{"id":1033,"date":"2014-07-14T13:39:47","date_gmt":"2014-07-14T13:39:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/?p=1033"},"modified":"2016-01-18T10:40:41","modified_gmt":"2016-01-18T10:40:41","slug":"europa-non-strappiamola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/2014\/07\/europa-non-strappiamola\/","title":{"rendered":"Europa: non strappiamola"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/numero-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1034\" alt=\"numero 5\" src=\"http:\/\/www.lavocedellemarche.it\/wordpress\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/numero-5-300x241.jpg\" width=\"300\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/numero-5-300x241.jpg 300w, https:\/\/lavocedellemarche.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/numero-5-1024x823.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il malumore contro la moneta unica \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente. Potrebbe portare frutti amarissimi per gli europeisti convinti. Contro le politiche accentratrici dei burocrati di Bruxelles e Strasburgo in tanti, da tempo, invocano una consultazione popolare. Negli ultimi mesi, i segnali di euroscetticismo sono palesi, sinistri scricchiolii alle fondamenta di un progetto mai troppo solido. Eppure l\u2019Italia \u00e8 stata da sempre il Paese pi\u00f9 europeista. Secondo l\u2019ultimo rilevamento dell\u2019Ipsos ha perso addirittura 21 punti percentuali (passando dal 74 per cento al 53). Un crollo che dovrebbe far riflettere i politici e soprattutto le tecnocrazie europee a cui gli italiani sono sempre pi\u00f9 ostili.<\/p>\n<p><!--more-->Anche perch\u00e9 il crollo della fiducia degli italiani non \u00e8 un fatto emotivo passeggero, n\u00e9 uno stato d\u2019animo superficiale. Al contrario. Il loro europeismo era a prova di bomba. Hanno accettato di fare sacrifici per entrare nella moneta unica, hanno accettato perfino di farsi spennare da un cambio lira\/euro estremamente penalizzante e poi hanno subito &#8211; senza fiatare &#8211; il sostanziale raddoppio di tutti i prezzi con l\u2019inizio dell\u2019euro (un impoverimento di massa). La loro fiducia \u00e8 crollata solo davanti alla scoperta che la sospirata moneta unica &#8211; che tanto era costata &#8211; realizzata in quel modo (senza una banca centrale e un governo come referenti ultimi) era una trovata assurda e fallimentare di tecnocrazie incompetenti e arroganti. Grazie a questo incredibile esperimento, l\u2019Italia &#8211; un Paese solvibilissimo e che ha la sesta economia del pianeta &#8211; sta ora rischiando il fallimento (del tutto ingiustificato visti i suoi fondamentali). Ma l\u2019Europa e con essa l\u2019Euro \u00e8 un rischio o un investimento? Il progetto &#8220;Europa&#8221;, come crogiuolo di popoli che insieme cooperano, collaborano e si sostengono, \u00e8 idea vincente e necessaria. \u00c8 il frutto di un progetto di pace e cooperazione tra popoli e Stati. Ma la Guerra Fredda prima e la Globalizzazione poi hanno deragliato questo processo verso un quadro di competizione sfrenata. Si \u00e8 prodotta una frattura profonda tra i Paesi dell\u2019Europa del Nord e occidentali e quelli dell\u2019Europa centrale e del Sud risolvibile solo con una rigenerazione del progetto stesso.<\/p>\n<p>L\u2019Euro avrebbe dovuto essere il primo passo del progetto &#8220;Europa Unita&#8221;. Avrebbero dovuto seguire altre riforme. Infatti una moneta senza uno Stato \u00e8 nel migliore dei casi un\u2019assurdit\u00e0, cos\u00ec com\u2019\u00e8 assurdo pensare che sia possibile costruire il \u201cfederalismo europeo\u201d tramite scelte politiche ed economiche del tutto contrarie agli interessi \u201creali\u201d di chi dovrebbe compierle. E si deve pure ricordare che senza un \u201cfederalismo europeo\u201d nulla o quasi si potrebbe fare contro la \u201cspeculazione finanziaria\u201d. Purtroppo il sogno europeo si \u00e8 infranto per la mancanza di un sogno comune, di una idea comune di civilt\u00e0. Si \u00e8 pensato solo ad un\u2019Europa cui fosse sufficiente un\u2019unica moneta, dimenticando il resto: la civilt\u00e0, il benessere, la felicit\u00e0. Noi non siamo economisti o esperti di politiche internazionali, ma siamo inguaribili sognatori lettori de \u201cIl Piccolo Principe\u201d dove si diceva che i grandi capiscono la bellezza solo quando si dice loro il prezzo di una casa. A noi invece ci basta sapere che una casa \u00e8 bella perch\u00e9 ha i \u201cmattoni rosa, con dei gerani alle finestre, e dei colombi sul tetto&#8221;. L\u2019idea di Europa \u00e8 stimolante e vitale perch\u00e9 spinge ad essere comunit\u00e0. Per fare comunit\u00e0 non bastano i soldi. Occorre la storia, le radici comuni di un continente. Occorre non dimenticare quanto ci tenesse papa Giovanni Paolo II ad inserire nella Costituzione europea le radici cristiane. Ma i profeti, si sa, non sono mai ben accetti. \u2022<\/p>\n<p>Nicola Del Gobbo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il malumore contro la moneta unica \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente. Potrebbe portare frutti amarissimi per gli europeisti convinti. Contro le politiche accentratrici dei burocrati di Bruxelles e Strasburgo in tanti, da tempo, invocano una consultazione popolare. 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