{"id":10672,"date":"2026-09-14T10:30:46","date_gmt":"2026-09-14T08:30:46","guid":{"rendered":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/?p=10672"},"modified":"2026-09-14T11:06:10","modified_gmt":"2026-09-14T09:06:10","slug":"accompagnare-ogni-giorno-chi-non-puo-piu-dare-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2026\/09\/accompagnare-ogni-giorno-chi-non-puo-piu-dare-nulla\/","title":{"rendered":"Accompagnare ogni giorno chi non pu\u00f2 pi\u00f9 dare nulla"},"content":{"rendered":"<h3>8xmille: gli acquarelli di Roberta e la testimonianza di Don Andrea Gaino<\/h3>\n<p>Nello studio di don Andrea Gaino della diocesi di Verona ci sono alcuni acquerelli appesi al muro. Sono di Roberta, una donna a cui la malattia aveva tolto entrambe le gambe ma non la mano ferma sul pennello. \u00abEra il suo modo di sentire che poteva ancora essere utile, donare qualcosa\u00bb racconta don Andrea, cappellano da dieci anni nel reparto di ematologia del Policlinico di Borgo Roma e, da due anni, presidente della Pia Opera Ciccarelli, che gestisce residenze per anziani e persone con disabilit\u00e0. L&#8217;ha conosciuta in una delle residenze della Pia Opera. Una signora elegante anche nella fragilit\u00e0, che passava le giornate a dipingere mentre il corpo le veniva sottratto. Poi si \u00e8 aggravata ed \u00e8 finita in ospedale, nello stesso reparto dove lui lavora da un decennio. L&#8217;ha seguita anche l\u00ec, fino alla fine. \u00abGli occhi vivaci si sono fatti pi\u00f9 interroganti\u00bb dice. Non aveva altro da offrirle se non parole semplici e restare, anche quando ormai non c&#8217;era pi\u00f9 molto da dirsi.<br \/>\nQuesta attenzione non nasce dai libri di teologia, per quanto sia la materia di sempre di don Andrea: prima di occuparsi di anziani e malati ha insegnato Teologia morale negli istituti teologici di Verona, cosa che continua a fare tuttora. Ma quando gli si chiede da dove venga questa sensibilit\u00e0, racconta un&#8217;altra cosa. Insieme alle sorelle ha accudito i genitori fino alla fine, in casa, mentre le forze venivano meno giorno dopo giorno. Il padre \u00e8 morto a 98 anni, la madre a 97. \u00c8 l\u00ec, dice, che ha imparato certe cose sulla cura che nessuno studio insegna. In corsia incontra malati oncologici che restano ricoverati anche per mesi, di ogni tipo, non solo chi frequenta le comunit\u00e0 cristiane. \u00abDove si percepisce disponibilit\u00e0 e nessuna forma di giudizio, si apre sempre lo spazio per l&#8217;incontro\u00bb confida il sacerdote.<br \/>\nAlla Pia Opera Ciccarelli invece il ruolo di don Andrea cambia parecchio: non solo visite e ascolto, ma anche far quadrare undici residenze, tra personale e bilanci. Sono due lavori diversi, quasi due vite parallele. Nelle residenze, dice, la paura pi\u00f9 comune non \u00e8 la malattia in s\u00e9, \u00e8 sentirsi di peso. Lo ha imparato osservando chi ci lavora ogni giorno, gli operatori, gli infermieri, gli educatori.<br \/>\nQuello che cerca di fare, insieme a loro, \u00e8 far capire a ogni ospite che il suo valore non dipende da quanto riesce ancora a fare con le proprie mani. Anche le famiglie vivono un equilibrio delicato: non devono sentirsi sollevate dalla cura, n\u00e9 schiacciate dal senso di colpa per aver portato un genitore altrove. Il suo lavoro, in fondo, \u00e8 fatto soprattutto di tempo. \u00abChi vive una situazione di svantaggio ha una particolare sensibilit\u00e0 nel percepire quando la vicinanza \u00e8 sincera\u00bb osserva don<br \/>\nAndrea. Per questo il tempo che dedica alle persone non pu\u00f2 essere un dovere travestito da gentilezza: \u00abse lo fosse &#8211; dice &#8211; si sentirebbe subito\u00bb. Tra i ragazzi che ha seguito fino alla fine in questi anni, quello che gli costa di pi\u00f9 tornare a raccontare \u00e8 Mattia, morto prima di poter sostenere l&#8217;esame di maturit\u00e0. \u00abNon sono riuscito a portare la serenit\u00e0 di cui avrebbe avuto bisogno\u00bb dice, senza cercare scuse.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 una cosa che don Andrea Gaino ripete spesso, parlando di chi incontra ogni giorno: \u00abNessuna relazione va in una direzione sola, anche quando le forze in campo non sono uguali\u00bb. Lo dice pensando a Roberta, che ha continuato a dare anche quando le mani non reggevano pi\u00f9 il pennello.<br \/>\nI suoi acquerelli restano appesi nel suo studio: \u00e8 l\u00ec, ogni giorno che li guarda, che quella reciprocit\u00e0 continua. \u00c8 una reciprocit\u00e0 che si pu\u00f2 alimentare anche da fuori, con un gesto minimo quanto quello di un&#8217;offerta. Contribuire al sostentamento dei sacerdoti attraverso le offerte deducibili all\u2019Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero significa permettere a chi, come don Andrea, ha scelto di restare accanto a chi soffre di continuare a farlo.<\/p>\n<p>Luca Iacovone<br \/>\n(Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>8xmille: gli acquarelli di Roberta e la testimonianza di Don Andrea Gaino Nello studio di don Andrea Gaino della diocesi di Verona ci sono alcuni acquerelli appesi al muro. 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