{"id":1055,"date":"2014-07-14T14:06:36","date_gmt":"2014-07-14T14:06:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=1055"},"modified":"2016-01-18T10:39:26","modified_gmt":"2016-01-18T10:39:26","slug":"luomo-e-cio-che-mangia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/07\/luomo-e-cio-che-mangia\/","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;uomo \u00e8 ci\u00f2 che mangia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/numero-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1056\" alt=\"numero 11\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/numero-11-297x300.jpg\" width=\"297\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/numero-11-297x300.jpg 297w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/numero-11-60x60.jpg 60w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/numero-11-80x80.jpg 80w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/numero-11.jpg 986w\" sizes=\"auto, (max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/a>Da vari anni, tutto ci\u00f2 che ha a che fare con la cucina suscita un interesse appassionato che coinvolge un numero sempre pi\u00f9 ampio di persone. Conferma questa tendenza il grande successo registrato da libri, da trasmissioni televisive, da manifestazioni da vario genere, che si occupano di cucina, oppure trattano delle origini e delle tecniche di preparazione di prodotti tipici di alcune localit\u00e0 italiane che si segnalano per qualit\u00e0 e prelibatezza. Trasmissioni come La prova del cuoco, Cotto e mangiato, Gusto, Eataly, Masterchef, oppure canali tematici dedicati alla cucina registrano un crescente successo di pubblico. A tutto ci\u00f2 va aggiunto il successo di manifestazioni come Tipicit\u00e0, la vasta diffusione di sagre che ripropongono piatti tipici della tradizione, il moltiplicarsi di agriturismi che nei loro men\u00f9 propongono specialit\u00e0 fatte di ingredienti prodotti e lavorati in proprio.<\/p>\n<p><!--more-->L\u2019insieme di questi fenomeni sta a indicare la presenza in molti consumatori di un crescente desiderio di mangiare cibi non troppo inquinati, preparati secondo le ricette del buon tempo antico. C&#8217;\u00e8, poi, la decisione di dedicare l\u2019Expo 2015, che si terr\u00e0 a Milano, al tema dell\u2019alimentazione. Ci si propone, in tal modo, di accreditare l\u2019Italia come paese leader nel campo della produzione eno-gastronomica. L\u2019espandersi del mercato dei prodotti locali di eccellenza ha consentito a molte aziende medio-piccole della nostra zona di crescere, e di farsi conoscere in Europa, in America, in Russia, e, ultimamente, in Cina. Si sono consolidate, cos\u00ec, aziende che con i loro vini, la loro pasta, i loro salumi, le loro carni, i loro formaggi, i loro dolci, hanno non soltanto contribuito alla creazione di nuovi posti di lavoro nel nostro territorio, ma hanno fatto conoscere la nostra zona in Italia e all\u2019estero, determinando, cos\u00ec, benefici effetti sul turismo locale. In questo clima di fascinazione per l\u2019arte culinaria e il cibo di qualit\u00e0 vanno moltiplicandosi corsi di cucina per grandi e bambini, come pure manifestazioni in cui ristoratori e chef illustrano le loro specialit\u00e0, che, molto spesso, sono rivisitazioni o riproposizioni di prodotti e di ricette di quella che viene definita come la \u201ccucina povera\u201d.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 costituisce un fenomeno positivo che ha benefici effetti sull\u2019economia locale e contribuisce alla riscoperta delle nostre tradizioni. Occorre anche dire, per\u00f2, che in questo vasto e variegato movimento di valorizzazione delle tipicit\u00e0 dell\u2019eno-gastronomia locale sono presenti alcuni elementi che destano perplessit\u00e0. C\u2019\u00e8 il rischio, in primo luogo, di fare dell\u2019Italia il paese di \u201cpizza e mandolino\u201d, di un idillio agro-pastorale, di farne cio\u00e8 un paese in via di progressiva de-industrializzazione, avviatosi, con felice inconsapevolezza, a divenire un paese in via di sottosviluppo, che, disperatamente, cerca la propria salvezza puntando unicamente sull\u2019agro-alimentare e sul turismo. Inoltre, suscita un qualche fastidio l\u2019alto tasso di affabulazione presente nei discorsi di molti chef e ristoratori, che decantano il fatto che i loro menu ripropongono piatti della \u201ccucina povera\u201d di una volta. Non si accorgono che il decantare l&#8217;alto tasso di &#8220;povert\u00e0&#8221; presente nei piatti da essi proposti fa di loro una sorta di nuovi Robin Hood a rovescio, che \u201cprendono ai poveri per dare ai ricchi\u201d. Fanno infatti del mangiare un atto edonistico finalizzato unicamente a un godimento di cui, di fatto, pu\u00f2 avvalersi soltanto un ristretto numero di consumatori benestanti che possono permettersi il lusso di gustare piatti \u201cpoveri\u201d.