esperienze missionarie totalmente diverse, pur nella stessa nazione dell\u2019Etiopia. La prima nel popolo Wolaita in un contesto prettamente cristiano, prevalentemente protestante ed ortodosso, dove la Chiesa Cattolica, pur minoritaria, aveva ed ha una presenza significativa e storica fin dai primi anni dal Novecento, con molte parrocchie e centinaia di cappelle, sparse in un territorio prettamente agricolo e fertile, ed anche per questo sovrappopolato.<br \/>\nIl lavoro missionario, quindi, era molto concentrato nel curare le comunit\u00e0 che gi\u00e0 erano presenti, anche se ho avuto modo, dal 1990 al 1997 di intraprendere un\u2019opera di prima evangelizzazione al di l\u00e0 del fiume Omo, nella zona del Dawro \u2013 Konta. Quest\u2019area di lingua e cultura Wolaita, si trovava di fatto nella regione del Kaffa. Una esperienza meravigliosa che ho portato avanti con il sostegno morale, spirituale e materiale della mia parrocchia di Hembeccio, dove sono stato parroco per 23 anni di seguito. Una esperienza di Chiesa missionaria che si fa promotrice di prima evangelizzazione lei stessa. Dopo sette anni di catecumenato abbiamo battezzato 35 adulti. Ora nell\u2019area ci sono pi\u00f9 di trenta mila fedeli cattolici. Io non vi sono pi\u00f9 tornato, perch\u00e9 il Signore mi dona pi\u00f9 la capacit\u00e0 di iniziare la presenza di una Chiesa che quella di portarla avanti nelle strutture che poi necessariamente dovranno seguire.<br \/>\nForse per questo carisma che lo Spirito mi dona, quando fui trasferito a Kofale, in una area totalmente diversa: un popolo nuovo, gli Ormo, di lingua e cultura cuscita, in un altopiano a 2.700 mslm. con clima piuttosto freddo, popolo di allevatori seminomadi di religione mussulmana al 97%, la Chiesa ha pensato a me per iniziare la nuova Prefettura di Robe. La Prefettura di Robe, che servo, ormai al termine, da 14 anni, ha una superfice di circa 110 mila km quadri (un terzo del territorio dell\u2019Italia) con una popolazione di circa cinque milioni di abitanti, di cui quattro Oromo e uno Somali. In tutto questo vasto territorio tra l\u2019altopiano e il grande deserto che va fino alla Somalia, la Chiesa Cattolica \u00e8 presente con 1.400 fratelli e sorelle in otto piccole comunit\u00e0, con nove sacerdoti e undici sorelle consacrate.<br \/>\nUna realt\u00e0 di Chiesa cos\u00ec piccola numericamente che solo la certezza che la Chiesa \u00e8 chiamata nel mondo ad essere un pizzico di sale per rendere saporito il cibo e di po\u2019 di lievito nella massa per fare il buon pane, ci d\u00e0 la gioia di essere presenti in spirito di umilt\u00e0 e di servizio.<\/p>\n<p>Padre Angelo Antolini &#8211; Prefetto Apostolico di Robe (Etiopia)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Padre Antolini, prefetto apostolico di Robe, \u00e8 missionario dall&#8217;et\u00e0 di 26 anni Mi chiamo Angelo, sono nato a Santa Vittoria in Matenano 73 anni fa. Sono un frate Cappuccino. 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