<\/p>\n<p>Nei discorsi ampollosi che accompagnano la presentazione di piatti e di alimenti che sono stati il frutto della creativit\u00e0 di persone che a fatica riuscivano a sfamarsi c&#8217;\u00e8 uno stridente connubio tra tradizione e consumismo edonistico. Ci\u00f2 che nacque dal bisogno e dalla necessit\u00e0 viene trasformato in prodotto di intrattenimento e di godimento. La cosa non pu\u00f2 non destare perplessit\u00e0, perch\u00e8 la fetta del ciauscolo fatto con le proprie mani, mangiata dai nostri antenati dopo una giornata di durissimo lavoro, \u00e8 tutt&#8217;altra cosa rispetto alla fetta di ciauscolo consumata in un ristorante di lusso, dopo essere stata decantata dalle parole alate di un cameriere ammaestrato. C\u2019\u00e8, infine, un problema enorme che pesa sul nostro modo di mangiare e di nutrirci. Il filosofo Ludwig Feuerbach in una frase divenuta famosa sentenzi\u00f2: \u201cL\u2019uomo \u00e8 ci\u00f2 che mangia\u201d. Questa frase \u00e8 in gran parte vera. Noi siamo infatti anche ci\u00f2 che \u00e8 contenuto negli alimenti che ci nutrono. Occorre onestamente riconoscere, in tal senso, che nei cibi che mangiamo \u00e8 depositato un tasso elevatissimo di violenza e di crudelt\u00e0, che, al di l\u00e0 della nostra inconsapevolezza, ci qualifica come esseri feroci, il cui benessere ha prodotto, oltre a quelle umane, altre due vittime: la terra e gli animali.<\/p>\n<p>La terra, scrive il grande pensatore Martin Heidegger, \u00e8 stata \u201csfiancata\u201d dall\u2019agricoltura industriale, che l\u2019ha mutata in materiale inerte incapace di generare vita senza l\u2019erogazione sempre pi\u00f9 massiccia di concimi e agenti chimici. Gli animali, a loro volta, chiusi in capannoni di sterminio, o recintati in pi\u00f9 ridenti e gradevoli spazi aperti, sono stati trasformati in esseri da macello, in vite votate a morti orribili per deliziare il nostro palato. Eliminare questa violenza \u00e8 un problema enorme che pesa sul futuro dell\u2019alimentazione umana. Non siamo pi\u00f9 infatti nel Neolitico, periodo in cui gli uomini, per procurarsi proteine, si vedevano costretti, a volte con sgomento, a uccidere animali che vivevano in simbiosi con loro. Da ragazzo mi \u00e8 pi\u00f9 volte capitato di vedere persone che piangevano a dirotto il giorno in cui veniva ucciso il maiale che avevano accudito e nutrito per quasi un anno. Nel passato quella crudelt\u00e0 era giustificata. Oggi molto meno.<\/p>\n<p>Per questo si fa del tutto per occultare la violenza e la crudelt\u00e0 legate all\u2019allevamento industriale e all\u2019uccisione seriale di buoi, maiali, agnelli, tacchini, polli, conigli, anatre. Non si vuole vedere. Ci\u00f2 basta a tranquillizzare tutti. Urge, quindi, superare un approccio al cibo, e alle problematiche a esso connesse, non comandato dalle nostalgie passatiste dei tradizionalisti e dei cantori dell\u2019antico gusto, oppure egemonizzato dai linguaggi untuosi di chef, ristoratori, esperti culinari, il cui unico obiettivo \u00e8 massimizzare il piacere dei palati di clienti ben paganti. Occorrerebbe, a tal fine, disegnare un nuovo scenario della nutrizione umana che eviti di \u201csfiancare\u201d la terra, e non si limiti a identificare la vita di esseri sensienti come maiali, agnelli, buoi come vita di animali che sono semplicemente \u201ccarne da macello\u201d. Per far ci\u00f2 \u00e8 necessaria una svolta radicale nei nostri modi di pensare e di sentire. Una svolta difficile da realizzare, perch\u00e9 siamo troppo attaccati a inveterate abitudini alimentari, e siamo troppo condizionati, inoltre, dalle retoriche degli antichi saperi, o dalle affabulazioni edoniste sugli antichi sapori. \u2022<\/p>\n<p>G.Filippo Giustozzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da vari anni, tutto ci\u00f2 che ha a che fare con la cucina suscita un interesse appassionato che coinvolge un numero sempre pi\u00f9 ampio di persone. 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